Sit-in blasfemo: nei guai la portavoce della giunta madrilena

SpagnaTutti i media, anche italiani, han dato notizia della vittoria delle Sinistre a Madrid, “strappata” senza fatica dopo 24 anni ad un Partito Popolare ormai privo di identità. Nuovo Sindaco è Manuela Carmena, 71 anni, ex-magistrato, posta alla testa degli «indignados» di Podemos. E’ considerata una paladina anti-corruzione. Quello che però nessuno ha detto è che, a pochi giorni dall’insediamento, proprio la sua giunta si ritrova nell’occhio del ciclone: la sua portavoce, Rita Maestre (nella foto, a sinistra, accanto a Manuela Carmena), è imputata di «crimini contro la libertà religiosa». E rischia una condanna ad anno di carcere.

I fatti contestati risalgono al 10 marzo 2011. Quel giorno una settantina di manifestanti invasero ed occuparono la cappella della facoltà di Psicologia dell’Università Complutense di Madrid, sita nel campus di Somosaguas. Secondo quanto dichiarato dai testimoni, gli autori della profanazione hanno urlato slogan come «Bruciamo la Conferenza Episcopale» oppure «Meno rosari e più palline cinesi [manufatto da sexy shop-NdR]». Tra costoro è stata riconosciuta chiaramente anche Rita Maestre, che fu per questo fermata dalle forze dell’ordine, identificata e trattenuta per diverse ore in carcere.

Accuse pesantissime

La condotta dei manifestanti è divenuta ben presto oggetto di denuncia da parte del Centro Giuridico Tommaso Moro e di esponenti del partito di Destra Alternativa Spagnola. Avviata l’inchiesta, il pubblico ministero ha senz’altro ravvisato elementi di reato. Così, il 10 giugno 2013, la magistratura ha ordinato la prosecuzione del procedimento, in quanto «risulta debitamente giustificata la perpetrazione del delitto contro la libertà di coscienza, i sentimenti religiosi ed il rispetto dei defunti». Accuse pesantissime. Tanto da spingere un suo collega di lista, Antonio Miguel Carmona, oggi portavoce del Partito socialista nel neo-eletto consiglio comunale madrileno, a chiedere che non figurino imputati tra i detentori di incarichi pubblici ed a volere pertanto la testa di Rita Maestre, pochissime ore dopo la sua nomina a portavoce del governo municipale, a coordinatrice di giunta ed a responsabile delle relazioni col consiglio, almeno finché non sia risolta la sua questione giudiziaria.

Giustificazioni imbarazzate

Imbarazzata la replica dell’interessata: «Si trattò di una marcia pacifica – ha dichiarato Maestre – non fu organizzata da me. Mi sono semplicemente unita ai manifestanti. Rappresentò una pacifica rivendicazione a favore del laicismo, affinché si cessasse di utilizzare gli edifici pubblici per fini religiosi e non accademici». Per questo, non essendo l’imputazione una novità ma storia di quattro anni fa, ritiene di poter stare al proprio posto, «nulla togliendo», ciò, a suo dire, al proprio ruolo ed alle proprie responsabilità municipali ed, anzi, accusando gli altri di strumentalizzazione. Si ritiene senza colpe, Rita Maestre. Al punto da chieder l’assoluzione con formula piena, non ritenendo che la condotta sua e dei suoi sodali costituisca reato, poiché «compiuta senza alcun odio religioso. Provengo anzi da una famiglia di credenti», ha dichiarato, dicendosi rammaricata che qualcuno possa essersi sentito offeso dalle sue intemperanze, ma ribadendo «non esser sua intenzione dar fastidio ad alcuno». Non solo. Rincara la dose, dicendo di non ritenere che l’accusa mossa nei suoi confronti possa confliggere in qualche modo col codice etico del partito. E spera che la Giustizia risolva una volta per tutte questa faccenda.

Un fatto politico

Aggiunge poi un particolare ovvero di aver informato di tutto il suo partito, Podemos, ed anche l’accozzaglia brancaleone con cui la Sinistra si è presentata alle urne per vincere a Madrid cioè Ahora Madrid, sigla in cui sono confluiti per l’occasione, oltre a Podemos, anche Ganemos Madrid, il Partito comunista e frammenti di Izquierda Unida. Il che rende la sua vicenda personale un fatto politico. Avendola nominata portavoce, pur sapendo i suoi precedenti per filo e per segno, Ahora Madrid ha fatto proprie le responsabilità di Rita Maestre ed un’eventuale condanna – sul piano giudiziario tanto quanto sul piano istituzionale – ricadrebbe di conseguenza sull’intera compagine governativa.

“Sappia assumersi le proprie responsabilità”

Il segretario del Psoe, César Luena, ha liquidato la cosa, dicendo che sarà il suo gruppo consiliare madrileno a decidere se assumere o meno misure concrete in merito, ma ha ammesso in un’intervista che questa vicenda «non dà certo una buona immagine» del governo locale ed auspica, in caso di condanna, che l’imputata sappia «assumersi le proprie responsabilità».

Ora, manca soltanto che la Corte Penale n. 6 di Madrid fissi la data del processo. Il pubblico ministero e l’accusa son sempre più decisi a chiedere per Maestre la condanna ad un anno di carcere. Di certo rappresenta già un pessimo inizio ed un brutto scivolone per la giunta Carmena, il Sindaco “anti-corruzione”, aver piazzato nei posti di comando chi sia accusato di crimini contro i diritti fondamentali dell’uomo.

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