STATI UNITI: nobel per la pace all’abortista Obama

Il premio Nobel per la pace 2009 è stato assegnato al presidente americano Obama, ufficialmente per i suoi sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli nonché per un mondo senza armi nucleari. La vera ragione del riconoscimento, incomprensibile dopo meno di un anno di presidenza, va ricercata evidentemente altrove.


I primi provvedimenti di Obama in qualità di presidente hanno riguardato i temi etici. Con un ordine esecutivo egli ha rimosso il divieto dell’uso di fondi federali per la promozione dell’interruzione di gravidanza all’estero, introdotto nel 2001 dal suo predecessore George W.  Bush. In pratica, il neo presidente afro americano ha riaperto le porte alle organizzazioni non governative che, nell’ambito di iniziative di pianificazione familiare nei Paesi in via di sviluppo, praticano aborti o li propongono nei loro consultori. Successivamente, ha rimosso il bando ai contributi statali per la sperimentazione scientifica che fa uso di cellule embrionali, introdotto nel 2001 sempre da Bush. Inoltre, il Congresso sta sviluppando una legge che prevede una rimozione di tutti i limiti all’aborto decisi a livello federale e statale negli ultimi decenni.

Questa la politica di Obama, che certamente è molto abile nel “mischiare le carte”; buon oratore e fine psicologo, cerca di non farsi troppi nemici puntando l’attenzione su tematiche di sicuro successo mediatico, come ad esempio la difesa dell’ambiente, il dialogo col mondo islamico, la lotta alla povertà e il disarmo nucleare. Il lupo che si traveste da agnello è una storia che si insegna ai bambini fin da molto piccoli, costituendo la modalità d’azione privilegiata del malvagio. Difficile pensare che il Comitato per il Nobel sia composto da ingenui buontemponi; più facile credere che l’assegnazione del premio Nobel all’abortista Barack Obama sia il frutto di un’ampia strategia tesa a rendere ancora più credibile e sempre meno criticabile l’operato del presidente americano, secondo una logica antivita ed antiumana che ha forse trovato nel primo presidente nero della storia il suo miglior interprete.

Donazione Corrispondenza romana