Una recensione al libro del Gran Maestro Fabio Venzi (GLRI), “Oltre l’Illuminismo. Trattato sulla Libera Muratoria Tradizionale” 

Una recensione al libro del Gran Maestro Fabio Venzi (GLRI), “Oltre l’Illuminismo. Trattato sulla Libera Muratoria Tradizionale”
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Nel 2024 Queen Kristianka Edizioni di Roma pubblica il libro “Oltre l’Illuminismo. Trattato sulla Libera Muratoria Tradizionale”(8 capitoli, pp. 479), scritto dal Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia (GLRI), Fabio Venzi. Sulla seconda aletta di copertina leggiamo tra l’altro che l’Autore dirige la Collana “Opus” dell’editore Settimo Sigillo ed è anche membro della Loggia “Quatuor Coronati” N. 2076 di Londra, la prima Loggia di Ricerca Massonica al Mondo, all’obbedienza della United Grand Lodge of England (UGLE).

È bene rilevare che questo libro del Gran Maestro Venzi ha ricevuto finora un paio di premi. Il 28 settembre 2024, a Sarzana (prov. di La Spezia), ha ricevuto il XII° Premio Letterario Internazionale di Poesia e Narrativa con il Patrocinio della Camera dei Deputati (vedi qui: https://www.instagram.com/reel/DDomZEkuyaN/). Dal website della GLRI è scaricabile l’articolo di Susanna Musetti, che loda il libro di Fabio Venzi come «denso e coraggioso saggio» scritto con «una pazienza da archeologo e la sapienza di un iniziato». L’Autore (Venzi) afferma che la Massoneria non è figlia dell’Illuminismo, ma è una «via iniziatica, fatta di simbolo, sacralità, silenzio e soprattutto di verticalità». Musetti scrive che questo libro è «un atto di amore verso la Tradizione» (vedi qui: https://www.glri.it/pdf/gm/recensione-oltre_illuminismo.pdf).

Pochi mesi prima, il 23 giugno 2024, nella 49a edizione del “Premio Letterario Casentino di Poesia, Narrativa, Saggistica, Teatro/Cinema”, il saggio di Fabio Venzi “Oltre l’Illuminismo” ha ricevuto il Premio ‘Storiografia, Tradizione ed Esoterismo’ (vedi: https://www.glri.it/). Su Youtube, nel video della puntata di “Magazine” del 28 giugno 2024, trasmessa da Teletruria, vediamo i momenti salienti di quella edizione del Premio Letterario Casentino, tra cui l’intervento del Gran Maestro Venzi (vedi qui https://www.youtube.com/watch?v=g7wvXHIotXk&list=PLCTS8e9S0D6O39vSt8Wk3eBa49KBUrX_p, dal minuto 44:29ss.), il quale accenna a «le persecuzioni della Chiesa Cattolica» nei confronti della Massoneria (cf. min. 45:00c.), riferendosi in particolare al massone aretino del ‘700 Tommaso Crudeli (l’Abbazia di Poppi, che ha ospitato l’evento, è a pochi metri dalla casa di Crudeli), definendolo «il primo martire della Libera Muratoria» (cf. min. 45:08-45:12). Poco dopo, ancora circa il massone Crudeli, Venzi aggiunge: 

«E Padre Ambrogio Ambrogi l’Inquisitore lo accusò nel processo di errori in materia di fede e religione. In effetti la Libera Muratoria, per come la rappresento nel saggio, è una rappresentazione dell’Esoterismo cristiano che nel corso del 1600 e 1700 ha avuto moltissimi esponenti all’interno della cultura occidentale» (min. 45:16-45:43, grassetto mio).

Entriamo ora nel libro del Gran Maestro Fabio Venzi, “Oltre l’Illuminismo. Trattato sulla Libera Muratoria Tradizionale” (Queen Kristianka Edizioni, Roma 2024) e vediamone alcuni concetti e affermazioni che, di per sé, fanno capire chiaramente l’incompatibilità tra Chiesa Cattolica e Massoneria (sebbene lo stesso Gran Maestro sia invece convinto della “compatibilità”…).

