SPAGNA: mezzo milione di partecipanti alla Marcia per la Vita il 29 marzo 2008

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La Marcia per la Vita, svoltasi lo scorso 29 marzo, ha riunito mezzo milione di cittadini: lungo il percorso, sino al centro di Madrid, si son viste sfilare intere famiglie con figli, neonati in braccio, passeggini, genitori, giovani, anziani. Spiccavano striscioni, foto, bandiere spagnole e venivano scanditi slogan come «Non esiste il diritto di uccidere, esiste solo il diritto di vivere» oppure «Grazie mamma di avermi lasciato vivere», cantato e danzato da gruppi di adolescenti. Il numero di adesioni registrato è stato tale da superare anche le più rosee aspettative degli organizzatori.

Si ipotizzavano centomila presenze al massimo. Sono state cinque volte di più. Inoltre, all’iniziativa han fatto da corollario altre 87 manifestazioni di supporto, promosse in tutta la Spagna in difesa del diritto alla vita.

Ad esempio, ad Almeria, Castellon, Elche, Gijon, Granada, Jaén, Leon, Merida, Murcia, Pamplona, Santa Cruz de Tenerife, Santander, Torrent, Valladolid e Vigo. L’imponente bagno di folla ha subito dato i suoi frutti: il ministro per le Pari Opportunità, Bibiana Aido, ha per la prima volta cambiato idea ed ha deciso di ricevere una delegazione della “Dichiarazione di Madrid” (sottoscritta da oltre 2 mila scienziati, tra cui tutta l’élite bioetica spagnola), delegazione guidata dal prof. Nicolas Jouve, ed il Comitato di Esperti dell’organizzazione “Diritto alla Vita” (Dav), guidato dalla dottoressa Gador Joya, sua portavoce nazionale. Lo stesso Jouve ha dichiarato che «la manifestazione del 29 maggio si è rivelata più utile che mai per convincere il Governo circa la necessità di riconsiderare il suo progetto di legge sulla liberalizzazione dell’aborto, profondamente equivoco, sotto tutti i punti di vista». Oltre a «scontrarsi con ciò che la scienza dice circa l’origine della vita», si rivela anche «incostituzionale», anzi «un’aberrazione etica senza precedenti».


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È necessario «correggere il tiro» al più presto. I promotori dell’iniziativa hanno, infatti, evidenziato come gli animali in via di estinzione – come la lince – siano meglio e più protetti degli embrioni umani. Già la legge attuale, in vigore dal 1985, presenterebbe margini di discrezionalità e d’interpretazione soggettiva, che avrebbero dato luogo in passato ad aborti illegali, praticati anche fino a sei mesi in talune cliniche private di Barcellona.

La riforma proposta dal Governo Zapatero consentirebbe, tra l’altro, a ragazze tra i 16 ed i 18 anni di abortire anche senza il consenso dei genitori, sebbene su tale punto – già oggetto di vivaci controversie- l’esecutivo si sia detto pronta ad un confronto. Dal canto suo, Juan José Rodriguez Sendin – che il prossimo 18 aprile diverrà il nuovo presidente dell’Organizzazione Collegiale dei Medici (OMC) –, ha segnalato come, a suo parere, sia dovere del ministro Aido ascoltare anche i medici nell’ambito delle consultazioni in atto per studiare la riforma della legge sull’aborto. Ciò cui, invece, non ha ancora provveduto: «Credo che sia ben poco proficuo da parte del ministro non avvalersi del parere medico – ha dichiarato il dottor Sendin – di fronte ad un’iniziativa sgradita a molti. Consiglio al ministro Aido di convocarci, liberandosi dal chiasso della politica».


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