STATI UNITI: la reazione cattolica all’elezione di Obama

L’elezione di Barack Obama ha suscitato diverse reazioni nel mondo cattolico. Tra queste, emerge quella di padre Jay Scott Newman, un sacerdote della Carolina del Sud, che, in una lettera ai suoi parrocchiani, ha scritto che i cattolici che hanno votato il presidente eletto Barack Obama, dovrebbero, prima di accostarsi alla Santa Comunione, riconciliarsi con Dio mediante il sacramento della Confessione.


Don Newman ha chiarito che il sacramento dell’Eucarestia non può essere negato a nessuno in nome delle diverse opinioni o scelte politiche, ma ha comunque invitato i parrocchiani a un esame di coscienza circa il loro voto, definendo grave il loro sostegno all’aborto. Secondo il sacerdote, chi vota per l’aborto, quando esiste una valida alternativa a favore della vita, collabora con il male e si allontana dalla Chiesa di Cristo. Padre Newman, inoltre, invita i parrocchiani a pregare per il nuovo presidente eletto, affinché Dio scuota la sua coscienza e lo renda consapevole che l’aborto è una minaccia alla pace e alla sicurezza del paese e costituisce un pericolo per il bene comune.
Le parole di padre Newman hanno provocato diverse reazioni.

Il portavoce diocesano Steve Gajdosik, ad esempio, ha affermato che oggi molti cattolici non vanno a Messa e contestano quanto è stato scritto nella lettera.
Secondo mons. Raymond Burke, da poco chiamato a guidare il tribunale vaticano della Segnatura Apostolica, il cittadino che non sostiene e non vota per il candidato che meglio difende la vita e l’inalienabile dignità dell’innocente, partecipa in qualche modo alla cultura della morte che pervade la vita della nazione e contribuisce alla violenza.

A sua volta, il vescovo emerito Rene Henry Gracida, di Corpus Christi, ha asserito che quanto è stato scritto da padre Newman è pienamente conforme al Magistero della Chiesa.
Molti vescovi statunitensi, durante i mesi precedenti alle elezioni presidenziali, avevano pubblicato una serie di dichiarazioni che condannavano i cattolici che sostenevano i candidati a favore dell’aborto.

Prima di essere eletto Pontefice, anche il cardinale Ratzinger aveva scritto ai Vescovi statunitensi che i cattolici che ricevono indiscriminatamente la Comunione senza un previo discernimento commettono «un abuso che deve essere corretto».

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