Sinodo sull’Amazzonia: il Battesimo non interessa

(Cristina Siccardi) Nella parrocchia di San Giuda Taddeo Apostolo a Roma è stato installato un mosaico per il battistero, mosaico degno di essere presente in una Casa di Dio. La bellissima opera è di Barbara Ferabecoli e il mosaicista è Antonio De Prosperis.

Il parroco, mons. Marco Ceccarelli, ha commissionato l’opera, mentre la consulenza teologica è di mons. Giacomo Giampetruzzi. Il mosaico è stato realizzato con tecnica al dritto, per conferire una maggiore vibrazione alla composizione, realizzata con marmi e paste vitree per creare l’effetto lucido/opaco, molto evidente all’osservatore dal vivo, e con l’uso di ori di vari colori, usati senza risparmio un po’ su tutta la superficie.

L’ispirazione iconica deriva dal Vangelo di san Giovanni. È presente l’acqua, vivace di piccole onde, fluente da sorgente infinita, vivificante. Dall’acqua si originano due rigogliosi tralci d’uva che racchiudono la simbologia trinitaria: la mano di Dio in alto, cromaticamente rispondente all’acqua sottostante, la Santa Croce gloriosa, in bianco e oro, lo Spirito Santo.

I tralci d’uva esprimono Gesù Cristo, la Chiesa trionfante, la terra promessa (Nm 13, 25). Sono tralci carici di frutti, senza rami secchi. Insieme alla simbologia battesimale viene rappresentate, quindi, anche quella eucaristica. Inoltre, attraverso le quattro giare, poste a destra e a sinistra della Santa Croce, viene ricordato il primo miracolo compiuto da Gesù a Cana, dove Giuda Taddeo, secondo il racconto del vescovo Eusebio di Cesarea (263-339), viene identificato come lo sposo.

Tutto, sia nella composizione che nella simbologia, viene ricapitolato in Cristo, l’A e l’Ω.

Dal cuore della Croce scaturisce la ragione e la fede: si apre, infatti, una raggera di luce dai colori dell’arcobaleno, simbolo dell’Alleanza di Dio con gli uomini, nonché splendore della Sua Gloria. La raggera si apre a sua volta, mediante i doni dello Spirito Santo, per emettere 12 fiammelle, che rimandano alla Pentecoste, quando Cristo donò agli Apostoli e alla Vergine Santissima l’effusione dello Spirito Santo. E nacque la Chiesa.

Lo spazio su cui tutto si svolge è metafisico. Il campo rosso mattone del mosaico rimanda al cromatismo del marmo del fonte battesimale. Sulla cornice del mosaico sta scritto, in alto: «SE UNO MI AMA, OSSERVERÀ LA MIA PAROLA E IL PADRE MIO LO AMERÀ», mentre in basso: «NOI VERREMO A LUI E PRENDEREMO DIMORA PRESSO DI LUI» (Gv 14,23).

Il primo atto della conversione alla Fede è proprio il Battesimo. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica si legge all’Art. 1 dedicato al Sacramento del Battesimo: «Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d’ingresso alla vita nello Spiritovitae spiritualisianua»), e la porta che apre l’accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione: Baptismus est sacramentum regenerationis per aquam in verbo – Il Battesimo può definirsi il sacramento della rigenerazione cristiana mediante l’acqua e la parola» (§ 1213).

Se il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana perché, allora, secondo le direttive del Sinodo Amazzonico, si impone una conversione senza il Battesimo? Si tratta di una nuova religione: «conversione integrale, pastorale, culturale, ecologica e sinodale», come sta scritto nel documento finale, dove si invita a mettere al centro non l’evangelizzazione, ovvero la conversione delle anime a Cristo Gesù, bensì l’inculturazione, ordinando sacerdoti uomini sposati ed offrendo il diaconato permanente per le donne. Tutto viene capovolto. Come ha dichiarato Alexander Tschugguel – il fedele ed eroico giovane austriaco, che il 21 ottobre u.s. ha rimosso dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina e ha gettato nel Tevere le statuette della dea Pachamama, la divinità pagana rappresentante la “Madre Terra” amerindia – si è trattato di un Sinodo di carattere perlopiù politico ed i “missionari” spesso non battezzano neppure gli abitanti dell’Amazzonia perché: «non fa parte della loro cultura. Sono rimasto veramente sconcertato». Perciò, inculturazione = apostasia del clero.

