UNIONE EUROPEA: voci critiche dalla Polonia

Alla vigilia dell’importante incontro tra i Capi di Stato e di Governo europei che si terrà a metà ottobre a Lisbona, per discutere sul futuro dell’Unione Europea, la Gran Bretagna e la Polonia sono gli unici Paesi che sembrano percepire i pericoli del nuovo Trattato costituzionale riformulato lo scorso mese di giugno a Berlino su impulso del Cancelliere tedesco Angela Merkel.





Alla vigilia dell’importante incontro tra i Capi di Stato e di Governo europei che si terrà a metà ottobre a Lisbona, per discutere sul futuro dell’Unione Europea, la Gran Bretagna e la Polonia sono gli unici Paesi che sembrano percepire i pericoli del nuovo Trattato costituzionale riformulato lo scorso mese di giugno a Berlino su impulso del Cancelliere tedesco Angela Merkel.

Dal nuovo Trattato scompare infatti la parola “Costituzione” e ogni simbolo identitario, quale l’inno o la bandiera europea, ma non scompare la Carta fondamentale dei diritti di Nizza che rischia anzi di diventare giuridicamente obbligatoria per ogni Paese europeo, con l’eccezione della Gran Bretagna, che ha ottenuto una clausola di “opt out” e forse la Polonia, dove ancora si discute sul tema.

Lo scorso 25 settembre, per iniziativa dell’Associazione Piotr Skarga, una delle principali associazioni cattoliche polacche, si è tenuto un convegno a Varsavia sul Trattato costituzionale europeo con la partecipazione, quali esperti, del prof. Roberto de Mattei, Direttore della nostra Agenzia, e dell’on. Stéphane Buffetaut, già parlamentare europeo e attualmente Vice-sindaco di Versailles.

I due relatori, assieme ad altre personalità polacche intervenute nel dibattito, hanno messo in luce i rischi che comporterebbe per i cittadini europei, l’introduzione della Carta dei diritti di Nizza che nel suo articolo 21 contiene una implicita negazione dell’istituto familiare e la possibilità di reprimere ogni critica a progetti anti-naturali come il cosiddetto “matrimonio omosessuale”.

I due relatori sono stati intervistati da giornali ed emittenti polacche che hanno rilanciato il dibattito nel Paese, che si prepara nel mese di ottobre a nuove elezioni politiche.


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