Siria. Rapito gruppo di suore da miliziani jihadisti

Siria. Convento Santa TeclaSuccede a 60km da Damasco. Fonti locali riportano dell’irruzione di miliziani all’interno del villaggio cristiano di Maalula e nel convento ortosso di Santa Tecla. Prese in ostaggio 12 suore e la madre superiora. La notizia non è ancora stata confermata dalle fonti ufficiali, tuttavia Mario Zenari, Nunzio apostolico a Damasco, ha dichiarato ad Asia News: “Non abbiamo altre notizie oltre a quella di ieri sera. Confermo che le religiose sono state obbligate a lasciare il monastero e a seguire questa gente armata”.
Da alcuni giorni Maalula è al centro di violenti scontri fra l’esercito e ribelli del
Free Syrian Army (Fsa), nelle cui fila combattono molti membri della milizia estremista Jabat-al-Nousra, legata ad al-Qaeda. Ma la zona è assediata dagli inizi di settembre. I jihadisti si erano in un primo tempo impadroniti del villaggio e ne avevano danneggiato le chiese, poi erano stati respinti dalle forze lealiste e da milizie cristiane armate. I loro cecchini, però, non hanno mai smesso di colpire il centro. Infine l’attacco di questo giorni.
Ricordiamo che il convento di Santa Tecla è, insieme a quello di San Sergio, risalente al IV secolo e sono entrambi patrimonio dell’Unesco.

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3 dicembre 2013
Nunzio a Damasco: Ancora incerte le sorti delle suore ortodosse rapite dai ribelli islamisti
Ad AsiaNews, mons. Zenari sottolinea: “Non ci sono notizie delle religiose di santa Tecla a Maaloula, nella zona proseguono gli scontri tra esercito e ribelli”. Navi Pillay, Alto commissario Onu per i diritti umani: “Anche Assad colpevole di crimini di guerra”.

Damasco (AsiaNews) – Sono ancora incerte le sorti delle 12 suore ortodosse del monastero di Santa Tecla a Maaloula, sequestrate ieri pomeriggio da un gruppo di ribelli islamisti. È quanto afferma ad AsiaNews mons. Mario Zenari, Nunzio apostolico a Damasco: “Non abbiamo altre notizie – spiega il rappresentante vaticano in Siria – oltre a quella di ieri sera. Confermo che le religiose sono state obbligate a lasciare il monastero e a seguire questa gente armata”. Le 12 suore del monastero di santa Tecla sono state rapite nel pomeriggio di ieri. Secondo le ultime notizie, le religiose erano in marcia con un contingente di ribelli islamisti diretto a Yabrud, a circa 80 km a nord della capitale.

Da due giorni Maaloula è teatro di violenti scontri fra esercito e ribelli del Free Syrian Army (Fsa), nelle cui fila combattono molti membri della milizia estremista Jabat-al-Nousra, legata ad al-Qaeda. Mons. Zenari sottolinea che “l’intera zona è ai ferri corti”. Gli attacchi avvengono soprattutto nella parte alta della città – la più antica – dove si trova il monastero di santa Tecla e quello greco-cattolico dei santi Sergio e Bacco. Il 5 settembre scorso il villaggio aveva subito l’invasione dei ribelli, che avevano sconfitto le truppe del regime.

Intanto Navi Pillay, Alto commissario Onu per i diritti umani, ha dichiarato ieri che i crimini di guerra compiuti in Siria sono stati autorizzati anche da Bashar al-Assad, presidente siriano. Citando un’inchiesta condotta dalle Nazioni Unite, la Pillai ha affermato che “ci sono ampie prove di crimini molto gravi. Crimini di guerra, crimini contro l’umanità. […] La brutalità degli abusi perpetrata da elementi di entrambe le parti sfida ogni immaginazione. La responsabilità è dei più alti livelli del governo, incluso il capo di Stato”.

Fonte: Asia News
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2 dicembre 2013
Siria, a Maalula jihadisti rapiscono un gruppo di suore
Irruzione dei miliziani nel villaggio vicino a Damasco: tra gli ostaggi anche la madre superiora Sayyaf

Miliziani jihadisti anti regime sono entrati nel convento di Santa Tecla, nel villaggio cristiano di Maalula, a 60 km a nord di Damasco. Lo sostiene l’agenzia di Stato Sana, secondo cui «fonti locali hanno detto che i terroristi hanno fatto irruzione nel convento e hanno preso in ostaggio la madre superiora, Pelagia Sayyaf, e altre suore».

Secondo le fonti, i sequestratori hanno compiuto atti di vandalismo nelle vicinanze del convento e in vari quartieri di Maalula, dove ci sono franchi tiratori. L’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) ha confermato che i ribelli hanno ripreso il controllo di Maalula, ma non ha parlato della presa in ostaggio delle religiose nel convento ortodosso. I jihadisti si erano impadroniti una prima volta del villaggio in settembre e ne avevano danneggiato le chiese. Successivamente erano stati respinti dalle forze lealiste e da milizie cristiane armate, ma erano rimasti sulle alture circostanti e i loro cecchini avevano continuato a colpire il centro.

A millecinquecento metri di altezza, arroccato su un fianco di una montagna, Maalula si trova nel cuore della Siria cristiana. Qui sorgono gli antichissimi monasteri di Mar Sarkis (San Sergio) e Mar Taqla (Santa Tecla). I due conventi, patrimonio dell’Unesco, costruiti nel IV secolo quando la regione faceva ancora parte dell’Impero romano, a settembre avevano aderito al digiuno mondiale per la pace lanciato dal Papa. I santuari sono dedicati a un soldato romano ucciso perché si era convertito, e a una discepola di San Paolo salvata, secondo la leggenda, dalla montagna stessa di Maalula, che si aprì per offrirle un nascondiglio.

Redazione

Fonte: Vatican Insider

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