Nel gennaio 2025 Casa Mariana Editrice ha pubblicato il mio secondo volume della collana “La Massoneria tra Esoterismo, Ritualità e Simbolismo”. È una monografia su “Iniziazione ed Esoterismo tra Maestri Massoni del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani (GOI)”. Dunque è un libro che tratta solo del GOI (Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani), che – a quanto mi risulta – è ancora oggi la Massoneria maschile maggioritaria, più antica e più diffusa in Italia. La pubblicazione del mio libro coincide pressappoco con il 220° anniversario di fondazione del GOI che nasce appunto nel marzo 1805, all’interno del Supremo Consiglio del 33° Grado del Rito Scozzese Antico e Accettato.
Nell’aprile 2023 avviene un evento molto fausto per il GOI: riottiene l’ambito riconoscimento ufficiale da parte della Gran Loggia Unita d’Inghilterra (UGLE), la quale glielo aveva ritirato nel 1993, allorché l’ex Gran Maestro del GOI Giuliano Di Bernardo fondò una nuova Massoneria italiana, “anglofila”, la Gran Loggia Regolare d’Italia (GLRI). La UGLE tolse il riconoscimento al GOI e lo diede alla GLRI. Da allora la GLRI ha stretto amicizia con le altre Obbedienze massoniche anglosassoni e scandinave, con la Massoneria di Israele nonché con altre Massonerie, afro-americane, asiatiche, africane, australiane.
Il GOI, comunque, continuava e continua a restare ben saldo nel circuito di amicizia delle prestigiose Massonerie (Grandi Logge) regolari europee e nordamericane.
Dunque, dal 2023 la UGLE riconosce non solo la GLRI ma anche il GOI.
Ma tra il 2024 e il 2025 scoppia una forte diatriba all’interno del GOI in occasione dell’elezione del nuovo Gran Maestro, fino al punto che il GOI viene ai ferri corti con il suo RSAA (Rito Scozzese Antico e Accettato) e vieta ai suoi Maestri Massoni di continuare a frequentare il RSAA… Si consideri, infatti, che i Massoni del RSAA (Rito o sistema di Alti Gradi che accoglie Maestri Massoni) devono appartenere a una Gran Loggia o Grande Oriente, ossia a un’Obbedienza che amministra i Tre Gradi fondamentali di (1°) Apprendista, (2°) Compagno, (3°) Maestro Libero Muratore.
Nel 2025 il Supremo Consiglio RSAA di Palazzo Giustiniani (sito però in Piazza del Gesù 47, a Roma), per difendere la propria identità e libertà, decide di staccarsi dal GOI e chiede alla GLRI di entrare in essa per mantenere la sua regolarità massonica in quanto RSAA. Nell’ottobre 2025 la GLRI accoglie la richiesta e riconosce il Supremo Consiglio RSAA (vedi qui: https://www.ritoscozzese.it/comunicazione-della-delibera-di-gran-loggia-della-g-l-r-i-del-4-ottobre-u-s/; qui: https://www.ritoscozzese.it/gran-loggia-della-glri-intervento-del-sovrano-gran-commendatore/; e qui: https://martinfaulks.co.uk/unprecedented-alliance-and-election-with-acclimation-meeting-of-the-regular-grand-lodge-of-italy/).
Da quel momento i Massoni del RSAA “ex giustinianeo” fanno parte della GLRI e i Maestri Massoni della GLRI possono entrare a far parte di quel RSAA riconosciuto dalla GLRI.
Comunque, al dire del massone Francesco Indraccolo, nel frattempo il GOI si è dotato di «un suo RSAA “di Palazzo Giustiniani”» (cf. Francesco Indraccolo, “La Traccia del Compasso. Istruzioni sul simbolismo massonico”, Prefazione di Claudio Bonvecchio, Seconda Edizione ampliata, Printed by Amazon Italia, Torrazza Piemonte (TO), ottobre 2025, pp. XVI-XVIII). Finora, di questo nuovo RSAA “giustinianeo”, non ho trovato alcuna traccia su internet. Inoltre, non so se il massone Indraccolo sia ancora legato al GOI.
