UNIONE EUROPEA: quale menù per il 2009?

Una serie di recenti documenti pubblicati dall’Unione Europea confermano che essa è oggi l’unica istituzione politica che pratica il principio di sussidiarietà all’inverso. Nel 2009, l’Unione mira a una maggiore centralizzazione, senza considerare che la Costituzione e il Trattato di Lisbona sono stati respinti tutte le volte che sono stati sottoposti a un referendum.

La Commissione europea vuole un’Europa più sociale (COM(08)412), ossia più competitiva, e nella quale i sindacati devono acquisire più potere (COM(08)419). Sono previsti molteplici regolamenti che mirano a ridurre il libero mercato (COM(08)419). Pur avendo il primato dei privilegi, delle retribuzioni scandalosamente elevate e dello spreco, vuole lottare contro la povertà (COM(08)797) e imporre alcune nuove “strategie” tramite organismi nazionali.

La crisi finanziaria offre un’occasione d’oro per imporre regolamenti restrittivi.

La decisione di sostenere tale istituzione finanziaria o tale impresa dovrebbe, d’ora in poi, sfuggire progressivamente ai parlamenti nazionali e viene presa a livello europeo (COM(08)6045). La Commissione europea vuole, ad esempio, rispondere personalmente alle variazioni di prezzo del petrolio; non vuole più che gli Stati membri alleggeriscano le tasse sui prodotti petroliferi per compensare gli aumenti di prezzo, poiché ritiene che ciò significherebbe «mandare un segnale negativo»; preferisce conservare le tasse e ridistribuire il denaro ai gruppi più colpiti dall’aumento dei prezzi (COM(08)384).

L’Unione europea ha preso decisioni simili in molti altri settori: energia nucleare, diritti dei consumatori, trasporto, giustizia, insegnamento, che vanno tutti nella direzione del rafforzamento del suo potere a danno delle iniziative nazionali. In materia d’asilo e d’immigrazione l’Unione europea vuole assolutamente prendere le redini in mano e non tollerare più disparità di politiche. Gli Stati membri devono, a suo avviso, perdere il controllo sull’immigrazione. L’Unione europea vuole arrogarsi il diritto di coordinare l’immigrazione e di sovraintendere alle diverse politiche d’integrazione (COM(08)359). Il suo atteggiamento verso le politiche danese e italiana, leggermente più restrittive in questo settore, rivela piuttosto chiaramente le sue intenzioni. In materia di politica d’asilo, l’Unione europea vuole creare un “Ufficio europeo” per controllare gli Stati membri e rendere così più facile l’asilo e l’ottenimento di sussidi per quanti lo richiedono (COM(08)360).

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