Una chiesa a più voci? La zizzania nella Chiesa

(di Cristina Siccardi) Se si digita, sul Web, Parrocchia San Defendente di Ronco Cossato (Biella), appare il sito Una chiesa a più voci del parroco don Mario Marchiori. Le autorità religiose hanno perciò deciso di esautorare san Defendente, martirizzato dall’Imperatore romano Massimiano nel 287 circa perché si era rifiutato di sacrificare al culto dell’Imperatore stesso. San Defendente morì per Cristo e per dare testimonianza ai fratelli in Cristo.

Il Protestantesimo che impera in questa laica chiesa biellese, i santi sono banditi perché essi sono lo specchio della Fede autentica, mentre le «più voci» vengono debitamente selezionate secondo ben precisi e schierati criteri ideologici.

Bene accolta in questa parrocchia è stata Emma Bonino, che iniziò la sua carriera nella metà degli anni Settanta con la lotta per la legalizzazione dell’aborto in Italia e successivamente per l’affermazione del divorzio e la legalizzazione delle droghe leggere; nel 1975 fondò il Cisa (Centro informazione, sterilizzazione e aborto), per il quale venne arrestata. Tuttavia il 26 luglio scorso, in quello che dovrebbe essere un luogo sacro, predisposto per i sacerdoti, ovvero nel presbiterio della parrocchia sopraindicata, la Bonino ha presentato la sua campagna pro-emigrazione Ero straniero. L’umanità che fa bene, che sta portando in giro per l’Italia.

Questa donna, che da decenni lotta senza ritegno contro ogni principio di vita, di morale, di coscienza, è stata incoraggiata, due giorni prima di questo incontro, da papa Francesco, che le ha telefonato dicendole di «tenere duro».

Forse perché diversi cattolici (ricordiamo in particolare l’Associazione Ora et Labora in difesa della vita) hanno aperto una lodevole e più che legittima polemica contro la scandalosa iniziativa, dove era presente anche l’abortista Silvio Viale, che ha introdotto in Italia la pillola abortiva RU 486? Nessun dialogo e nessun confronto è stato permesso in quella serata: il dottor Leandro Aletti, figura storica dell’antiabortismo italiano sin dagli anni Settanta, ha formulato una domanda, ma è stato subito coperto dalle urla: «Vergogna! Vergogna!», mentre il microfono gli veniva sottratto. Un altro cattolico, Alberto Cerutti, ha domandato perché non sono stati accolti i sei milioni di bambini abortiti con la legge 194, ma i carabinieri, presenti in chiesa insieme alla polizia e alla Digos, lo hanno allontanato.

Giovedì sera l’anticattolica Emma Bonino, eroina delle lotte pro-morte, faceva la sua arringa in prossimità dell’altare e dell’ambone, mentre venerdì sera veniva ucciso Charlie Gard in un hospice di Londra, attrezzato per i malati terminali, dove gli è stata staccata la ventilazione artificiale. Un costo in meno per lo Stato: sarebbe soddisfatto l’economista e demografo inglese Thomas Robert Malthus, che influì fortemente su Charles Darwin, il quale gli dedicò L’origine della specie (1859), dove esponeva le sue teorie evoluzioniste e anticreazioniste. 

Ed ora i media rassicurano: il bambino, condannato a morte e la cui sentenza è stata eseguita sotto il raccapriccio di chi è ancora rimasto persona e non scimmia evoluta, sarà sepolto insieme alla sua scimmietta giocattolo. Charlie Gard rappresenta plasticamente le contraddizioni e le infamie di quest’epoca scristianizzata, che si fa padrona (dio) della vita e della morte. Così, la medaglietta di san Giuda Taddeo, il santo dei casi impossibili, che Charlie stringeva nel suo innocente pugnetto, è stato destituito, allo stesso modo di san Defendente, invocato dalla Tradizione della Chiesa contro il pericolo dei lupi e degli incendi. Oggi i lupi parlano nelle chiese, mentre il fuoco della Geenna viene alimentato dagli stessi uomini di Chiesa con una tracotanza ed una baldanza di impronta luterana.

Domenica festeggeremo la Trasfigurazione di Nostro Signore. All’inizio del Dicorso 79/A, dedicato proprio a questa memoria liturgica, sant’Agostino scrive: «noi sappiamo che il Signore Gesù Cristo verrà come giudice alla fine del mondo e darà il regno a quelli posti alla destra e il castigo a quelli posti alla sinistra. Poiché egli – come crediamo e dichiariamo pubblicamente – verrà a giudicare i vivi e i morti». Già in vita il corpo di Gesù assunse forma gloriosa e così lo videro gli Apostoli Pietro, Giacomo, Giovanni.

Il Vescovo di Ippona, nello stesso discorso, ritiene che la Trasfigurazione sul Monte Tabor della Galilea sia stata la realizzazione di ciò che aveva annunciato Cristo: «Alcuni tra quelli che sono qui presenti non moriranno prima d’aver visto il Figlio dell’uomo nel suo regno».

Il volto del Salvatore divenne splendente come la viva luce del sole: «Erano dunque essi quei tali ch’erano presenti e che non avrebbero visto la morte prima di vedere il Signore nel suo regno. Alla fine del mondo però tutti avranno lo splendore che il Signore mostrò in se stesso», tutti coloro che sono buon seme e che, quindi «appartengono al regno di Dio e la zizzania invece rappresenta quelli che appartengono al maligno. Il nemico che l’ha seminata è il diavolo stesso. Il giorno della mietitura è la fine di questo mondo. I mietitori poi sono gli angeli. Allorché dunque verrà la fine di questo mondo, il Figlio dell’uomo invierà i suoi angeli e porteranno via dal suo regno tutti gli operatori di scandali e li getteranno nella fornace di fuoco ardente; ivi sarà pianto e stridore di denti».

Se queste parole turbano coloro che operano per la distruzione e il male, cercando di rimuoverle dalla loro vita “religiosa”, non è un problema del buon grano, ma un problema della zizzania, che può annientare il corpo, temporaneamente, ma non l’anima, perché l’anima risorgerà con il suo corpo, così come è risorto Cristo.

Dice san Paolo: «Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo» (1 Cor 15, 16-22).

Se le chiese si prestano ad ospitare la zizzania, la responsabilità di fronte a Dio è di coloro che rendono possibile questo scandalo, a noi la responsabilità di denunciare i lupi, senza mai stancarci di annunciare la Verità portata da Colui che si trasfigurò, anticipando in terra la sua Gloria celeste e di coloro che, fedeli nell’Amore Infinito, operano per il suo Regno. (Cristina Siccardi)

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