Usa. È scontro sull’aborto e sui costi dei contraccettivi

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North Dakota abortoÈ guerra di cifre in America, dopo la sentenza federale che consente di acquistare la “pillola del giorno” anche in farmacia. L’Arcidiocesi di New York ha richiesto all’amministrazione Obama i dati e i costi per la copertura sanitaria dei contraccettivi.
Ma la Casa Bianca ha scelto di non rendere pubblici i documenti sulla spesa per l’aborto, pur dribblando sul fatto che da questo tipo di spese sono esentati “gran parte” dei dipendenti di istituti religiosi.
La polemica, però, è ancora più ampia e accesa. Da un lato l’Ente Federale “Food and Drug Administration” vorrebbe estendere l’uso della pillola-abortiva anche alle minori di 16 anni. Dall’altro nell’Arkansas e nel North Dakota sono state recentemente approvate “strette” che limiterebbero di molto la legge sull’aborto.
A distanza di 40 anni, l’interruzione di gravidanza è ancora un problema attuale, proprio per le sue implicazioni etiche. Con buona pace degli abortisti che vorrebbero liquidare la faccenda come definitivamente risolta a loro favore.

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7 aprile 2013
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L’arcidiocesi di New York e lo Stato del Kansas rilanciano l’offensiva anti-abortista in coincidenza con la sentenza federale che consente a ogni donna di acquistare in farmacia la pillola del giorno dopo.

L’arcidiocesi di New York vuole ottenere dall’amministrazione Obama i documenti della Casa Bianca inerenti alla copertura sanitaria dei contraccettivi inserita nel testo della riforma approvata nel 2010. Sebbene la Casa Bianca affermi che dai costi di tale copertura sono esentati gran parte dei dipendenti degli istituti religiosi, l’arcidiocesi vuole avere rassicurazioni legali in merito temendo di incorrere in multe fino a 200 milioni di dollari annui rifiutando di effettuare tali versamenti per ragioni etiche. Da qui la richiesta dei «documenti originali del presidente e dei suoi consiglieri» che un giudice di Brooklyn ha avvalorato ma a cui ora la Casa Bianca si oppone legalmente, affermando che trovarli sarebbe «un fardello eccessivo per il governo».


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La scelta dell’amministrazione Obama di non rendere pubblici i documenti sulla copertura sanitaria dell’aborto inseriti nella riforma è destinata a sollevare forti polemiche da parte degli anti-abortisti.

Ma la Casa Bianca deve difendersi anche da un’altra offensiva, che arriva dal fronte degli Stati perché il Parlamento del Kansas ha approvato una dura legge anti-aborto che, dopo la promulgazione del governatore, entrerà in vigore il 1 luglio. Il testo afferma che «la vita inizia al momento del concepimento», proibisce l’assegnazione di fondi pubblici e sgravi fiscali a chiunque favorisca aborti, vieta le interruzioni di gravidanza che nascono dalla volontà di scegliere il sesso del bambino e ordina ai distretti scolastici di non distribuire alcun tipo di materiale favorevole alla contraccezione.

Al pari di simili leggi approvate nelle ultime settimane in North Dakota e Arkansas, queste norme si presentano come una sfida diretta alla sentenza della «Roe vs Wade» con cui nel 1973 la Corte Suprema di Washington legalizzò l’aborto. A spingere gli antiabortisti a moltiplicare gli affondi è la convinzione che il governo federale stia tentando di consolidare legalmente l’interruzione della gravidanza con decisioni al riparo dai riflettori. Ad esempio, quando venerdì il giudice distrettuale Edward Korman ha ordinato alla «Food and Drug Administration» – l’Ente federale che veglia su medicinali e cibi – di rendere accessibile alle «donne di ogni età» la pillola del giorno dopo, il ministero della Giustizia di Eric Holder ha evitato di presentare ricorso affermando di voler «valutare ogni opzione».


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In assenza di un appello, la pillola per l’interruzione della gravidanza diventerà accessibile in ogni farmacia anche alle minori di 16 anni. «Si tratta di una decisione che mette a rischio la salute di milioni di ragazze – tuona Anna Higgins, portavoce del “Family Research Council” – che potrebbero essere forzate a prendere la pillola contro la loro volontà».

Maurizio Molinari

Fonte: Vatican Insider


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