Turchia: la Chiesa cattolica attende ancora il riconoscimento

Istanbul (AsiaNews) ‒ Mons. Lucibello, nunzio apostolico in Turchia ha recentemente ribadito che è urgente che Ankara riconosca la Chiesa cattolica, dopo 60 anni di rapporti diplomatici con la Santa Sede. Alcuni giorni fa alcuni vescovi cattolici, fra cui mons. Ruggero Franceschini, presidente della Conferenza episcopale, si sono incontrati con la Commissione per la Riconciliazione del parlamento turco.

La Commissione lavora da tempo per  studiare il ritorno di proprietà confiscate dal governo di Ataturk alle comunità non musulmane. Ma i cattolici non fanno parte della lista di “comunità non musulmane” perché al tempo erano riconosciute come comunità “straniere”. La Chiesa turca ha presentato una lista di oltre 200 proprietà (chiese, scuole, orfanotrofi, ospedali, cimiteri…) basandosi su una lista stilata nel 1913 fra il Gran Visir dell’impero ottomano e la Francia, al tempo protettore della Chiesa cattolica. Il problema del ritorno di queste proprietà è molto complesso: anzitutto, questi beni sono passati di mano in mano e non è certo che esse possano essere ritornate.

Ma il fatto più importante è la mancanza di statuto giuridico della Chiesa cattolica nell’attuale ordinamento turco. A tutt’oggi la Chiesa cattolica in Turchia non può possedere beni e questi possono solo essere intestati a cittadini turchi privati (spesso laici legati alla Chiesa o dei prestanome), con ambigue conseguenze.

Diversi partiti e giornali si sono scagliati contro le richieste dei vescovi, giudicandole «avide». La richiesta ha imbarazzato anche altre comunità cristiane. Alcune personalità della Chiesa turca hanno sottolineato ad “AsiaNews” che il vero problema da risolvere e su cui concentrare le forze è l’ottenimento del riconoscimento giuridico da parte dello Stato.

Fonti vicine all’episcopato affermano che nell’incontro con la Commissione per la Riconciliazione, questo argomento non è stato nemmeno affrontato. «Su questo riconoscimento ‒ spiega il nunzio apostolico in Turchia, mons. Antonio Lucibello ‒ vi sono dei pour parler che datano da decenni. Anche il papa, nell’incontro con il nuovo ambasciatore turco in Vaticano» (7 gennaio 2010), ha chiesto per l’ennesima volta il riconoscimento giuridico della Chiesa cattolica.

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