[Dove non è precisato diversamente, corsivi e sottolineature sono dei testi che citerò]

1. Alle origini della Massoneria: il razionalismo teistico dei Neo-Platonici di Cambridge.

Il Deismo è la credenza in un Dio Creatore, Ordinatore, ma che non si rivela e non è Provvidenza… Il Deismo è una sorta di religione naturale (cf. pp. 108-110). Il Gran Maestro Venzi è convinto che la Massoneria inglese non sia né illuminista, né deista, bensì teista, cioè crede in Dio quale Essere personale che si rivela… Il Teismo della Massoneria (fede nell’Essere Supremo) è quello dei Neo-Platonici o “Latitudinari” di Cambridge (sec. XVI-XVII), ossia il «‘razionalismo teistico’» (cf. pp. 151, 169), che fa a meno dei dogmi in nome della «‘inclusività religiosa’» e quindi della tolleranza delle religioni per cui la divergenza di dottrine è valutata un bene (cf. p. 170). Sia i Neo-Platonici umanistico-rinascimentali che quelli di Cambridge, affermano anche «una ‘Sophia Perenne’ che sostiene l’unità delle differenti rappresentazioni storiche della Verità» (pp. 171-172)… I Neo-Platonici di Cambridge vogliono libertà dai dogmi (cf. p. 182) e pongono «sullo stesso piano il Cristianesimo, la Tradizione Neoplatonica e l’Ermetismo rinascimentale» (p. 190, grassetto mio).

Venzi sa bene che «i riferimenti del neoplatonismo alla ‘Filosofia Perenne’ non vennero mai accolti positivamente dall’apparato ecclesiastico cattolico, ma anche da quello protestante» (p. 197).

Faccio notare che pur volendo distinguere 1°) il razionalismo teistico dei Neo-Platonici di Cambridge 2°) dal Deismo inglese e 3°) dall’Illuminismo, è innegabile che anche il primo è incompatibile con la Fede della Chiesa Cattolica. I tre suddetti movimenti filosofici sono accomunati dal rifiuto dei Dogmi.

Ben a ragione, il Gran Maestro Venzi sottolinea la presenza di concetti del Neoplatonismo (e quindi dell’Ermetismo) nella Ritualità e Simbologia della Libera Muratoria di tipo inglese (Ritualità Emulation): percorso di perfezionamento e ascesa del Libero Muratore al Divino… Dio Architetto e Geometra dell’Universo… La Luce quale mèta del Massone… La contemplazione del Trascendente e l’Unione Mistica… L’Anima del Mondo… La corrispondenza tra Macro- e Micro-cosmo (cf. pp. 223-233)…

2. L’Unità/Centro trascendente delle Religioni, ovvero l’Esoterismo: coniunctio oppositorum!

Il Gran Maestro Venzi afferma che nel «pensiero liberomuratorio» «trova un posto fondamentale il concetto di Religio Perennis (una Unità, o Centro, trascendente, una Sophia primordiale, dove le varie forme religiose in cui si manifesta il Divino non si escludono a vicenda, ma esprimono un’unica Verità) a cui il Libero Muratore fa riferimento, partendo dal presupposto di una innata predisposizione dell’uomo al ‘Sacro’ (in questo senso, ogni uomo è homo religiosus), e dalla quale trae origine conseguentemente il principio di tolleranza del Libero Muratore nei confronti di tutte le credenze» (p. 31).

Venzi è convinto che la Massoneria, la Libera Muratoria Regolare e Tradizionale, non è figlia dell’Illuminismo, ma è «un’“Organizzazione Iniziatica” tout-court» (p. 47) che vuol agire sul piano «iniziatico e spirituale, trovando il suo fondamento in una Sapienza antica» (p. 47). La Massoneria è «una ‘summa’ delle Tradizioni iniziatiche» (p. 47). La Massoneria persegue «il disegno di un Uomo Divino, che ha trasceso la pura e grezza materia per divenire la propria compiuta espressione» (p. 47)… Venzi precisa:

«Fondamentale per comprendere l’essenza dei rituali liberomuratori è quindi l’accettazione dell’idea di partenza di una Tradizione, dove le diverse tradizioni metafisiche e religiose altro non sono che le proiezioni particolari che, a diversi livelli, ne riportano la sostanza spirituale; il principio massonico che accetta gli appartenenti a tutte le religioni all’interno dei suoi Templi è una conseguenza diretta di questo assunto di partenza» (p. 59).

 3.  L’Iniziazione in Massoneria. 

Venzi spiega che l’Iniziazione è «il passaggio da uno stato ‘profano’ di torpore a uno di veglia, a partire dal quale l’Iniziato accede a un risveglio della coscienza che lo illumina, stato che corrisponde in un certo senso a una ‘nuova nascita’, un vero e proprio mutamento ontologico» (pp. 59-60, grassetto mio). L’Iniziazione è anche «la possibilità di riscoprire la scintilla di Divino che è in noi» (p. 60).  