È certo che con il passaggio o innesto del Supremo Consiglio RSAA (ex Palazzo Giustiniani) nella GLRI, questa, indubbiamente, acquista nuovo prestigio nel panorama massonico internazionale: infatti quel Supremo Consiglio del 33° grado RSAA – ex GOI – è in comunione con il prestigioso Supremo Consiglio Madre del RSAA nel mondo, quello di Washington D.C. – USA, e quindi con gli altri Supremi Consigli regolari del RSAA.
Tuttavia, dato che nella storia del RSAA del GOI ci sono stati “litigi” e “scismi” (il caso Fera del 1908; il caso Colao-Bruni del 1977ss.) con ripercussioni sullo stesso GOI, vien da chiedersi se il RSAA della GLRI resterà – lungo il tempo – compatto senza provocare crisi nella GLRI e senza esercitare su di essa un’eccessiva influenza. Il tempo dirà.
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Nel mio libro sul GOI non tocco affatto tali questioni di carattere storico e amministrativo: riconoscimenti ufficiali (dati, tolti e poi ridati), fuoriuscite, ingressi, scismi, ricomposizioni, ripristino di situazioni precedenti, ecc., sono eventi contingenti… Ho preferito invece concentrarmi su ciò che – in un certo senso – non muta, ossia il “DNA”, l’essenza del GOI, ben riscontrabile in questi suoi elementi: Iniziazione ed Esoterismo, dunque Ritualità, Simbolismo…
Non intendo presentare qui un riassunto del mio lungo studio; sono ben millecentottantaquattro pagine nelle quali ho condensato circa 30 anni di studi, lunghi e discreti, sulla Massoneria del GOI. Entrare nel volume, percorrerlo e arrivare fino alla fine, è come seguire una lunga investigazione.
Per sommi capi, in questa sede mi limito a dire che ho suddiviso il volume in 12 capitoli, in cui tratto di: “Illuminismo” e Laicismo… Iniziazione ed Esoterismo… Ritualità… Morte Iniziatica… Alchimia, Ermetismo, Qabbalah… Magia… Gnosi… Ovviamente attingo da pubblicazioni di Massoni del GOI.
A mo’ di appendice, il 12° ed ultimo capitolo riguarda l’“Ordine della Stella di Oriente”: un gruppo paramassonico composto da Massoni del GOI e da donne che di solito hanno legami di parentela o di amicizia con i medesimi (mogli, sorelle, compagne, figlie, amiche…). I suddetti temi o elementi iniziatici dell’ambiente GOI risultano ovviamente anche tra le Sorelle o Stelle d’Oriente.
Al termine del libro riporto foto di paramenti massonici (cappuccio, grembiuli, fasce…) appartenuti a Maestri Liberi Muratori passati all’Oriente Eterno.
Per motivi di riservatezza, non posso nominare apertamente tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo volume. Li ringrazio tutti, vivi e defunti, e prego per loro ogni giorno.
Pur non riportando qui contenuti o brani del mio volume, tuttavia voglio presentare qualche “novità” che ho scoperto dopo la pubblicazione del libro. Perciò il lettore non troverà in esso ciò che ora vado a esporre. Si tratta di alcuni articoli di “Rivista Massonica” (RM), organo del GOI dal 1966 al 1979, e di alcune relazioni tenute a un Convegno dell’Ordine della Stella d’Oriente in Sicilia nel 1995.
1. Relativismo: nessuno possiede la Verità (irraggiungibile!), uniamo le tante “verità”…
Il massone Natale Pesvelossi (pseudonimo dell’avvocato bolognese, ma di origine ferrarese, Achille Melchionda (1927-2016); vedi qui: https://www.francescoguida.org/2021/03/11/i-massoni-democratici-e-la-p2/ e qui) è convinto che non esiste una verità (nemmeno massonica!) «statica, inamovibile, obiettiva, da imporsi alle coscienze» (RM, n. 7, luglio 1968, p. 297).
