Sul numero di aprile dossier sulla Marcia per la Vita 2021

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(Mauro Faverzani) Spazio alla Vita, senza se e senza ma, sul numero di aprile di Radici Cristiane, il mensile diretto dal Prof. Roberto de Mattei: a circa un mese dalla Marcia per la Vita 2021, prevista a Roma per il prossimo 22 maggio, gli organizzatori si muovono come se tutto potesse svolgersi regolarmente. Ma, anche qualora l’emergenza Coronavirus non lo consentisse, «ciò che non può esser cancellato è la forza di un grande ideale, quello della vita», come spiega in un’intervista imperdibile la presidente della più importante manifestazione pro-life italiana, Virginia Coda Nunziante, che pertanto assicura: o in piazza e per le strade oppure verrà occupata «la piazza virtuale ed, anziché considerarla un ripiegamento», la si riterrebbe «una finestra di opportunità che la Provvidenza ci apre».

Intanto, la Marcia per la Vita di Roma è stata di esempio per iniziative analoghe anche in altre parti del mondo, come in Argentina, come spiega in un’intervista il suo presidente, Alejandro Geyer, decisosi ad organizzarla proprio dopo aver sfilato nel centro della Città Eterna: «Siamo “milites Christi”», afferma nell’intervista concessa a Radici Cristiane.

Nel corso dell’intero anno, del resto, procede la battaglia pro-life sui banchi universitari, nelle parrocchie, sui social, grazie agli «Universitari per la Vita», un gruppo di giovani pronti a fare sana informazione, ma anche a sfatare deformazioni e menzogne propinate attraverso i media, come spiega in un’intervista il loro presidente, Fabio Fuiano.

Fa riflettere, del resto, il fatto che la legge 194/78, quella sull’aborto, sia l’unica a non esser mai stata modificata in oltre quarant’anni, neppure di una virgola, benché il nostro ordinamento giuridico italiano sia uno dei più volubili al mondo e nonostante la medicina, la psicologia, l’etica e la ricerca scientifica abbiano fatto progressi di un certo rilievo in questo campo. Ma ancor più sconcertante è l’ignavia di molti, troppi cattolici…
Un altro tema di grande attualità ed importanza, specie in un periodo come l’attuale, è quello sollevato dall’editoriale del Prof. de Mattei, «Vaccini e liceità morale»: «La liceità morale dei vaccini anti-Covid – scrive il direttore di Radici Cristiane è da tempo al centro di un vivace dibattito. C’è chi ritiene ch’essi siano la conclusione di un processo, che inizia con l’uccisione dei nascituri e prosegue con l’utilizzazione e la commercializzazione di medicinali e vaccini provenienti da queste cellule. La logica di questa tesi è solo apparente, poiché stabilisce una concatenazione di cause ed effetti, che esiste sul piano storico, ma non sul piano morale».


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In Attualità il sen. Riccardo Pedrizzi spiega come sia necessario per i cattolici rivendicare un proprio ruolo ed una propria visibilità nell’attuale momento storico, in politica e nella società. Il che non significa però lanciarsi nell’avventura di un nuovo partito politico. Giovanni Paolo II ricordò come «una democrazia senza valori si converta facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo. Per questo uno dei compiti più urgenti del politico cristiano è quello di far risuonare il Vangelo della vita su tutte le strade del mondo». Se ciò non avvenisse – come capitò coi democristiani conniventi nel varo delle leggi sul divorzio e sull’aborto -, il cristiano diverrebbe complice dell’aggressione all’avvenimento cristiano.

Si parla anche di intelligenza artificiale e dei suoi vantaggi, tuttavia non privi di rischi: anche di tale tecnica si può fare un uso moralmente buono o cattivo. Il controllo e la trasmissione di dati così come l’influenza del comportamento degli utenti non sono un risvolto necessario della tecnologia, bensì una scelta precisa di chi la tecnologia la governa.