Il Gran Maestro afferma:

«Nel mondo della Tradizione l’iniziazione nelle sue forme più alte è sempre concepita come un’operazione intensamente reale, capace di mutare, come detto, lo stato ontologico dell’individuo, e di innestare in lui forze del mondo dell’essere, o, come direbbe Evola, del sovramondo» (p. 60, grassetto mio).

4. La Gnosi in Massoneria.

Accennando alla «sapienza» dei testi di Ermete Trismegisto (Ermetismo) e comparando ad essa alcuni testi della Massoneria di Rito “Emulation” (praticata anche nella GLRI), il Gran Maestro Venzi afferma che «la sapienza ermetica, a cui anche la Libera Muratoria si ispira, è configurabile come una particolare forma di gnosi» (p. 96, grassetto mio).  Poco oltre, Venzi scrive: 

«“Estendere la nostra ricerca ai misteri occulti della Natura e della Scienza” è un passaggio del nostro rituale, come purtroppo molti altri, che abitualmente viene letto, spesso imparato a memoria, ma non compreso e quindi tantomeno applicato. Leggendo le parti del rituale citato ci sembrano evidenti le analogie con i principi della Tradizione Ermetica […]» (p. 97).

Le autentiche Scuole Iniziatiche ricercano l’«essenza ‘divina’ dell’individuo» (p. 248) attraverso «un’autentica ‘trasformazione’ (o ‘realizzazione’)» (p. 248).

5. Il Rituale Emulation tra Teismo (razionalista, neoplatonico) ed Esoterismo (Gnosi, Qabbalah)

Il Rev. Samuel Hemming (1767-1828), ecclesiastico anglicano, massone, Maestro Venerabile della “Loggia di Riconciliazione” (UGLE), è il principale artefice del celebre Rituale Massonico detto “Emulation” (cf. pp. 253-272). Il Gran Maestro Venzi afferma che «la de-cristianizzazione del rituale» (p. 252) ha portato a «un vero ‘cambio di paradigma’ nell’ambito dei rapporti tra il Liberomuratore e il ‘Sacro’» (p. 252). L’Emulation introduce la seguente tripartizione: il 1° Grado (Apprendista) è il Grado dell’Etica… Il 2° Grado (Compagno d’Arte) è il Grado della «‘Scienza Divina’» (nel Rituale è scritto che il Liberomuratore può giungere al Trono di Dio)… Il 3° Grado (Maestro Muratore) è il Grado della Metafisica o «‘Conoscenza Intuitiva’» intesa come nuova facoltà acquisita (cf. pp. 273-275)… L’Iniziato può scoprire «la scintilla del Divino» che è in lui (cf. p. 274)…

Il Gran Maestro Venzi ritiene che Hemming abbia introdotto il Teismo nel Rituale Emulation (cf. pp. 277-279)… Tuttavia, alla luce degli elementi fin qui acquisiti (e vedi anche il mio articolo del 2024: https://www.corrispondenzaromana.it/uno-sguardo-critico-alla-relazione-del-gran-maestro-fabio-venzi-glri-su-chiesa-e-massoneria-milano-16-febbraio-2024/), è facile comprendere che è un “Teismo” esoterico, neoplatonico… Certamente, nel Rituale Emulation del Rev. Hemming, sono interessanti anche le “Preghiere”, i riferimenti alla “Grazia” divina, la presenza rituale del Cappellano di Loggia (cf. pp. 278-292), e poi i riferimenti alle Virtù Cardinali e Teologali (cf. pp. 309-325), dove Venzi si destreggia anche tra Catechismo della Chiesa Cattolica e testi di studiosi o teologi… Ma rimane il problema di fondo: ossia l’essenza esoterica, gnostica, “latitudinarista” della Massoneria Tradizionale e della sua Ritualità (incluso l’Emulation), che è ovviamente incompatibile con la Fede della Chiesa Cattolica.  

A proposito della “Grazia”, Venzi cita pure il teologo gesuita Karl Rahner (cf. p. 285-286), che tuttavia non è immune da criticità dottrinali (vedi qui: https://www.corrispondenzaromana.it/karl-rahner-maestro-del-concilio-di-martini-e-della-coscienza-relativa/), e poi l’esoterista e massone francese René Guénon (cf. p. 280), il filosofo perennialista Aldoux Huxley (cf. p. 286), la tradizione induista (cf. p. 291)… Nel paragrafo sulla “Grazia” nel Rituale Emulation, Venzi accenna lievemente al concetto di morte iniziatica o morte mistica, che purtroppo non approfondisce, né cita esplicitamente in questo suo libro (cf. pp. 280-281). 