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Il massone Giorgio Jonas ritiene che la verità, pur dovendola cercare, resta comunque «irraggiungibile» (RM, n. 6, giugno 1971, p. 345). «La Verità si sposta con passo uguale a quello del progresso umano» (ivi, p. 345).
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L’editoriale di “Rivista Massonica”, n. 10, novembre 1970 (pp. 481-482), ha lo stesso titolo dell’editoriale de “La Civiltà Cattolica”, vol. IV, 3 ottobre 1970, ossia: “Dal «trionfalismo» al «complesso d’inferiorità»” (pp. 3-7).
L’anonimo scrittore di “Rivista Massonica” (l’allora direttore Giordano Gamberini?) mostra soddisfazione per la seguente presa di coscienza dei Gesuiti italiani nel loro editoriale: nel decennio 1960-1970, il «cattolico» ha subìto un «ribaltamento radicale». Infatti, nei decenni precedenti egli era «un uomo sicuro di essere nella pienezza della verità, sicuro della solidità della propria dottrina» (RM, n. 10/1970, p. 481). Ora, invece: «Il cattolico ha perduto la sua sicurezza. Non è più così certo di possedere la verità e, ad ogni modo, è convinto di non avere la pienezza della verità. Verità che potrà raggiungere ma con l’apporto essenziale degli “altri” – quelli di “fuori” – i quali possiedono molte verità che la Chiesa non possiede ed a cui sono giunti prima e meglio della Chiesa» (RM, n. 10/1970, p. 481, corsivo del testo, grassetto mio).
Non è difficile comprendere che questa nuova «posizione» del cattolico 1960-1970 riflette la mentalità massonica…
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Il 20 settembre 1970, nel discorso commemorativo per il centenario della Presa di Porta Pia (1870), il Gran Maestro del GOI Lino Salvini accenna alle «virtù fondamentali insegnate dalla Massoneria», ossia: «L’umiltà di non essere depositaria di verità assolute, né religiose, né politiche, né filosofiche, né scientifiche. La tolleranza che da questa realtà deriva» (Roma Capitale, Supplemento a RM, n. 2, febbraio 1971, p. 42, grassetto mio).
In quel discorso, il Gran Maestro Salvini fa ben capire che la Massoneria italiana appoggia «la battaglia parlamentare per il divorzio» (p. 45).
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Mi permetto di aprire – e chiudere subito – una parentesi: in certi ambienti ecclesiali ed ecumenici contemporanei, si ascolta o si legge (riassumo in corsivo) che nessuno possiede la verità, nessuno può pretendere di possedere la verità, la verità non è un pacchetto di idee ma un processo… ed altre espressioni simili che verrebbero certamente elogiate e condivise anche dai Massoni del GOI, ai quali, appunto, non piacciono né dogmi di fede e di morale, né verità assolute e definitive, specialmente se insegnate dalla Chiesa Cattolica…
2. Esoterismo…
Nell’articolo “Essenza e finalità dei gradi simbolici” (RM, n. 10, dicembre 1973, p. 589-596), il massone Giuseppe Capruzzi scrive che l’«Ordine Massonico», ossia la «Massoneria Azzurra costituita dai primi tre gradi simbolici», non va «confuso con Scuole, Tecniche, Scienze, occulte e non, che possono avere qualche grado di parentela con la nostra Istituzione, ma non ne costituiscono l’essenza» (p. 589, grassetto mio). Capruzzi afferma che: «la Massoneria – istituzionalmente parlando – non è una specifica scuola di occultisti, né una Società di Maghi in possesso di particolari poteri» (p. 589).
