Stati Uniti, presso la “Fox Sport” nuovo caso di discriminazione religiosa

craig-james-homosexualityNegli Stati Uniti, come riporta il sito web www.worldmag.com, sta suscitando molto clamore la vicenda di Craig James, commentatore sportivo presso l’emittente televisiva Fox Sports, licenziato in tronco dopo la diffusione di un video in cui lo stesso esprime la sua opposizione alle unioni civili omosessuali. In realtà i fatti risalgono al 2012 quando Craig James, ex giocatore di football americano, era in corsa nel Texas per un seggio al Senato, oggi detenuto da Ted Cruz.
Nel video “incriminato” James, in risposta ad una domanda sul fatto se si dovessero estendere determinati benefici fiscali anche alle coppie dello stesso sesso, parla della omosessualità come “una scelta”, aggiungendo, in ottica cristiana, che gli omosessuali «dovranno rispondere al Signore per le loro azioni». L’ex giocatore di football chiarisce la sua visione specificando che: «Non dobbiamo dare benefici a queste unioni civili. (…) Abbiamo un problema fiscale in questo paese, ma abbiamo anche una questione morale in questo paese, e come cristiani, abbiamo bisogno di essere fermi».

Niente di originale per un cristiano convinto come Craig James, il quale ora sostiene, giustamente, di essere stato vittima di discriminazione religiosa, e ha assunto un avvocato per affrontare la questione. L’ex commentatore di “Fox Sports” ha sottolineato, inoltre, come quei commenti, rilasciati peraltro tempo fa e in un contesto ben preciso, erano una sua opinione personale, espressione della sua fede religiosa. «Sono rimasto scioccato che le mie convinzioni religiose personali siano state l’unico motivo alla base del mio licenziamento da Fox Sport» ha dichiarato James a “Breitbart News”, specificando di essere rimasto letteralmente sbalordito dopo aver appreso che i rappresentati della FOX hanno affermato che non sono ammessi credi religiosi per tutti coloro che lavorano all’interno del popolare network.

Questa nuova triste ed allarmante vicenda, dopo quella che, in agosto sempre negli Stati Uniti, aveva coinvolto una coppia di pasticcieri, dimostra per l’ennesima volta il forte clima di discriminazione al rovescio nei confronti di chiunque osi professare pubblicamente il proprio credo morale o religioso. (L.G.)

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