Venzi ritiene che la morale massonica non sia relativista, che la Massoneria non sostenga il relativismo religioso e morale, e che il Rituale Emulation non contenga alcunché di relativista (cf. pp. 308-309)… Tuttavia, alla luce di quanto emerso sinora dal libro di Venzi, è certo che il razionalismo teistico di Cambridge, assunto nella Massoneria e nel Rituale Emulation, rifiuta di per sé i dogmi di fede e di morale definiti dalla Chiesa Cattolica… Insomma il relativismo, di fatto, viene favorito anche dal suddetto “latitudinarismo” dei Neo-Platonici di Cambridge, come pure dal fatto che ciascun massone è libero di intendere l’Essere Supremo, o il Grande Architetto dell’Universo, secondo la propria fede o convinzione o credenza religiosa… 

Nel paragrafo «III.14. Il Trono di Dio», il Gran Maestro Venzi scrive: «Nel percorso di perfezionamento ‘spirituale’ del Liberomuratore è esclusivamente tramite il linguaggio ‘simbolico’ che si può arrivare alla ‘conoscenza’, o meglio, all’‘esperienza’ del Divino. Tra i vari simboli inseriti dal Rev. Hemming, quello del Trono di Dio è senza dubbio uno dei più significativi per rappresentare le dinamiche del percorso mistico liberomuratorio. Per comprendere meglio tale simbologia è imprescindibile un riferimento alla mistica ebraica della Merkavah» (p. 326, grassetto mio). 

In poche parole, dire “Merkavah” vuol dire Qabbalah ebraica.  Venzi ammette il carattere gnostico del «misticismo ebraico» della Merkavah:

«[…] Gli iniziati devono realizzare l’ascensione fino alla Merkavah passando per sette palazzi celesti, superando numerose difficoltà; le dinamiche di tale percorso hanno un evidente carattere gnostico anche se ebraicizzato in un contesto monoteista» (p. 327, grassetto mio).

Anche nell’uso del termine “Elevazione” per la Cerimonia iniziatica del Terzo Grado di Maestro Muratore (secondo il Rituale Emulation), Venzi vede una novità di Hemming in senso mistico: «[…] Negli scritti dei mistici il percorso di conoscenza di Dio, l’esperienza di Dio, è spesso definito proprio con il termine ‘Elevazione’» (p. 329).  Al riguardo, Venzi cita Sant’Angela da Foligno e Karl Rahner… Al termine del capitolo, Venzi osserva che l’introduzione del termine “Elevazione” da parte del Rev. Hemming non è casuale, «ma anzi essa è stata consapevolmente utilizzata a significare il peculiare percorso spirituale verso Dio che porta al conseguimento del Grado di Maestro Muratore» (p. 330).

6. Ancora sul Rev. Hemming e il Rituale Emulation: il Centro, l’Unità delle Religioni…

Fabio Venzi dedica un capitolo a parte (il 6°, pp. 341-384) alla simbologia del “Centro”, ovvero, al Punto al centro di un Cerchio, che è menzionato almeno 4 volte (dal 1° al 3° Grado) nel Rituale Emulation del Rev. Hemming (cf. pp. 342-343). Secondo Venzi, il «‘Centro’» è «la ‘chiave’ simbolica per comprendere le intenzioni di Hemming riguardo l’inclusività della Libera Muratoria in materia di religione» (p. 342, grassetto mio). 

Più avanti, il Gran Maestro Venzi afferma: «L’intento del teologo Hemming a mio parere è chiaro: è dal Centro (Dio) che le Religioni, o meglio, i ‘Credo’ originano e nel Centro essi confluiscono, ed è soltanto con il Centro che si opera l’unificazione della Tradizione primordiale, la ReligioPerennis; tutte le manifestazioni storiche di essa (i vari Credo), pur rimanendo differenti e distinte, rivelano perciò l’essenza di una Verità divina e indivisibile […]. A mio parere siamo in presenza di una interpretazione del rituale che definirei ‘perennialista’ ante litteram: più di un secolo prima di Guénon, Schuon, Coomaraswamy e altri autori appartenenti alla corrente definita ‘perennialista’, viene proposto da Hemming un concetto di Dio come ‘Centro’ (ossia come una Sophia Perennis dalla quale nascono e originano tutte le ‘forme’ tradizionali di religiosità), utilizzato nei secoli in tutte le correnti mistiche e tradizionali, una visione, direbbe l’esoterista svizzero Frithjof  Schuon, basata sull’‘Unità trascendente delle Religioni’» (p. 343, grassetto mio).