Tuttavia, poco oltre, circa l’art. 3 della Costituzione del GOI, secondo cui il Massone «“segue l’esoterismo nell’insegnamento” ed il “simbolismo nell’arte operativa”» (p. 590), Giuseppe Capruzzi afferma: «Seguire l’insegnamento dell’esoterismo in Massoneria (Ordine) significa dunque perseguire gli studi nelle scienze occulte, sul presupposto che la nostra Istituzione pone a disposizione gli arnesi, gli strumenti ed i metodi, primi e più elementari, per realizzare soltanto l’inizio, i primi accenni del risveglio della propria personalità» (p. 590, grassetto mio).
Capruzzi afferma che la Massoneria «è Iniziatica» (p. 595), «ci richiama al risveglio dell’Io e dello stato di coscienza; ci evoca la Virtù, la facoltà ed i poteri dello Spirito; […]» (p. 596, grassetto mio).
3. Magia rituale…
Nell’articolo “Importanza e significato del Quadro di Loggia” (RM, n. 1, gennaio 1973, pp. 39-43), il massone Giorgio Rocchi fa ben capire il significato magico dei Lavori Rituali Massonici. Sul pavimento della Loggia, viene posto il Quadro di Loggia, nel quale sono raffigurati oggetti e simboli massonici. Rocchi scrive: «Da un punto di prospettiva che potrebbe essere considerato analogo a quello “magico cerimoniale” – benché nei lavori massonici ci si dovrebbe trovare su di un piano superiore a quello della magia, la quale opera esclusivamente nell’ambito delle forze “sottili”, senza aspirare ad innestare su di esse le influenze spirituali – possiamo considerare il Quadro di Loggia come un condensatore, un nodo, una concentrazione delle energie sottili emanate dai singoli componenti della catena iniziatica che opera nel Tempio, energie sottili che poste in sintonia ed entrate in risonanza, dovrebbero attirare, addirittura coartare l’influenza spirituale, la “shekina”, la “baraka”, per chiamarla con i termini propri di diverse Tradizioni» (pp. 40-41, grassetto mio).
Capruzzi fa ben capire che il Quadro di Loggia è simile al «circolo magico», «condensatore di energia sottile destinata a formare uno schermo di protezione» (p. 41).
Ancora Capruzzi scrive: «Il Quadro di Loggia, che anticamente veniva tracciato e cancellato e che attualmente viene disteso e poi tolto in determinati momenti dei lavori massonici, rappresenta appunto, benché su di un piano superiore, qualcosa di simile a ciò che rappresenta il cerchio nella magia cerimoniale» (p. 41).
«Nel Quadro confluiscono perciò le energie sottili di tutti i FF.·. presenti ai lavori, una volta che queste energie siano state sintonizzate e poste in risonanza armonica; questo è il motivo per cui il Quadro non viene subito disteso al centro della Loggia, ma solamente ad ultimazione del rito di apertura, rito che ha appunto lo scopo di sintonizzare ed armonizzare le energie sottili dei singoli componenti la catena iniziatica, energie che all’inizio potrebbero anche essere in discordanza tra loro, contrasto che frusterebbe lo scopo prefisso, quello cioè di attirare le influenze sovrasensibili» (pp. 41-42, grassetto mio).
