Sri Lanka. Ignoti profanano chiesa e bruciano ostie. Ma restano intatte

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Sri Lanka. Chiesa profanataIgnoti hanno profanato una chiesa cattolica nell’arcidiocesi di Colombo. Prima hanno distrutto una statua della Vergine, poi si sono accaniti sul tabernacolo, dandogli fuoco. Nel rogo sono state gettate anche le ostie. Secondo gli agenti intervenuti, sono stati versati oltre 30 litri di cherosene.
Incredibilmente, però, le ostie sono rimaste intatte.
Un fenomeno quanto meno sconcertante, che ha dato, pur nell’aggressione, enorme coraggio ai fedeli: “
Questo è un miracolo forte, attraverso il quale Gesù dà un messaggio alla nostra società e a chi compie simili attacchi: nessuno può distruggere Cristo e il suo amore. Perché egli è morto, ha rinunciato alla sua vita per noi e poi è risorto. Nessuno può fargli nulla”.
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10 giugno 2013

Sri Lanka, profanata chiesa cattolica
«Ostie bruciate, ma restano intatte»

Cresce l’intolleranza religiosa in Sri Lanka: un gruppo di ignoti ha attaccato la chiesa cattolica St. Francis Xavier ad Angulana, nell’arcidiocesi di Colombo. I vandali – riporta l’agenzia AsiaNews – hanno distrutto un’antica statua della Vergine, per poi accanirsi sul tabernacolo: lo hanno staccato dall’altare tentando di dare fuoco all’eucaristia.

Il fatto è avvenuto il 5 giugno scorso intorno alle 10 di sera, ma al momento la polizia non ha ancora individuato i colpevoli.

Da diversi mesi in Sri Lanka avvengono attacchi contro le minoranze religiose, in particolare cristiana e islamica. In genere si tratta di aggressioni architettate da gruppi di estremisti buddisti (il Bodu Bala Sena o il Sinhala Ravaya), che lottano per proteggere la popolazione buddista e singalese (la maggioranza, ndr) e la sua religione. Simili attacchi sono una novità per il Paese, dove di rado avvengono attacchi di matrice religiosa.


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Tra i fedeli dell’arcidiocesi c’è molto risentimento per quanto avvenuto. Secondo molti però, proprio durante l’attacco è avvenuto un fatto positivo, che ha rinfrancato il loro spirito e rinvigorito la loro fede. Sebbene il tabernacolo sia stato trovato del tutto imbevuto di cherosene – per gli agenti sono stati versati almeno 30 litri – le ostie consacrate non hanno preso fuoco e sono rimaste intatte. “Questo – raccontano alcuni fedeli ad AsiaNews – è un miracolo forte, attraverso il quale Gesù dà un messaggio alla nostra società e a chi compie simili attacchi: nessuno può distruggere Cristo e il suo amore. Perché egli è morto, ha rinunciato alla sua vita per noi e poi è risorto. Nessuno può fargli nulla”.

Fonte: Avvenire


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