Più avanti, Venzi precisa che: «[…] il ‘Centro’ nel nostro caso, trascende le singole manifestazioni storiche; in questa ‘visione’ si apre necessariamente un dialogo tra tutte le religioni. In sostanza i Fratelli liberimuratori interpretano Dio non come il “proprio” Dio, o il Dio “dell’altro”, ma come Dio in sé. Questa è l’interpretazione liberomuratoria del GADU (Grande Architetto dell’Universo) proposta da Samuel Hemming» (p. 344).

Ancora spiegando la simbologia massonica del Centro (del Rituale Emulation del Rev. Hemming), Venzi sostiene che «la Verità di Dio non può essere che una» per cui le varie Religioni sarebbero altrettante “vie” che portano al Centro, a Dio… La Libera Muratoria è una forma della «Tradizione» che insegna la confluenza in Dio di tutte le “vie” (cf. p. 346)…

Appoggiandosi anche al Rituale dell’Arco Reale (completamento del 3° Grado di Maestro Muratore), Venzi afferma che la Massoneria è «una sorta di ‘mistica’», perciò essa esclude «ogni pretesa esclusivista» di possesso della Verità (cf p. 346)… Venzi intende la mistica come coincidentia oppositorum, ossia capacità di «cogliere la verità dell’identico e del diverso in una loro superiore unità, che è anche indifferenza alle forme finite» (p. 346).

Il «Centro» menzionato dal Rituale Emulation esprime la «‘inclusività’ e tolleranza tra le diverse religioni» (p. 348, grassetto mio), affratella tutti gli uomini «situandoli alla stessa distanza da un Dio che li considera ugualmente sue creature» (p. 348)… «Fine e scopo della Tradizione è l’eliminazione della illusoria distanza tra Dio e uomo […] ricongiungendo Dio e uomo […]» (p. 348). Venzi fa capire che ritenere la propria Religione come l’unica che possiede la Verità è «integralismo ed esclusivismo religioso» (cf. p. 349).

Venzi osserva che la Simbologia del Centro, così intesa, si trova anche nell’Induismo (cf. pp. 350-355), nel pensiero dell’umanista neoplatonico Niccolò Cusano (cf. pp. 355-356), nella Qabbalah (cf. pp. 358-359), nel Taoismo (cf. p. 359), nel Rosacrocianesimo (cf. p. 360), nell’Alchimia (cf. pp. 361-369). Voler raggiungere il Centro, dal punto di vista alchemico, può voler dire anche «‘farsi’ Dio» (cf. p. 368, grassetto mio), ovvero «tentare di raggiungere la “somiglianza” con Dio, compartecipando alla creazione del mondo e ritrovando il divino che è già presente in noi. Conseguentemente, ‘perdere’ il ‘Centro’ significa quindi, soprattutto, perdere la consapevolezza della nostra natura divina» (p. 369, grassetto mio).

Al termine del capitolo, Venzi ribadisce che «il Divino è in noi stessi» (p. 380), e che «le Scuole Iniziatiche, e tra esse la Libera Muratoria, […] da sempre si propongono come compito quello di riportare l’uomo alla sua essenza divina, di aiutarlo a ritrovare il suo “Centro”» (p. 380).

7. Sacro e Consacrazione nella Ritualità Massonica: Magia Liberomuratoria!

Nel 7° capitolo, “Religione e Sacro” (pp. 385-436), il Gran Maestro Venzi scrive: «L’esperienza del Sacro permette all’uomo di realizzare il suo incontro con la Trascendenza, con il Divino, con Dio. […] Elementi insostituibili di questo tragitto sono il simbolo e il rito, soltanto tramite essi infatti la mediazione è possibile. Per Eliade ciascun rito, mito, cosmogonia o dio, costituiscono una manifestazione del Sacro nell’universo mentale di coloro che lo hanno accolto» (p. 391). 

Venzi prosegue: «Conseguentemente anche un rituale massonico (ma dipende ovviamente dal rituale) potrebbe essere considerato a tutti gli effetti una ierofania, e cioè una manifestazione del Sacro. In alcuni rituali, l’Emulation ad esempio, ciò si evidenzia maggiormente, e ciò avviene anche nel rituale Aldersgate dell’Arco Reale, nel quale ci troviamo di fronte a una vera e propria ‘irruzione del Divino’ nel momento in cui i Compagni disvelano il nome di Dio, precedentemente coperto» (pp. 391-392). 

Inoltre, nella Libera Muratoria avviene «la cerimonia di Consacrazione di una Loggia, ove questa creazione di uno spazio “Sacro”, laddove precedentemente ve n’è uno profano, è ben evidente» (p. 392).

