Thailandia, combattenti separatisti reclutati nelle scuole islamiche

I miliziani fanno leva sul nazionalismo Malay e sul senso di appartenenza al vecchio sultanato al confine fra Thailandia e Malaysia. I combattenti non hanno legami con i gruppi fondamentalisti internazionali e operano a livello locale. Ieri un commando ha colpito un tempio buddista nella provincia di Narathiwat, ferendo otto persone.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – I separatisti musulmani nel sud del Paese reclutano nuovi combattenti nelle scuole islamiche, nel tentavo di innalzare il livello di scontro con il governo e l’esercito thailandese. È quanto riferisce uno studio pubblicato ieri dall’ong International Crisis Group (Icg), il quale aggiunge che i recenti attacchi nelle province di Narathiwat, Yala e Pattani sono parte di una lotta separatista che non ha però legami con altri gruppi terroristi islamici a livello regionale o internazionale.
Ieri un commando armato ha aperto il fuoco in un tempio buddista della provincia di Narathiwat, nel sud della Thailandia, ferendo otto persone. Un ufficiale dell’esercito governativo riferisce che la pronta risposta delle guardie addette alla sicurezza ha impedito un numero maggiore di feriti o di morti. L’attacco al tempio, che era utilizzato anche come piccolo accampamento dai militari, è l’ultimo episodio di una lunga serie di violenze, che in cinque anni ha causato la morte di circa 3700 persone. Fino al secolo scorso la regione al confine fra Thailandia e Malaysia era un sultanato musulmano Malay indipendente; l’annessione al Paese degli elefanti ha dato vita a una lotta separatista.
Secondo lo studio elaborato dagli esperti dell’Icg i separatisti musulmani cercano guerriglieri facendo leva sul nazionalismo Malay e sull’orgoglio e il senso di appartenenza al vecchio sultanato. “Essi dicono agli studenti delle scuole [islamiche] che è compito di ogni musulmano riprendere la loro terra dagli infedeli buddisti” riferisce Rungrawee Chalermsripinyorat, analista per la Thailandia di Icg. Il rapporto definisce le classi “il primo punto di raccolta” per i combattenti, che invitano i giovani musulmani a seguire corsi extra-curriculari di indottrinamento nelle moschee.
Il governo thailandese nelle ultime settimane ha focalizzato l’attenzione sulle scuole del sud, promuovendo un migliore livello di istruzione e maggiori opportunità di impiego professionale. Il premier thai Abhisit Vejjajiva giudica l’educazione un “punto chiave” nella lotta contro il separatismo musulmano.

Donazione Corrispondenza romana