Di san Giuseppe si occupa il card. Raymond Leo Burke, nel 150° anniversario della sua proclamazione a patrono della Chiesa universale: san Giuseppe non solo «ci insegna la giustizia e la purezza nella nostra vita quotidiana, ma intercede per noi presso Dio. Nel tempo presente, quando tanta ribellione contro Dio e il buon ordine che Egli ha posto nella natura e inscritto nel cuore dell’uomo sconvolge il mondo e la Chiesa, giustamente ci rivolgiamo a san Giuseppe per implorare il suo aiuto».


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Spazio viene dedicato anche all’avvio della causa di beatificazione di Francesco II, dopo il nulla-osta dato in tal senso dalla Conferenza episcopale della Campania: con lui si spense l’ultimo sovrano di una dinastia, che regnò per 126 anni sul trono delle Due Sicilie. Fu uomo virtuoso e devoto, ma soprattutto ebbe il senso dell’onore cattolico, che espresse nella fede e nella fedeltà alla legge di Dio. Per questo merita di essere beatificato accanto alla beata Maria Cristina di Savoia, sua madre.

Nella sezione Storia si viene proiettati invece nel 1830: Luigi Filippo si proclamò re dei Francesi, Carlo X si ritirò rassegnato a Holy Rood, a difendere l’eredità dei Borboni rimase solo la duchessa di Berry, che pensava alla Vandea, a quella terra fedele, che già anni prima era insorta al grido di «Dieu et le Roi». Accusata d’incoscienza e follia, abbandonata dalla famiglia reale, non intese arrendersi. Fu anzi pronta ad agire, a costo della vita.

Tesori d’Italia si occupa di Montefalco, in Umbria: da una delle sue porte più prestigiose, Porta Federico II, è possibile contemplare un «panorama che dilata l’anima», come scrisse il poeta inglese John Addington Symonds nel 1874. Su questa porta è possibile peraltro notare un bellissimo bassorilievo del 1244, raffigurante la croce e l’aquila, simboli della Chiesa e dell’Impero, ma anche simboli di Montefalco. All’interno del borgo spicca una piccola chiesa dedicata a San Leonardo con annesso il monastero delle Clarisse, segnandone per un lungo tratto angolare le stesse mura perimetrali. Qui anticamente l’imperatore Federico II amava praticare il suo sport preferito, la caccia al falcone. Dal settembre 1918 al novembre 1919 fu badessa Madre Maria Teresa di Gesù. Morta in odore di santità, si distinse per le sue eccezionali doti di mitezza ed umiltà. Ma la vita di questa venerabile monaca fu segnata da una vicenda soprannaturale: Radici Cristiane la presenta ai suoi lettori. Sempre a Montefalco operò l’artista Benozzo Gozzoli, chiamato da fra’ Antonio dell’Ordine francescano degli Osservanti: nel 1450 lo incaricò di realizzare opere sia su tavola che ad affresco per la chiesa di san Fortunato. Questi lavori piacquero a fra’ Jacopo da Montefalco, guardiano del convento dei Minori Conventuali: nel 1452 Benozzo venne quindi incaricato di lavorare per la chiesa di san Francesco. I risultati a cui il pittore giunse furono profondamente diversi, poiché diverso fu il messaggio, che i due committenti gli suggerirono.


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In Arte e Letture viene presentata un’opera, «San Marco evangelista», dipinta con una tecnica pittorica inusuale, la tempera a caseina, e su di un supporto per quell’epoca ancora più insolito, la tela di lino. Nulla si sa su chi avesse commissionato tale lavoro, eppure il dipinto di Francoforte è tra i più antichi noti del Mantegna ed il primo in cui egli utilizzò il motivo illusionistico della cornice architettonica, che separa lo spazio pittorico da quello dello spettatore.

Nella stessa sezione della rivista si parla anche di filosofia, interrogandosi sulla Verità e sul modo in cui essa venga concepita, se come fatto o come esperienza.

Chiudono il numero di Radici Cristiane di aprile le News, L’arte racconta, le Letture consigliate, I lettori ci scrivono e la consueta Agenda del mese. Per informazioni e abbonamenti a Radici Cristiane, consultare il sito www.radicicristiane.it. 

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