«Simboli e rituali come è noto sono gli strumenti del percorso iniziatico liberomuratorio, e le cerimonie che definiamo ‘Consacrazioni’ sono elementi fondamentali di tali riti. Questo ci porta alla conseguente conclusione che, seppure la Libera Muratoria non vada considerata una religione, il Liberomuratore, totalmente immerso nel Sacro, è inequivocabilmente homo religiosus. Quando ci troviamo in presenza del Sacro vissuto siamo in presenza infatti di un’esperienza religiosa, in sostanza il Sacro si manifesta esclusivamente nell’uomo religioso» (p. 403).

Il Sacro «riunifica quanto è separato nel mondo profano […]: il basso e l’alto, il maschile e il femminile, il Cielo e la Terra» (p. 408).

Nel paragrafo sullo «Spazio Sacro» in Massoneria, il Gran Maestro Venzi afferma: «Nella ritualità liberomuratoria fondamentali sono i cosiddetti ‘Riti di Consacrazione’. I ‘Riti di Consacrazione’ introducono un essere o una cosa nel mondo del Sacro; al contrario, i Riti di ‘sconsacrazione’, o di espiazione, restituiscono al mondo ‘profano’ una persona o un oggetto puro o impuro» (p. 415).

Poco oltre, Venzi afferma: «La Consacrazione, la costruzione di uno spazio sacro, nelle società arcaiche e tradizionali ha sempre seguito prescrizioni antiche e, soprattutto, ha sempre fatto riferimento a una rivelazione primordiale che “in principio” svelò l’archetipo dello spazio sacro, archetipo poi ripetuto all’infinito per l’elevazione di ciascun nuovo Tempio e da cui anche i rituali liberomuratori hanno preso spunto» (p. 415).

Venzi prosegue: «Consacrare uno spazio con una tecnica di orientamento rituale, significa ‘cosmizzarlo’, poiché il Cosmo, essendo opera divina, è sacro nella sua stessa struttura. ‘Cosmizzare’ significa passare dal caos all’ordine (nella cerimonia di esaltazione nell’Arco Reale troviamo scritto: “Eterno Dio, al cui comando il mondo è sorto dal caos, ed ogni cosa della natura ha avuto origine”), di conseguenza la Consacrazione, di un Tempio o di una Loggia, si può configurare come un’imitazione del gesto cosmogonico, la ripetizione dell’azione prima (il ‘rito’ appunto) in quanto essa ripete l’atto divino della costruzione esemplare della Creazione» (pp. 415-416).

Faccio alcune osservazioni. Dai brani sopracitati del Gran Maestro Fabio Venzi emergono, chiaramente intrecciati, la magia rituale e la Gnosi demiurgica: il Liberomuratore consacrando e sacralizzando lo Spazio (la Loggia) ripete/imita l’atto divino ovvero demiurgico… Si tenga presente che il Dio biblico ha rivelato, voluto e ispirato solo la Liturgia ebraica (prima) e quella Cristiana (poi), ma non ha mai rivelato, né comandato né richiesto riti iniziatici e sacrali, extra- o sovra-confessionali, come quelli massonici… Dunque, il Liberomuratore appare come mago e gnostico, ovvero come colui che sa (o pretende di sapere) come imitare ritualmente e simbolicamente il Demiurgo…

Proseguiamo con il testo di Fabio Venzi che illustra la Consacrazione della Loggia Massonica.

«Il primo gesto è la consacrazione del terreno, la sua trasformazione in un ‘Centro’, in uno spazio profano. Successivamente avviene la creazione di un ‘soggetto’, la Loggia, anch’essa consacrata, al fine di poter utilizzare quello spazio, in un tempo anch’esso sacro, come dimostra la datazione della Bolla di Fondazione di ogni Loggia (che va indietro di 4.000 anni), a significarne la dimensione metastorica ed atemporale in cui il rituale viene ogni volta adempiuto» (p. 416).

Poco oltre, Venzi afferma: «Successivamente, durante il proseguo della cerimonia, saranno le molteplici circumambulazioni a trasformare ulteriormente il luogo in Témenos, un luogo sacro, o, alchemicamente parlando, nel vaso alchemico, ossia il recipiente trasformativo all’interno del quale avverrà l’Opera. La circumambulazione quindi produrrà la costruzione di quel ‘recinto’ (Témenos appunto) che rappresenterà, oltre che un’area dove svolgere la funzione sacra, che delimita e nello stesso tempo fa sussistere lo spazio del sacro, anche un ‘contenitore’ dove verranno liberate le energie inizialmente caotiche e contrapposte per portarle ad un loro ricongiungimento: è la dinamica alchemica del solve et coagula. Per questo il simbolo del Témenos non rappresenta soltanto una forma espressiva, ma esso esercita anche un’azione, quella di tracciare un sulcus primigenius, un magico solco intorno al centro della personalità più intima al fine di evitarne la dispersione o di tenerla lontana da distrazioni provenienti dal mondo esterno» (pp. 416-417).

