STATI UNITI: confronto finale tra i due candidati

Il 27 ottobre, a una settimana dal voto – sottolinea Alessandro M. Gisotti su “L’Occidentale” del 28 ottobre – Barack Obama e John McCain hanno pronunciato due discorsi fondamentali, che sintetizzano toni e contenuti della loro campagna elettorale.

Il primo teso a chiudere la partita, il secondo a tenerla ancora aperta. Significativamente i due candidati hanno parlato a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro, nello Stato decisivo dell’Ohio: Obama a Canton, McCain a Dayton. Dinnanzi a una folla immensa, Barack Obama ha introdotto il suo discorso riprendendo il “brand” del cambiamento: «Dopo decenni di cattiva politica a Washington, otto anni di politiche fallimentari di George W. Bush e 21 mesi di campagna elettorale che ci hanno portato dalle coste rocciose del Maine a quelle soleggiate della California, siamo ormai ad una sola settimana dal cambiare l’America».

Quindi, l’appello all’unità del popolo americano in un momento di difficoltà che non risparmia nessuno: «Tra una settimana, potete mettere fine a quelle politiche che hanno diviso la nazione solo per vincere un’elezione e che hanno provato a mettere una regione contro l’altra, una città contro l’altra, Repubblicani contro Democratici. Politiche che vogliono infondere paura in un momento nel quale abbiamo bisogno di speranza». Parole accompagnate dal richiamo all’american dream che Obama vuole impersonificare: «Quando tutto questo è iniziato a Springfield, in Illinois, voi sapevate che avevamo pochi soldi e pochi sostegni. E i sondaggi e gli esperti non ci davano molte chance. Sapevo quanto ripida sarebbe stata la salita. Ma sapevo anche questo: che la voglia di cambiamento è superiore alle piccolezze della politica».

Combattivo e per nulla rassegnato alla sconfitta, John McCain ha iniziato il suo discorso a Dayton con un attacco alle idee di Obama sull’economia. «Ecco – ha affermato – cosa significa cambiamento per Barack il Redistributore: significa prendere i vostri soldi e darli a qualcun altro. Crede nella redistribuzione della ricchezza e non in una politica che faccia crescere la nostra economia e crei nuovi posti di lavoro. È più interessato nel controllare la ricchezza che nel crearla. Nel redistribuire i soldi piuttosto che nell’espandere le opportunità. Io creerò ricchezza per tutti gli americani, offrendo nuove opportunità per tutti gli americani». Per il senatore dell’Arizona, Obama non è convincente quando assicura che non alzerà le tasse: «Ha sostenuto un piano di budget dei Democratici che ha chiesto l’innalzamento delle tasse per le persone che guadagnano appena 42 mila dollari all’anno. Il senatore Obama ha votato 94 volte per un aumento delle tasse o contro il taglio delle imposte». Il veterano ha quindi detto la sua sulle previsioni che lo danno già per sconfitto: «Mancano 8 giorni e siamo qualche punto indietro.

Gli esperti ci hanno già tagliato fuori. Come avevano fatto già in passato. Il mio avversario sta concordando i dettagli con lo Speaker Pelosi e il senatore Reid per alzare le tasse, aumentare le spese e concedere la sconfitta in Iraq. Sta misurando le tende della Casa Bianca e sta lavorando al suo primo discorso alla nazione già prima delle elezioni. Devo essere un tipo all’antica su queste cose perché io preferisco prima vedere cosa decidono gli elettori». Il discorso di McCain si è concluso con un appello a combattere per l’America, per darle una nuova direzione: «Ho combattuto per questo Paese da quando avevo 17 anni ed ho le cicatrici che lo provano. Se sarò eletto presidente, combatterò per scuotere Washington e per dare un nuovo corso all’America dal primo all’ultimo giorno del mio mandato. Non ho paura di combattere. Sono pronto per questo. Sono un americano e ho scelto di combattere. Non perdete la speranza. Siate forti. Abbiate coraggio. E combattete».

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