Storico esodo dalla Siria, arriva la “Baby Jihad”

babySinora sono già oltre tre milioni coloro che hanno dovuto abbandonare la Siria devastata dall’Isis, il sedicente “Stato islamico”. Altri 6 milioni e mezzo sono divenuti sfollati, benché entro i confini nazionali. Il che significa che quasi la metà del Paese ha dovuto lasciare, in un modo o nell’altro, le proprie abitazioni, pur di aver salva la vita. Un esodo di dimensioni storiche, senza precedenti. A rivelarlo è stato l’UNHCRAlto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati per bocca del suo responsabile, Antonio Guterres: «Questa crisi si è rivelata la più grande emergenza umanitaria della nostra era ed al mondo». La stragrande maggioranza dei rifugiati siriani ha trovato riparo nei Paesi vicini: il Libano ne accoglie 1.140.000, la Giordania 608.000 e la Turchia 815.000. Stime comunque in costante crescita.

Molti di loro sono costretti a pagare tangenti, quando vengono fermati ai vari posti di controllo, che proliferano alle frontiere. Sorte non migliore tocca a chi scelga di fuggire attraverso il deserto, ad est della Giordania: costoro devono versare importanti somme ai trafficanti, sino a 100 dollari a testa.

Nel frattempo, gli attacchi continuano: i più recenti sono avvenuti nelle zone di Al Raqqa ed Aleppo, la prima dominata dai terroristi musulmani, la seconda teatro di violenti scontri tra regime e ribelli per il controllo della zona. L’UNHCR si è detto preoccupato per la sorte di un centinaio di siriani, rimasti bloccati nel campo di Obaidi, nel territorio iracheno di al-Qaim ma al confine con la Siria, da luglio nelle mani dell’Isis.

Nel frattempo, sempre da Raqqa, “capitale” dell’autoproclamato “Stato islamico” giungono notizie di nuove, disumane crudeltà perpetrate dai miliziani, questa volta sui loro stessi figli, già in età precoce educati ad odiare ed a diventare jihadisti. Si insegna loro a decapitare bambolotti: è’ quanto ha documentato un video girato dagli stessi terroristi e trasmesso in Spagna da TeleCinco. Vi si vede una bambina con indosso un velo nero, in piedi sul letto mentre recita versetti del Corano.In una mano tiene un grosso coltello, nell’altra il manichino di un bebé. Le immagini la riprendono mentre affonda il colpo e decapita il pupazzo. Ma non è l’unico caso: in rete, sui social network, girano le foto, postate peraltro dal padre, di un altro fanciullo in abito blu scuro e passamontagna, mentre spicca la testa di una bambola bionda, che indossa una veste arancione.

L’allucinante fenomeno è già stato ribattezzato «Baby Jihad». Nelle terre dell’Isis questi fanciulli hanno una sola alternativa, crescendo: o esser considerati infedeli o diventare terroristi suicidi.

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