Spagna: jihad, il governo innalza il livello di allerta antiterrorismo

DiazIslam in Europa, ormai è molto più che un problema: il quadro internazionale – coi massacri in atto in Iraq, Siria, Nigeria e la prima, timida risposta dell’Occidente – ha accresciuto l’allarme. E’ già accaduto negli Stati Uniti, in Francia, nel Regno Unito, in Marocco ed in Belgio, dove sono state introdotte misure addizionali – prima assolutamente inutili – contro la possibilità di azioni terroristiche.

Ed ora tocca alla Spagna: il Ministero degli Interni ha comunicato il 9 settembre d’aver innalzato il grado di allerta correlato alla minaccia jihadista da bassa ad alta intensità nella fascia di «rischio elevato». Ad annunciarlo, è stato il Segretario di Stato iberico per la Sicurezza, Francisco Martínez, dopo aver firmato la relativa dichiarazione.

Nel Paese non sono ancora contemplate le «misure eccezionali», ma poco ci manca: in ogni caso è già stata incrementata la vigilanza, soprattutto negli aeroporti, nel settore trasporti, presso i grandi agglomerati e presso le infrastrutture ritenute critiche e vulnerabili. E’ convinzione dei servizi di sicurezza che sussista un pericolo, magari non «specificamente» rivolto alla Spagna, ma senz’altro «diretto contro gli interessi occidentali». L’eventualità di un attentato è ritenuta «probabile» ed è intenzione dello Stato iberico non farsi trovare impreparato ad affrontare una situazione di emergenza.

Una sorta di “prova generale” è, del resto, già stata compiuta in occasione della proclamazione di re Filippo VI, per la quale furono attivate le unità speciali di pronto intervento e le riserve disponibili (nella foto, il ministro degli Interni, Jorge Fernández Díaz).

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