Università di Barcellona: cattolici paragonati ai nazisti

“Fuori i nazisti cattolici”, è la scritta trovata in questi giorni alla Facoltà di Economia. Ma gli scontri inter studenteschi hanno origine già nel 2010, quando un gruppo di studenti atei profanarono la cappella dell’ateneo durante la messa. In quell’occasione bestemmie, insulti e rapporti omosessuali sull’altare.
Inutili le condanne successive del rettore e del corpo docenti.
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27 novembre 2012

Ancora attacchi laicisti in Spagna: cattolici paragonati ai nazisti

Secondo un recente rapporto, i cattolici in Scozia sono vittime di crimini d’odio religioso più di qualsiasi altro gruppo nel paese. Un esempio di questo è chiaramente osservabile in Spagna, dove gruppi laicisti della facoltà di Economia dell’Università di Barcellona hanno paragonato i cattolici ai nazisti.

La vicenda nasce nel 2010 quando una piccola cappella all’interno dell’ateneo è stata vandalizzata dall’organizzazione studentesca di studenti atei, i cui membri hanno fatto irruzione durante la celebrazione della messa, bestemmiando, lanciando insulti verso il mondo cattolico, denudandosi e avendo rapporti omosessuali sull’altare Prima di questa data si erano “limitati” ad impedire l’ingresso nella Cappella. Il rettore, i docenti e numerosi gruppi studenteschi hanno condannato prontamente queste azioni, la cappella ha dovuto comunque trasferirsi in un altro spazio e gli studenti cattolici hanno subito una seconda campagna di delegittimazione, nonostante un sondaggio che indicava l’80% di favorevoli alla presenza della cappella nell’ateneo.

In questi giorni è partito il terzo attacco laicista: sulle pareti della facoltà sono apparse delle scritte di intimidazione verso gli studenti che liberamente esercitano il loro diritto costituzionale alla libertà di religione. I graffiti, di notevoli dimensioni, accusano i cattolici di essere nazisti, invitandoli ad andarsene dall’università.

Si capiscono sempre di più le accuse del non credente Michael Ruse rivolte al moderno laicismo, il quale è imbevuto di «un isterico ripudio della religione». Secondo le recenti riflessioni di Chris Stedman, responsabile del Journal of Inter-Religious Dialogue, «l’ateismo reazionario che si fissa sul fare proclami antireligiosi, che individua le vite religiose degli altri come il suo nemico numero 1, è tossico, mal diretto, e dispendioso».

Fonte: UCCR

 

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