SPAGNA: prima Settimana Santa senza crocifissi

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Settimana Santa senza crocifissi per gli studenti della scuola Macias Picavea di Valladolid. Per la prima volta nella storia della Spagna. E per legge. La direzione dell’Istituto – cui il Consiglio dell’Educazione ha rimandato ogni decisione in merito – ha, infatti, recepito la sentenza emessa lo scorso 14 novembre dal giudice del locale Tribunale Amministrativo, sentenza che obbliga a «ritirare i simboli religiosi dalle aule e dagli spazi comuni dell’istituto pubblico».


Tutto a causa di un genitore, Fernando Pastor, che da tre anni insiste su questo punto, nonostante le sue pretese siano rimaste a lungo inascoltate. Ma la sua “causa” è stata fatta propria dall’Associazione “Scuola Laica” e dal Partito socialista, il Psoe regionale, il cui portavoce, Ana Ridondo, ha chiesto anzi a tutte le autorità educative di Castiglia e Leon di applicare in tutti gli istituti pubblici le disposizioni stabilite a Valladolid dal giudice Alejandro Valentin.

I crocifissi sono così spariti giusto a pochi giorni dall’inizio delle celebrazioni pasquali. La magistratura ha dichiarato l’immediata esecutività del provvedimento, “fretta” prevista dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 112/1996 in caso di «procedimenti relativi ai diritti fondamentali», nonostante la richiesta di rinvio in merito giunta dal governo castigliano, che ha detto espressamente di non «condividere» l’iniziativa, ritenendo che i crocifissi non «violino in alcun modo i diritti fondamentali e le libertà collettive, consacrate dalla Costituzione». Il portavoce della giunta regionale, José Antonio da Santiago-Juarez, ha anzi ricordato la presenza del crocifisso anche in occasione del giuramento delle massime cariche di governo a Palazzo della Zarzuela.

La direttice della scuola, Victorina Ercilla, ha riunito però lo scorso venerdì il Consiglio d’Istituto, per comunicare l’intenzione di procedere subito alla rimozione dei simboli religiosi, senza nemmeno attendere i 15 giorni di tempo previsti come termine ultimo dal provvedimento. Decisione, la cui «rapidità» ha «sorpreso» la Chiesa locale, secondo fonti dell’Arcivescovado di Valladolid, che confida comunque che si tenga debito conto della posizione espressa dal governo castigliano, evidenziando anche come «nessuna normativa» proibisca la presenza dei crocifissi nelle aule e come vada garantito il diritto delle famiglie alla libertà educativa.


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