Su «Radici Cristiane» Maastricht, 30 anni dopo

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Sul numero di marzo della rivista Radici Cristiane il direttore, il Prof. Roberto de Mattei, nell’editoriale analizza le radici e le conseguenze della crisi in Ucraina, evidenziando come «gli interessi politici dei cattolici» non coincidano «né con quelli di Putin, né con quelli di Biden: sul piano religioso, che è il più elevato, bisogna respingere ogni forma di espansione del Patriarcato di Mosca nelle terre slave e forse domani in Occidente».

In Attualità si analizza in ottica geopolitica la presenza della Russia, chiedendosi già nel titolo se essa rappresenti «una minaccia per l’Europa». Si legge: «Il nucleo stanziale che spiega la rotta della politica estera russa in chiave antieuropea affonda le sue radici nella sostanziale continuità antioccidentale della politica estera e militare zarista prima, sovietica comunista poi e autocritica putiniana ora. Uno scontro, che ha posto in evidenza la portata della posta in gioco in un confronto che riguarda allo stesso tempo ideologia, geopolitica ed economia».

Si parla anche di diplomazia vaticana in un interessante articolo del prof. Massimo de Leonardis dal titolo Dalla Respublica Christiana alla Cina: «La diplomazia vaticana, vale a dire la più antica forma di diplomazia al mondo, nei secoli è molto mutata: nel Medioevo operò per un ordine internazionale la Respublica Christiana, espressione di un’Europa unita dal Cattolicesimo, alla fine del XIX secolo agì a favore di un ordine internazionale “giusto”, benché non necessariamente ispirato ai valori cattolici. Il Concilio Vaticano II inaugurò una nuova stagione, all’insegna dell’ecumenismo e della discussa Ostpolitik, alla base anche oggi degli accordi segreti tra Santa Sede e Cina comunista».

Il sen. Riccardo Pedrizzi, che è stato presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato dal 2001 al 2006, nell’articolo Addio al Libor evidenzia come finalmente possano dirsi cessate «le truffe sui tassi interbancari. È arrivata al capolinea la complessa riforma, che ha mandato in soffitta il Libor. Dallo scorso 3 gennaio ci sono indicatori differenti, maggiormente rappresentativi delle reali condizioni di mercato».

Il Dossier è dedicato a Maastricht, trent’anni dopo, come recita il titolo. L’opinione pubblica accolse con riserve e critiche il Trattato di Maastricht, poiché i suoi contenuti non erano, come sostenuto, un semplice emendamento ai Trattati di Roma del 1957, bensì tutt’altro e con diverse premesse. C’è chi si accorse subito delle trappole contenute nel testo: trent’anni fa il Centro Culturale (oggi Fondazione) Lepanto diffuse un manifesto ufficiale in merito, dal titolo quanto mai chiaro, Un trattato contro l’Europa. Del resto, l’Ue, senza la deterrenza militare svolta dalla Nato, non avrebbe certo vinto la Guerra Fredda e nemmeno sarebbe stata in grado di por fine al conflitto nella ex-Jugoslavia. «Che mi piaccia o meno, a quest’Europa sono rassegnato» afferma in un’intervista il prof. Ettore Gotti Tedeschi, già presidente dello Ior ed oggi vertice in Italia di una delle più grandi banche al mondo. In realtà, al modello europeo centralista, in cui ci si sta arenando, sarebbe da preferirsi il modello federalista.

Nell’articolo Quando la memoria diventa futuro si fa riferimento alla mostra dal titolo Zubočistki, promossa presso Palazzo Trentini dalla Provincia autonoma di Trento, per raccontare una bella storia di solidarietà e di valori, quella che nell’Ottocento ha condotto una famiglia di Castello Tesino a San Pietroburgo, in Russia, dove conobbe il successo con un affermato negozio di stampe, ancora oggi ritenute di gran valore: «Tutto ciò dice benissimo della tenacia trentina, dell’industriosità, della voglia d’intraprendere», afferma il presidente del consiglio della Provincia autonoma di Trento, Walter Kaswalder.

In Storia Cristina Siccardi analizza il pontificato, «tra luci e ombre», di Benedetto XV, che, divenuto Papa solo quattro mesi dopo aver ricevuto la berretta cardinalizia, condannò la scristianizzazione della società ma senza promuovere la restaurazione del principio divino dell’autorità regale; durante la guerra, promosse una diplomatica neutralità ma senza denunciare le provocazioni della massoneria, per eliminare i sovrani rimasti cattolici; puntò a chiudere la questione romana ricercando la pacificazione con lo Stato italiano; circa il modernismo, condannato come eresia da san Pio X, Benedetto XV non lo legittimò, ma certamente il suo fu un approccio moderato. Subito dopo, di questo pontefice la rivista propone ampi e significativi passaggi dell’enciclica In præclara summorum scritta nel sesto centenario della morte di Dante Alighieri e destinata a professori ed alunni degli istituti cattolici letterari e di alta cultura. In essa evidenzia quanto Dante traesse la prodigiosa vastità ed acutezza dell’ingegno dal poderoso slancio d’ispirazione dato dalla fede divina.

In Tesori d’Europa si parla dell’abbazia di Oelenberg, quasi mille anni di fede e di storia, di preghiera, di studio e di lavoro, secondo la Regola di san Benedetto. L’abbazia godette di un periodo di pace e prosperità tra il X ed il XIII secolo, cui però succedettero le guerre scoppiate nel XIV secolo, l’esilio con la Rivoluzione francese e la distruzione di chiesa e monastero con le due guerre mondiali. Tutto questo, tuttavia, non ha mai spento la fede, né dei religiosi, né della popolazione. L’abbazia ha rappresentato a lungo e rappresenta ancora un importante centro di attrazione spirituale nel Comune di Reiningue, in cui si trova e con cui ha condiviso e condivide una storia fatta di fede, ma anche di sofferenze e lutti, soprattutto nel corso dei conflitti bellici.

Sara Magister propone nel suo spazio dedicato all’arte L’Annunciazione di Lorenzo Lotto, definita da uno dei più grandi storici dell’arte italiani, Adolfo Venturi, un «brano fra i più rari della pittura veneta d’interno». Si tratta di un’opera assoluta e intima al contempo, realizzata attorno al 1534/35 per la Confraternita dei Mercanti di Recanati.

Si parla poi dei tesori nascosti della Reggia di Caserta quali la Cappella Palatina, dove si conserva ciò che v’è di più prezioso ovvero omelie e testi spirituali antichi, eppure ancora oggi vibranti ed attuali. Come la «Preghiera alla Santissima Vergine». Domenico Lalli presenta invece l’Agnus Dei, Colui «che toglie i peccati del mondo», nell’arte cristiana. È il più raffigurato, sin dalle basiliche paleocristiane; reso in musica, col canto gregoriano; ed anche richiamato nell’arte funeraria, con frequenti rappresentazioni allegoriche.

Completano il numero di Radici Cristiane le consuete rubriche ovvero le News, L’arte racconta, le Letture consigliate, I lettori ci scrivono e l’Agenda. Per informazioni e abbonamenti, visitare il sito www.radicicristiane.it oppure telefonare al numero 06 3235417.

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