Su Radici Cristiane di aprile i 1.600 anni di Venezia

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L’Editoriale del numero di aprile di Radici Cristiane, in distribuzione nelle case di tutti gli abbonati in questi giorni, è dedicato alla consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, un atto storico compiuto da papa Francesco lo scorso 25 marzo, secondo quanto la Madonna aveva richiesto a Fatima il 13 luglio 1917: «Né Pio XI, né i suoi successori avevano accolto tale richiesta – scrive il direttore di Radici Cristiane, il Prof. Roberto de Mattei. – Nessuno avrebbe immaginato che il primo Pontefice ad esaudirla fosse proprio colui che sembrava il più insensibile ad essa. Ciò porterà certamente grandi grazie alla Russia, all’Ucraina, all’umanità e alla Chiesa intera. Lo sfondo storico in cui ciò avviene è però drammatico e interpella la coscienza e la responsabilità di ognuno di noi».

Nella sezione Attualità, il sen. Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanza e Tesoro del Senato dal 2001 al 2006, spiega come il Papers di Bankitalia circa la diffusione della criminalità organizzata sul territorio nazionale proponga una fotografia inquietante di un Paese, tenuto in scacco dalla malavita, sempre concentrata maggiormente al Sud, ma con radici ormai solide anche altrove, complice la stessa pandemia. Ma le province con un maggior livello di penetrazione mafiosa registrano una crescita dell’occupazione e del valore aggiunto più bassa a causa del cattivo funzionamento del mercato e del condizionamento della politica locale.

Un altro problema affrontato sul numero di aprile di Radici Cristiane è quello legato alle “esternazioni” pro-aborto fatte da Macron lo scorso gennaio, sorta di test circa le reali intenzioni del nuovo presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola. Che, dal canto suo, ha subito accantonato la dottrina cattolica per far propria l’agenda Ue con aborto, Lgbt, immigrazionismo e via elencando. Oggi non è più tempo, però, di politici privi di spina dorsale, di Giani bifronti, oggi servono politici, che vivano e proclamino ad alta voce i valori, la moralità e la coerenza…

L’articolo di Padre Casalone dal titolo La discussione parlamentare sul “suicidio assistito”, apparso sulla rivista dei Gesuiti La Civiltà cattolica, appoggiando il varo della proposta di legge dal titolo Disposizioni in materia di morte volontaria medicalmente assistita, risulta gravemente erroneo sul piano dei principi della morale naturale, apparendo antitetico all’insegnamento del Magistero. Don Alfredo Morselli spiega come oggi molti, troppi – anche in ambito cattolico – se ne siano dimenticati o se ne stiano dimenticando, ma il suicidio è oggettivamente un peccato mortale. È contro natura, va contro la carità e contro la società. Non solo. La vita è un dono divino: perciò, chi priva sé stesso della vita, pecca contro Dio.

Con prevedibile tempismo, 125 dipendenti e volontari della Chiesa tedesca nel gennaio scorso hanno fatto outing, pretendendo libero accesso alle professioni pastorali anche per gli Lgbt, contro presunte discriminazioni ed esclusioni. E poi anche nozze per i preti gay e seminari aperti ai queer. Infischiandosene della clausola di lealtà sul lavoro, ma soprattutto di Catechismo, Codice di diritto canonico e di due Istruzioni di altrettante Congregazioni. Con sponsor come il vescovo di Aquisgrana e l’immancabile card. Marx. Perché Roma tace?

Il Dossier è dedicato a Venezia, fondata nell’Anno Domini 412. L’intellettuale brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira non ha avuto dubbi nel ritenere Venezia una «città paradisiaca», in grado di indicare qualcosa di più alto, oltre le vicende umane, qualcosa cui dobbiamo guardare con nostalgia e con speranza. In effetti, le origini furono precarie e forgiate nell’umiltà: uomini appartenenti alla civiltà romana, che aveva dominato il mondo, furono costretti a ripartire da poca terra come pescatori e raccoglitori di sale. Tutto era affidato alla Provvidenza misericordiosa, che permise anche a Venezia di strappare ai musulmani le spoglie di san Marco e di condurle felicemente in patria, ad evidenziare il legame stretto con la fede e con le proprie radici cristiane, tesoro prezioso di cui Lepanto ha rappresentato e rappresenta in qualche modo il gioiello più bello. Venezia era al centro degli itinerari di storia e d’arte, che soprattutto facoltosi viaggiatori ed aristocratici compirono tra Seicento e Ottocento: ciò assicurò il successo delle dettagliate guide turistiche della città, illustrate con eleganti tavole, pubblicate in quel periodo, ma successivamente anche di testi religiosi, storici ed enciclopedici. Verso la fine del XV secolo gli artigiani veneziani idearono un tipo particolare di chiave, detta chiave a rosone, la cui produzione durò sino al XVIII secolo. Un esempio prezioso è dato dalla chiave del doge Leonardo Loredan, risalente al XVI secolo: se ne parla in un apposito servizio. Dopo secoli di fasti, prestigio e trionfi, però, il 12 maggio 1797 Venezia si dovette arrendere alla prepotenza di Napoleone e alla violenza del giacobinismo. Dopo mille anni di splendore e d’incontrastato dominio, il Leone alato venne consegnato ad un nugolo di municipalisti intriganti e parolai.

Grazie ad un’intervista al vescovo emerito di Albenga-Imperia, mons. Mario Oliveri, si evince come la cosiddetta nouvelle théologie abbia confuso natura e soprannaturale fino a farli coincidere: ne è seguita una crisi della fede, le cui conseguenze si vedono e sono devastanti. La liturgia è stata stravolta, al tomismo è succeduto l’hegelismo, che ha pervertito il pensiero, impedendogli di aderire al Vero eterno. Occorre far ordine e portar chiarezza in un’epoca di grande confusione nella Chiesa…

Nella sezione Tesori d’Europa, si parla del monastero di Moreruela, il secondo monastero cistercense fondato in Spagna: risale al XII secolo ed è sorto sui resti di una precedente struttura benedettina. Ricco di vocazioni, è stato un centro di grande e profonda spiritualità. Solo le truppe napoleoniche e le confische attuate nel XIX secolo hanno smorzato la luce di questa fede operosa, sfrattando i monaci ed incamerandone i beni. Scempi compiuti nel XX secolo hanno poi compromesso anche la struttura. Ma quel che resta è ancora in grado di emanare un sicuro afflato religioso, quello vigoroso delle origini… A pochi passi, poi, v’è il castello di Castrotorafe, per secoli strategico, dominando l’area compresa tra la Galizia e la Castiglia: fu realizzato tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo, per contrastare i musulmani della jihad, quando invasero la regione, uscendone però sconfitti, grazie anche a questa fortificazione.

In Arte e Letture Sara Magister propone un dipinto ad olio su tavola raffigurante san Benedetto e santa Caterina, realizzato attorno al 1515 dal pittore e scultore Domenico di Giacomo detto “il Beccafumi”. La tavola fu al centro di uno scontro tra Francescani e Domenicani circa la presenza o meno delle stimmate. Ma l’autore trovò un modo arguto, per risolvere la questione…Chiudono il numero di Radici Cristiane le consuete rubriche ovvero le News, L’arte racconta, le Letture consigliate, i Lettori ci scrivono e l’Agenda. Per informazioni e abbonamenti, visitare il sito www.radicicristiane.it oppure telefonare al numero 06 3235417.

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