UNIONE EUROPEA: omaggio a Alessandro Missir di Lusignano

Ricorre quest’anno il primo anniversario della tragica scomparsa di Alessandro Missir di Lusingano e di sua moglie Ariane, assassinati il 18 settembre 2006 da musulmani a Rabat (Marocco).






Ricorre quest’anno il primo anniversario della tragica scomparsa di Alessandro Missir di Lusingano e di sua moglie Ariane, assassinati il 18 settembre 2006 da musulmani a Rabat (Marocco).

Alessandro era nato nel 1967 da un’antica e nobile famiglia italiana di Turchia, le cui origini risalgono a Guido di Lusingano, re di Gerusalemme, e ai Giustiniani di Genova e Chio. Autentico poliglotta, parlava italiano, francese, inglese, olandese, spagnolo, tedesco e turco. Nel 1993 fu assunto come funzionario della Commissione europea, inizialmente nella Direzione Generale Controllo Finanziario.

Nel 1995 sposò Ariane Lagasse de Locht, nipote del conte Snoy et d’Oppuers, uno dei due firmatari belgi dei Trattati di Roma. Nonostante i temperamenti diversi, Alessandro e Ariane erano una coppia innamorata e dinamica. Nel 1997 Alessandro fu assegnato alla Delegazione della Commissione europea a Varsavia, come capo della sezione politica. Insieme a sua moglie stabilì rapidamente numerosi contatti – e strinse amicizie – nella società polacca, nella comunità degli espatriati e nell’ambito del corpo diplomatico.

In maniera più discreta, prese sotto la sua protezione un piccolo orfanotrofio per bambini ciechi, non solo fornendo un sostegno finanziario, ma anche visitando periodicamente i piccoli ospiti. Nel 2001 ritornò a Bruxelles, come responsabile politico dell’unità Turchia nella DG Allargamento. Qui Alessandro contribuì in modo significativo allo sviluppo delle relazioni tra UE e Turchia durante quel periodo critico. La decisione, nell’ottobre 2005, di aprire i negoziati di adesione con la Turchia dipendeva dalla valutazione circa il momento in cui la Turchia avrebbe potuto essere considerata conforme ai cosiddetti criteri politici di Copenaghen (i principi della democrazia, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, su cui si basa l’UE). Su questi argomenti Alessandro acquisì un alto livello di competenza e conoscenza che gli guadagnò il profondo rispetto dei colleghi della Commissione, del Consiglio e del Parlamento europeo, ma anche delle controparti turche.

Nel corso di missioni informative in Turchia, talvolta nelle regioni più remote, la sua conoscenza del turco si dimostrò un vantaggio inestimabile. Devoto cattolico, Alessandro indagò anche la natura laica dello Stato turco, come pure i principi e la pratica dell’Islam: ciò lo aiutò non soltanto a comprendere alcuni aspetti della società turca, ma anche a combattere molti pregiudizi occidentali al riguardo. La sua vita fu brutalmente interrotta quando, il 18 settembre 2006, Alessandro e Ariane furono sgozzati nella loro casa di Rabat.

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