UCRAINA: omaggio alle vittime dell’holodomor

Il fatale “sterminio attraverso la fame” (holodomor) che Joseph Stalin impose al popolo ucraino durante l’inverno del 1932-1933, avrebbe causato circa dieci milioni di vittime. Nicolas Werth, coautore del Libro nero del comunismo, dopo aver studiato alcune lettere di Stalin ha dichiarato: «Si tratta di un genocidio? Direi di sì.

Rispetto alle altre carestie che hanno colpito l’Unione Sovietica, questa si distingue per la volontà di sradicare il nazionalismo e di unire i contadini. È stata volontariamente aggravata» (intervista al quotidiano “Le Monde”). Il Parlamento europeo definisce questa carestia provocata un crimine contro il popolo ucraino e contro l’umanità. Da parte sua, l’Ucraina sostiene che si tratta di un genocidio ed è ciò che ha confermato in occasione del suo 75° anniversario, basandosi su dati e dibattiti che recentemente hanno avuto luogo in Ucraina e in Russia.

Il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa di Ucraina (legato al patriarcato di Mosca) di recente ha reso pubblica una dichiarazione in cui l’holodomor viene designato come un genocidio contro i popoli ucraino e russo. Sabato 22 novembre scorso, per questo triste anniversario, alla presenza del Presidente Viktor Yushenko e di numerosi rappresentanti religiosi, civili e politici, il vescovo Vladimir, Metropolita di Kiev, primate della Chiesa ortodossa ucraina, ha inaugurato a Kiev un monumento alle vittime della grande carestia. Si sono svolti uffici liturgici in molte cattedrali e chiese, dell’Ucraina e della Russia, in memoria delle vittime del regime staliniano.

Per il Metropolita Onofrio di Chernovtsy e di Bucovina, membro del Santo Sinodo della Chiesa di Ucraina, oggi si tratta «di pregare per i nostri predecessori che hanno commesso simili atrocità, di chiedere per loro il perdono di Dio». Si è dichiarato dispiaciuto del fatto che oggi vi siano tendenze «a trasformare l’holodomor in pietra d’inciampo tra Russia e Ucraina e a considerare i russi responsabili dello sterminio degli ucraini»; ha spiegato, inoltre, che questa carestia provocata aveva causato un numero di vittime altrettanto grande in Russia.

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