Valanga islamista in Tunisia

(di Giulio Meotti) Vittoria assoluta degli islamisti in Tunisia. Ennahda, il partito fondamentalista legato ai Fratelli musulmani responsabile negli anni 80 di una campagna terroristica contro gli hotel, ha ottenuto quasi la metà dei voti.

L’unica “speranza” è che il sistema parlamentare li costringa a fare dei compromessi. In ogni caso, la Tunisia che conoscevamo è finita (libertà d’espressione, uguaglianza, dignità della donna, separazione di stato e moschea etc…).

L’elemento più impressionante è che Ennahda fino allo scorso gennaio era semplicemente un partito illegale e il suo leader, Rachid Ghannouci, viveva a Londra come un Khomeini maghrebino. Sono bastati pochi mesi e la “primavera araba” ha risvegliato gli impulsi islamici profondi che covano nel seno del medio oriente.

Ricordiamo che Ghannouchi è il numero due di Yusuf Qaradawi, l’imam che teorizza l’uccisione di ebrei e “infedeli” occidentali. Con la legalizzazione di Ennahda sono cominciati gli attacchi ad artisti e donne senza velo, a bar e bordelli. di Giulio Meotti

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