TURCHIA: “laicità” in pericolo per un turco su tre

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La pretesa sintesi di Islam e democrazia, ostentata dalla Turchia, non convince più. Nemmeno all’interno. Ora è la gente ad esser sempre più preoccupata. La percezione è che, ad esser messo in discussione, sia il concetto stesso di “laicità”, sorta di totem per il Paese: lo dichiara il 31,6% degli intervistati dal Centro Studi MetroPOLL di Ankara, che ha redatto un sondaggio ripreso lo scorso 18 febbraio dall’edizione on line del settimanale francofono “Jeune Afrique”.

Tra chi ha espresso tale giudizio, il 76,9% teme che la sharia possa un giorno imporsi, il 70% ritiene che la società rischi concretamente d’islamizzarsi, il 66,4% è terrorizzato da tale prospettiva. Anche l’uso del velo per chi eserciti una funzione pubblica suscita diffidenza: il 53,7% dice “no” per i parlamentari, il 70,7% per giudici, poliziotti, docenti e medici.
Non solo: oltre il 60% ritiene le iniziative del partito di governo, l’AKP, «pericolose per la democrazia», il 71,2% parla di un suo controllo politico esercitato sulla Giustizia ed il 63,4% ha paura che coi tribunali si vogliano in realtà eliminare gli oppositori, citando ad esempio il processo Ergenekon, l’organizzazione segreta accusata di voler destabilizzare il Paese.

Valutazioni che – giungendo dalla stessa gente – l’Europa dovrebbe ben tenere presente, quando tentata dalle sirene che vorrebbero la Turchia quale membro dell’Unione.


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