Venzi precisa che già nell’antichità si celebravano riti e circumambulazioni consacratorie o sacralizzanti (cf. pp. 400-408, 417-419), poi praticati dalla Massoneria.

Venzi sottolinea che «in un Tempio massonico, come in qualsiasi ‘spazio consacrato’, non andrebbero svolte altre attività al di là di quelle strettamente iniziatiche» (p. 420).

Il Gran Maestro prosegue: «La fondazione di un Tempio massonico dunque appare come una cerimonia con spiccate caratteristiche esoteriche il cui rituale viene, come abbiamo potuto vedere, conseguentemente definito di Consacrazione. Il Tempio ha sempre avuto un prototipo celeste, l’Antico Testamento più volte lo rileva, a partire da quando Jahvé mostra a Mosé, sul Monte Sinai, l’esatta forma del santuario che dovrà erigere per lui […]» (pp. 420-421).

Poco oltre, Venzi ribadisce: «Dalla necessità di delimitazione dello spazio sacro che ospiterà il rito, consegue un’altra caratteristica della Libera Muratoria e di tutte le società iniziatiche: la segretezza, dove con tale termine non si vuole indicare l’operare nell’ombra, bensì la necessità di segregarsi dal resto del mondo, per confinarsi in un luogo sacro nel quale si cerca il contatto con una dimensione superiore, lontano dal resto del mondo che permane in uno stato di caos e instabilità» (p. 421, grassetto mio).

«La cosmogonia è il modello tipologico di tutte le costruzioni; ogni Tempio imita e, in un certo senso ripete, la Creazione del mondo: ogni Tempio infatti sta al “centro dell’universo”, e in questa accezione la sua costruzione è stata possibile soltanto abolendo lo spazio ed il tempo profani, creando uno spazio sacro, uno spazio trascendente» (p. 421).

Con la “creazione” del Tempio, anche di quello Massonico, si ripete dunque la “creazione” del Mondo, il Tempio diventa il “Centro” del Mondo e il simbolismo del centro è fondamentale nei riti di fondazione e quindi anche in quelli massonici (cf. p. 422).

Venzi prosegue: «L’antica concezione del Tempio come imago mundi, l’idea che esso riproduca l’universo nella sua essenza, si è trasmessa infatti all’architettura sacra dell’Europa cristiana, alla basilica dei primi secoli dopo Cristo, alle cattedrali medievali, al Tempio massonico, che riproducono, simbolicamente, la Gerusalemme celeste» (p. 422).

Circa la Scala di Giacobbe simboleggiata nel Rituale “Emulation”, precisamente nella Tavola di Tracciamento del 1° Grado di Apprendista, Venzi afferma: «Tra i simboli la Scala rappresenta quindi più di tutti la connessione con il mondo superiore, la rottura di livello che rende possibile il passaggio da una dimensione ad un’altra, dalla terra al cielo. Solitamente nei riti arcaici la Scala si ergeva da un ‘Centro’, rendendo possibile la comunicazione tra i diversi livelli dell’essere, così come nella Tavola di Tracciamento, essa poggia sul Volume della Legge Sacra, ‘Centro’ sacro della Libera Muratoria» (pp. 422-423).

Ancora circa la Consacrazione della Loggia o Tempio Massonico, Venzi scrive: «A conferma della connotazione profondamente esoterica e sacrale della Cerimonia di Consacrazione di un Tempio, o qualsiasi altro luogo adibito alla pratica di cerimonie iniziatiche, vi è l’interessante aggiunta che la cerimonia di Consacrazione andrebbe compiuta anche per l’utilizzo rituale di una singola stanza all’interno della quale dovesse svolgersi il lavoro liberomuratorio. Ciò significa che, senza un’operazione rituale che renda il luogo altro da ciò che era prima e lo predisponga ad un tipo di utilizzo di carattere iniziatico, tale luogo non potrebbe essere utilizzato per i lavori massonici» (p. 428).

È molto interessante anche questa ammissione del Gran Maestro Venzi: «La Dedicazione di una Chiesa può essere compiuta all’atto della sua Fondazione con l’intento, appunto, di dedicare la Chiesa al Signore con un rito solenne, secondo l’antichissima consuetudine della Chiesa. Spetta al Vescovo, a cui è affidata la cura di una Chiesa particolare, dedicare a Dio le nuove Chiese erette nella sua diocesi. Il rito di Dedicazione, al di là dell’aspersione di incenso, non ha nulla in comune con il Rito massonico di consacrazione di un Tempio» (p. 429, grassetto mio).

