TURCHIA: il vero volto di Ankara

Per la seconda volta in quattro mesi, Ankara ha annullato la visita del nuovo arcivescovo greco-ortodosso di Cipro, Chrysostomos, al Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, prevista tra il 17 e 21 agosto. Lo riferisce l’agenzia del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) “Asianews” (14 agosto 2007). La visita, di carattere prettamente religioso, era già stata cancellata una prima volta dal governo turco nel maggio scorso. Allora le autorità avevano invocato il pretesto del clima pre-elettorale e le possibili conseguenze politiche dell’incontro.





Per la seconda volta in quattro mesi, Ankara ha annullato la visita del nuovo arcivescovo greco-ortodosso di Cipro, Chrysostomos, al Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, prevista tra il 17 e 21 agosto. Lo riferisce l’agenzia del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) “Asianews” (14 agosto 2007). La visita, di carattere prettamente religioso, era già stata cancellata una prima volta dal governo turco nel maggio scorso. Allora le autorità avevano invocato il pretesto del clima pre-elettorale e le possibili conseguenze politiche dell’incontro. La decisione preoccupa le comunità di minoranza: le elezioni del luglio scorso hanno visto la vittoria del premier Recep Tayyip Erdogan, paladino del processo d’ingresso della Turchia nell’Unione Europea e di conseguenza garante dei diritti delle minoranze religiose nel Paese.
 
  Intervistato dalla radio greca www.skai.gr, Chrysostomos ha detto che «è diritto della Turchia non permettere l’ingresso nel proprio territorio a qualunque persona, a dispetto di chi, come noi, vuole credere che essa abbia desiderio di mostrare un volto democratico e liberale, non solo in Europa, ma anche nel resto del mondo». Con questa decisione «il governo di Ankara ha mostrato il suo vero volto». L’arcivescovo ha manifestato altresì l’intenzione di inviare una lettera alla Santa Sede e al Consiglio mondiale delle Chiese, per metterle a conoscenza dell’accaduto e nella speranza di «sensibilizzare la comunità internazionale sull’inattendibilità del governo turco in tema di diritti». Chrysostomos ha poi annunciato che incontrerà il Patriarca ecumenico in un altro luogo per esprimergli la sua «solidarietà» e portare i suoi «ringraziamenti per il contributo dato alla soluzione di non pochi problemi sorti all’interno della Chiesa greco-ortodossa». L’arcivescovo cipriota ha quindi ribadito che «non esistono divergenze tra i greco-ortodossi ed i fratelli turco-ciprioti musulmani» e che il problema vero è nelle «interferenze di Ankara, che blocca qualsiasi tentativo di integrazione delle due comunità nel reciproco rispetto».

    E il 22 agosto, il presidente dell’UDC, Pier Ferdinando Casini – partecipando nella Cattedrale di Otranto alle celebrazioni in ricordo dei Martiri della città – ha dichiarato di «nutrire non una ma cento perplessità che la Turchia, nelle condizioni date, possa essere nell’Unione europea. Ritengo che sia giusto averla come partner privilegiato. Ritengo giusto anche mettere alla prova il processo di riforma della comunità turca, ma al momento la mia idea è che non si concilierebbe la presenza della Turchia con i suoi problemi nell’Unione europea». Richiamando l’attenzione sulle radici cristiane del nostro Paese e dell’Europa, troppo spesso dimenticate, Casini ha affermato che «per dialogare con gli altri e per accogliere gli altri, anche islamici e musulmani, bisogna sapere chi siamo noi, difendere noi stessi. Se non lo sappiamo e non abbiamo la percezione della nostra identità non avremo nessun dialogo con gli altri, ma avremo solo il cedimento culturale».

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