4. Lucifero…
Su “Rivista Massonica”, N. 6, Giugno 1968, nell’articolo “Il romanzo filosofico della tetralogia Wagneriana – I. Il poema delle forze (L’Oro del Reno)” (pp. 270-275), il massone Carlo Gentile, commentando il personaggio wagneriano «Loge»”, elogia il Diavolo-Lucifero-Prometeo: «[…] Chi si fa avanti ora e merita attenzione massima è il Diavolo: Loge. Egli compare secondo me, nella veste della Saggezza mediatrice cosmica. […] Senza Loge non si pone il principio dell’avventura, ed addio tetralogia! Ma soprattutto, senza il Diavolo il quale – sempre a stare dietro alle analogie tra i peccaminosi fantasmi biblici o pseudo-biblici e queste altre angosciate divine anime in pena – diventerebbe se mai il Serpente (consiglio, inizio della Conoscenza, benefica curiosità) – non avrebbe cominciamento l’opera della riparazione. Il senso catartico antico e nuovo è legato al Fuoco (Loge), e la sua personificazione è Prometeo benefattore, maestro, consigliere. Loge è la Conoscenza (faustiana se si vuole), che trasvaluta l’astratta posizione dell’Essere (Wotan) e lo dialettizza; che conduce l’Idea a farsi Natura (la discesa nella “grotta” di Alberico); è lo Spirito nel suo dinamismo così forse come lo aveva proiettato all’inizio del ciclo triadico e non alla conclusione (Hegel), il “riformatore” Bertrando Spaventa. Loge è dunque il Fuoco il quale trasforma (Siva), non distrugge; è la Vita eraclitea che nel proprio seno nasconde la Norma. È dunque il cervello che illumina, e lo si chiami pure Lucifero se porta la luce, non importa, in quanto chi porta la luce non può fare mai del male, piuttosto vero è il contrario» (p. 273, corsivo del testo, grassetto mio).
È interessante vedere il curriculum massonico di Carlo Gentile (1920-1984): iniziato massone nel 1945; dal 1966, Gran Maestro Aggiunto del GOI; dal 1979, Gran Maestro Onorario del GOI; membro della Chiesa Gnostica d’Italia; dal 1968, 33° ed ultimo grado di Sovrano Grande Ispettore Generale del Rito Scozzese Antico e Accettato; 33° 66° 90° grado dell’Antico Primitivo Rito di Memphis-Misraim; membro di un Ordine Martinista…
5. Un Convegno dell’Ordine della Stella d’Oriente: New Age, Gnosi, Androgino…
Riporto alcuni dati dal testo: Ordine della Stella d’Oriente, “Le Stelle d’Oriente proiettate verso il terzo millennio”, Atti del Convegno dei Capitoli Italiani organizzato dal Capitolo Trinacria n. 8 – Palermo, a cura di Domenico Maniaci, Cinisi, 17 giugno 1995, Stampa: Eticol Tipolitografica – Palermo (1995).
Al convegno hanno preso parte anche l’allora Gran Maestro del GOI Virgilio Gaito, i rappresentanti dei Corpi o Riti collegati al GOI (Rito Scozzese Antico e Accettato, Rito di York, Rito Simbolico Italiano…), i rappresentanti del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili del GOI della Sicilia.
Nella relazione “La nuova era. Utilità della Stella d’Oriente” (pp. 21-24), la Sorella Elena Sarli (Worthy Matron del Capitolo Adriatico n. 11 di Taranto) crede nell’Età dell’Acquario (New Age): il mondo sta cambiando, il vecchio mondo sta crollando, stiamo entrando in una nuova era… ci sono coloro che sono «ostinatamente attaccati alle vecchie forme» (cf. p. 21), ma «da parte di tutti coloro che possiedono qualifiche iniziatiche, s’impone un lavoro di identificazione con gli aspetti e le qualità della nuova era, un atteggiamento di cooperazione» (p. 21).
«Ormai sopraggiunge l’era della sintesi, del ritorno all’unità, del senso del gruppo, della collettività, della comprensione. L’inaugurarsi dell’era dell’Acquario stimola nell’uomo lo spirito di universalità e la tendenza alla fusione. […] Nel futuro ordine mondiale dell’Acquario, il singolo subordinerà la propria persona al bene del tutto» (p. 22, grassetto mio).
Sarli spiega la missione delle «due polarità, maschile e femminile» nell’Ordine della Stella d’Oriente: «Il nostro Ordine ci fornisce lo strumento adatto affinché l’uomo e la donna, legati dal filo dell’amore senza pregiudizio, compiano la missione per la quale nascono, vivono e muoiono: ricondurre tutte le molteplicità all’Archetipo contenuto in ciascuna di esse, all’Uno, a Dio» (p. 24).
