Come da copione, la Corte Suprema Usa ha riconosciuto le ‘nozze’ gay

No a nozze gayAvrà purtroppo ricadute in tutto il mondo la decisione assunta dalla Suprema Corte degli Stati Uniti di “ridisegnare” il matrimonio, individuando incredibilmente nella Costituzione americana un presunto diritto inalienabile alle “nozze” gay.

Nella sentenza emessa la mattina del 26 giugno per il caso Obergefell v. Hodges, i giudici hanno imposto, in virtù del quattordicesimo emendamento, a tutti e 50 gli Stati della Federazione di permettere a due persone dello stesso sesso di “sposarsi” e di riconoscere la validità dei “matrimoni” contratti in qualsiasi altro Stato Usa. Il che stravolge e si oppone alla sentenza della Sesta Corte d’Appello dell’Ohio, per la quale il Diritto storicamente avrebbe riconosciuto solo l’unione tra un uomo ed una donna.

Risicato il rapporto di forze, che ha condotto a tale sentenza: determinante l’adesione del giudice Anthony Kennedy al blocco liberale di Stephen Breyer, Ruth Bader Ginsburg, Sonia Sotomayor ed Elena Kagan. Contrari John Roberts, Antonin Scalia, Clarence Thomas e Samuel Alito, che hanno fatto verbalizzare il proprio dissenso. 5 a 4, dunque, i voti di un pronunciamento, che rischia di sconvolgere il mondo.

Il presidente americano, Barack Obama, su Twitter, utilizzando l’hashtag “l’amore vince”, ha subito parlato di un «grande passo verso l’eguaglianza», ribadendo poi i propri convincimenti Lgbt in un pubblico discorso. Sulla sua stessa linea si sono espressi la candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton, e l’ex-governatore del Maryland, Martin O’Malley.

Secondo John-Henry Westen, direttore dell’agenzia LifeSiteNews e co-fondatore dell’organizzazione internazionale Voice of the Family, tale sentenza, in realtà, «mina il matrimonio», «si oppone alla volontà di Dio, alla natura umana ed alla Costituzione americana», oltre ad aprire di fatto la caccia contro «la libertà religiosa in America». Il tutto, con la «benedizione della Corte Suprema». Quello che pare profilarsi negli Usa è, dunque, un periodo di nuova persecuzione civile e sociale, ancor più violenta, contro i credenti – soprattutto cristiani -. «Non è una sorpresa», commenta amaramente Westen. Purtroppo non lo è…

Ma il mondo pro-family non si dà per vinto: a tutela della famiglia, «c’è solo uno strumento legale – dichiara Westen – far passare un emendamento alla Costituzione, emendamento che codifichi espressamente il matrimonio come l’unione tra un uomo ed una donna». Indubbiamente ciò richiede un grande sforzo in termini di «volontà politica»: per questo è stata lanciata una petizione on line con annessa raccolta-firme, che in qualche modo costringano «il Congresso ad agire». Perché «insieme possiamo far sentire la nostra voce».

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