Togliere l’opera blasfema dal museo è “anticostituzionale”…

fiammiferiL’immagine pubblicata sulla scatola di cerini raffigura una chiesa in fiamme e la scritta «L’unica chiesa che illumina è quella che brucia»: no, non è lo scherzo di pessimo gusto di qualche perditempo. E’, udite udite, un’”opera d’arte”: almeno così la considera il Museo nazionale “Regina Sofia” di Madrid, per questo rifiutatosi di censurarla. Si intitola “Scatoletta di fiammiferi”, è stata realizzata dal collettivo “Donne pubbliche” ed è stata inclusa nell’esposizione “Un sapere realmente utile”, esposizione nella quale, a dispetto del titolo, trova posto anche un Padre Nostro blasfemo ed abortista.

La decisione ha scatenato le proteste di vasti settori dell’opinione pubblica, anche sui social network: in particolare, han reagito con forza l’Associazione Spagnola degli Avvocati Cristiani e “Hazteoir.org”, che avevano chiesto di eliminarla. Il blog ha peraltro raccolto on line oltre 23 mila firme in tal senso.

A ferire, è stata oltre tutto la motivazione ufficiale addotta dal Museo, per spiegare il suo rifiuto. Motivazione, affidata ad un asettico comunicato-stampa: «Il Museo Regina Sofia rispetta la libertà di espressione e di creazione artistica, così come rispetta tutte le credenze e le opinioni delle persone, sentitesi ferite nella loro sensibilità». Da qui, una decisa presa di distanza rispetto all’opera in questione, che andrebbe contestualizzata nel suo periodo storico, sarebbe già stata esposta anche altrove senza conseguenze e che in ogni caso «riflette unicamente il pensiero dei suoi autori» ed «in nessun modo quello del Museo». Inoltre, se ne potrebbe parlare solo in senso metaforico, benché il suo messaggio sia molto chiaro e non lasci troppo spazio a strane filosofie interpretative.

Il verdetto, comunque, è stato sconcertante: l’opera è rimasta al suo posto, poiché toglierla sarebbe stato anticostituzionale. Offendere i sentimenti religiosi dei fedeli con manufatti blasfemi, invece, evidentemente no. E’ anche questo un modo per declinare il nome cristianofobia.

Donazione Corrispondenza romana