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Nella relazione “Compito di un ordine iniziatico alle soglie del terzo Millennio” (pp. 25-31), la Sorella Carla Cortopassi (Worthy Matron del Capitolo Beatrice n. 9 di Firenze) rifiuta dogmi e religioni e propone l’Esoterismo e la Gnosi: «Oggi le Religioni, irrigidite nei loro dogmi, sono sentite in contrasto con i diritti della ragione e della sua libertà e quindi non sono più adatte a dare all’uomo la guida spirituale di cui, tuttavia necessita. […]. Per poter colmare il vuoto lasciato dalla caduta di dogmi e di certezze non più in grado di soddisfare l’uomo moderno, è necessario riprendere coscienza della triplice natura umana. Attraverso la dottrina esoterica scopriamo che il microcosmo-uomo è, mediante la sua costituzione ternaria (spirito, anima, corpo), l’immagine ed il riflesso del macrocosmo-universo (mondo divino, umano, naturale), il quale è organo del Dio ineffabile. La Gnosi dunque è l’arte di trovare in sé quella scintilla divina all’origine di ogni manifestazione. In tutte le grandi Religioni che hanno contribuito a formare l’umanità nel corso dei millenni, si trova sostanzialmente la stessa dottrina esoterica» (p. 26, grassetto mio).
Secondo la WM Cortopassi, i «grandi iniziati» aiutano l’Umanità a «tendere al fine di ricongiungersi all’Uno, da cui ha avuto origine» (p. 26).
La Sorella Cortopassi sostiene la «dottrina esoterica» dell’androginia divina: «Agni» e «Soma», ovvero «l’eterno mascolino, principio attivo» e l’«eterno femminino, principio passivo» (cf. pp. 26-27, grassetto mio). «La loro perfetta fusione costituisce l’Essere supremo, il quale, nell’atto cosmogonico, immola se stesso per produrre tutto ciò che esiste e si divide uscendo dalla sua unità. Già nella tradizione vedica indù si trova una prima cristallizzazione delle idee fondamentali della dottrina esoterica di tutte le religioni ariane» (p. 27, grassetto mio).
Più avanti, Cortopassi accenna anche all’Egitto quale custode de «la più pura tradizione esoterica» (p. 29).
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Concludo con la relazione “La Stella d’Oriente: La solidarietà ed il futuro” (pp. 53-56) di Annamaria D’Antonio del Capitolo Mediterraneo n. 1 di Napoli. D’Antonio definisce il suo Ordine: «scuola iniziatica» (p. 53). Più avanti, ella afferma lo «stretto legame tra l’uomo e il suo Cosmo. Siamo fatti tutti della stessa materia, e ciò è chiaramente espresso nella Tavola Smeraldina quando dice: “Ciò che è in basso è simile a ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per compiere il miracolo della cosa una” (identità tra microcosmo, cioè l’uomo, e macrocosmo)» (p. 55, grassetto mio).
Poco oltre, la Sorella D’Antonio scrive: «In fine vorrei ricordare che nei nostri rituali l’immagine della solidarietà è data dalla catena d’unione, in cui il neofita è invitato ad inserirsi come nuovo anello fin dalla sua iniziazione. […] La catena è creatrice e ricettiva nello stesso tempo: quando gli anelli che la compongono sono perfettamente omogenei ed al massimo grado di purificazione, da essa si svilupperà un’energia tale da non essere più semplice somma delle singole energie, ma a progressione esponenziale (Kremmerz)» (p. 55, grassetto mio).
Il Kremmerz citato dalla D’Antonio è certamente Giuliano Kremmerz, cultore di magia, magia ermetica e “terapeutica”, e magia “di coppia” per la ricostituzione dell’Androgino…