Nelle conclusioni del 7° capitolo, circa riti e rituale massonico, Venzi ribadisce: «I ‘riti di iniziazione’, e tra questi va annoverato quello liberomuratorio, hanno come fine il passaggio dell’uomo ‘profano’ ad una nuova esistenza, segnata ora dal Sacro. Nel rituale liberomuratorio troviamo i tre elementi del Sacro essenziali per determinare la presenza dell’homo religiosus: il simbolo, il rito, e il mito. […] Ogni rituale di iniziazione implica una simbologia della creazione che riattualizza l’evento primordiale cosmogonico e antropologico, e questo è evidente nella nostra ritualità nella cerimonia di consacrazione di un Tempio o di una Loggia. Ma per riprodurre l’inizio è necessario innanzitutto abolire ciò che già esiste, così si spiegano il regressus ad uterum e il simbolismo rituale della morte. Si deve trascendere la condizione umana per porsi in modo significativo nel cosmo. In conclusione, seguendo la dicotomia ‘Sacro-Profano’, possiamo affermare che, pur non essendo la Libera Muratoria una Religione, potremmo altrimenti definire sacrale (ciò che ha carattere sacro) il suo Rituale» (pp. 431-432, grassetto mio).

Conclusioni: incompatibilità tra Chiesa e Massoneria “English Style”.

Nell’8° ed ultimo capitolo, “L’‘eresia’ liberomuratoria” (pp. 437-464), il Gran Maestro Venzi cerca di far capire ai lettori che le denunce e condanne antimassoniche da parte della Santa Sede (a partire dal 1738) non sarebbero ben fondate… Non è così. Tuttavia, c’è da dire che i documenti pontifici o ecclesiastici che condannano la Massoneria non hanno mai approfondito ed esplicitato il carattere intrinsecamente magico della Ritualità Massonica. Un lieve e superficiale cenno si trova forse nel documento dei Vescovi tedeschi del 1980, circa l’incompatibilità tra Chiesa e Massoneria, in cui si afferma che la ritualità massonica (tedesca) presenta un carattere pseudo-sacramentale, ossia una sorta di somiglianza e concorrenza ai Sacramenti della Chiesa… Ora, esaminando i precedenti capitoli di questo libro di Fabio Venzi, l’incompatibilità tra Chiesa e Massoneria è chiara e profonda a livello di Simbolismo e Ritualità (“Emulation”) della Libera Muratoria, in particolare sul concetto massonico di Unità Trascendente delle Religioni (vedi il Simbolismo del Centro) e sulle credenze massoniche  secondo cui: a) il Rituale Massonico rende sacro lo spazio rituale trasformandolo in Tempio o Loggia, e b) nel loro Spazio Sacro, gli Iniziati, i Massoni, entrano in contatto con il Sacro, con una dimensione superiore e trascendente, riscoprendo il Divino che è in loro… 

Insomma, abbiamo qui: Esoterismo, Gnosi, Magia.   

Concludo con un’osservazione metodologica. Scorrendo l’“Indice dei nomi” (pp. 465-472), vediamo che il Gran Maestro Venzi cita varie volte i filosofi “perennialisti” del XX secolo; questi, infatti, esprimono in termini filosofici e moderni, quello che è già racchiuso nell’ottocentesca Ritualità Massonica “Emulation” (tuttora praticata nella UGLE, nella GLRI, ecc.), ossia l’Unità Trascendente delle Religioni… Coomaraswamy è citato 9 volte; René Guénon, 10 volte; Julius Evola, 7 volte.  

Lo storico delle religioni Mircea Eliade, per le sue considerazioni sul Sacro, che poi Venzi applica alla Massoneria, è citato almeno 20 volte. Invece, il celebre massone ed esoterista inglese Walter Leslie Wilmshurst (UGLE) è citato una sola volta (p. 332, nota 10). In qualche prossima pubblicazione sulla Massoneria “Emulation”, circa la spiegazione di Simboli, Miti, Riti e Ritualità della Massoneria inglese, forse il Gran Maestro Venzi potrebbe dare più spazio al “Fratello” Wilmshurst e ad altri Maestri Massoni inglesi del medesimo indirizzo esoterico, ad esempio a quelli del celebre “Dormer Masonic Study Circle”, di cui ho scritto anche in qualche articolo su “Corrispondenza Romana”.

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