SUICIDI: in aumento nei Paesi più ricchi

Circa 3.000 persone si suicidano ogni giorno nel mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il 10 settembre, ha fatto notare come si registri una vittima ogni 30 secondi. Negli ultimi 50 anni il tasso di suicidi è aumentato del 60% e la crescita più marcata è stata riscontrata nei Paesi sviluppati.





Circa 3.000 persone si suicidano ogni giorno nel mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il 10 settembre, ha fatto notare come si registri una vittima ogni 30 secondi. Negli ultimi 50 anni il tasso di suicidi è aumentato del 60% e la crescita più marcata è stata riscontrata nei Paesi sviluppati.

Il suicidio figura ormai al terzo posto tra le cause di mortalità tra i giovani dai 15 ai 34 anni anche se la maggior parte dei suicidi viene commessa dagli adulti. Sempre più persone anziane decidono di mettere fine ai propri giorni, indica l’OMS che chiede di «affrontare apertamente il problema» e di «mettere in atto strategie di prevenzione».

Per ogni persona che si suicida, almeno altre 20 tentano di farlo… L’OMS rileva come il trauma subito dai familiari di un suicida o comunque di una persona che ha cercato di attentare alla propria vita «possa durare anche diversi anni».

Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità «è necessario che il suicidio cessi di essere considerato un tabou o l’esito di crisi personali o sociali per diventare un indicatore della salute in grado di cogliere quei rischi psico-sociali, culturali e ambientali che devono costituire l’oggetto di politiche di prevenzione».
In una società in cui il successo, il sogno, il benessere, dipendono anzitutto dalla riuscita materiale, la disperazione avanza. E con essa la depressione e i disturbi del comportamento. In Finlandia, da tempo al primo posto per numero di suicidi, il profilo ideale del possibile suicida è quello di un uomo di una quarantina d’anni, divorziato e dunque lontano dai propri figli, disoccupato e spesso alcolizzato.
È sorprendente vedere come sia proprio nei Paesi risparmiati dalla fame, dalle guerre e dalle catastrofi che gli abitanti si suicidano di più. La miseria è morale, spirituale e psicologica. È quella che uccide.

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