Usa: in flessione il numero degli aborti, -12% dal 2010 ad oggi

camerettaC’è una buona notizia: sconfiggere l’aborto si può. Ce n’è un’altra, non meno importante: si possono sconfiggere anche le politiche abortiste. Secondo una nuova inchiesta condotta da Ap, negli Stati Uniti l’indice delle interruzioni di gravidanza dal 2010 ad oggi è diminuito del 12%. La flessione più significativa ha riguardato la fascia adolescenziale, dove ha raggiunto il suo minimo storico negli ultimi decenni.

Molteplici le ragioni, secondo gli osservatori. Ma va notato prima di tutto come – al di là delle pretestuose, imbarazzate spiegazioni addotte dalle associazioni pro-choice, quale Planned Parenthood – tali risultati si siano registrati proprio negli Stati, ove sono state approvate le nuove, più restrittive leggi, grazie alle quali è stata regolamentata l’incessante attività delle cliniche “liberal”. Nell’Indiana, nel Missouri, nell’Ohio e nell’Oklahoma, dove più aggressive furono le normative abortiste, le interruzioni di gravidanza sono diminuite di oltre il 15%. Risultati analoghi si sono registrati anche a New York, Washington e nell’Oregon.

Secondo Charmaine Yoest, presidentessa dell’Americans United for Life, questi dati suggeriscono l’insorgere di un cambiamento di mentalità negli atteggiamenti delle donne in gravidanza: «Siamo di fronte ad un’intera generazione di madri, che hanno visto nell’ecografia, in realtà, la prima foto del proprio figlio – ha dichiarato – Oggi le donne sono più consapevoli dell’umanità del bambino, che tengono in grembo». Sanno che non è una cosa, un oggetto, semplice “materiale” biologico, ma una persona, anzi la creatura affidata loro come dono da Dio. Ed è questa evidenza a spingerle ora, sempre più, a sottrarre il proprio figlio alle mani di chi lo vorrebbe uccidere. Anche farmacologicamente. La Verità – lentamente, inesorabilmente, ma provvidenzialmente – si fa strada.

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