Nel Catechismo di san Pio X sta scritto (Capo II, 295): «Il Battesimo conferisce la prima grazia santificante e le virtù soprannaturali, togliendo il peccato originale e gli attuali, se vi sono, con ogni debito di pena per essi dovuta; imprime il carattere di cristiano e rende capace di ricevere gli altri sacramenti». (Capo II, 296): «Il Battesimo trasforma l’uomo nello spirito e lo fa come rinascere rendendolo un uomo nuovo; perciò allora gli si dà un nome conveniente, quello di un Santo che gli sia esempio e protettore nella vita di cristiano». (Capo II, 297): «Chi riceve il Battesimo, diventando cristiano, si obbliga a professar la Fede e ad osservar la Legge di Gesù Cristo; e perciò rinunzia a quanto vi si oppone». (Capo II, 298): «Nel ricevere il Battesimo si rinunzia al demonio, alle sue opere e alle sue pompe». (Capo II, 299): «Per opere e pompe del demonio s’intendono i peccati, le vanità del mondo e le sue massime perverse, contrarie al Vangelo».

Non c’è Fede in Cristo senza battesimo. Ma al Sinodo sull’Amazzonia questo non si è detto. La Fede in Cristo non ammette altri idoli. Eppure il Papa in persona, il 4 ottobre scorso, alla vigilia del Sinodo, ha partecipato ad una cerimonia nei giardini del Vaticano, insieme a vescovi e cardinali, guidata in parte da sciamani, dove sono stati usati degli oggetti che nulla hanno a che vedere con il Cattolicesimo, in particolarela donna nuda e incinta, la Pachamama. Papa Francesco ha anche riverito due vescovi che portavano in processione la Pachamama sulle loro spalle nella Sala del Sinodo, per essere poi collocata in un luogo d’onore. E statue di figure femminili nude in legno sono state venerate nella Basilica Vaticana, di fronte alla Tomba di San Pietro!

A chi è stato battezzato è impossibile commettere tali gesti, neppure per “buona fede”. Nessun vitello d’oro può occupare il posto di Dio Trinità, perché «Non avrai altro Dio all’infuori di me» (Es 20, 3), «Non avere altri dèi di fronte a me» (Dt 5, 7).

Leggiamo ancora nel Catechismo della Chiesa Cattolica: «Questo sacramento è anche chiamato il “lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo” (Tt 3,5) poiché significa e realizza quella nascita dall’acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno “può entrare nel regno di Dio” (Gv 3,5)» (Art. 1, § 1215).

Interessa ancora ai pastori della Chiesa l’ingresso delle anime nel Regno di Dio Trinità? Al Sinodo per l’Amazzonia ciò non è emerso, in nessuna forma.

Il Battesimo è l’unico modo per ottenere la remissione del peccato originale, per questo la Chiesa lo raccomanda a partire dalla nascita del bambino. Con il rito battesimale sono rimessi anche tutti gli altri peccati in precedenza commessi dal fedele, cui è donata la forza di resistere alle passioni per evitare le cadute. Con il Battesimo si diventa figli del Padre, Uno e Trino; si viene incorporati a Cristo e si entra a far parte della comunità dei salvati, la Chiesa. Se il catecumeno che viene battezzato è adulto o adolescente, con il Battesimo viene perdonato da Dio per tutte le colpe e i peccati commessi precedentemente, senza bisogno del Sacramento della Confessione, con il presupposto, logicamente, che il fedele sia pentito profondamente.

Su una popolazione mondiale di 7.408 milioni, i cattolici battezzati sono 1.313 milioni pari al 17,7%, così distribuiti per continente: 48,5% in America, 21,8% in Europa, 17,8% in Africa, 11,1% in Asia e 0,8% in Oceania. Nel rapporto tra il 2017 e il 2016 l’Europa è il solo continente ad avere un trend quasi nullo (+0,1%): diminuiscono i battezzati e calano drasticamente – da prima del Concilio Vaticano II ai nostri giorni è impressionante il dislivello – le vocazioni sacerdotali e religiose .

Insomma, sempre meno battezzati, in particolare in Europa, e le motivazioni risiedono soprattutto nel calo della natalità (attacco ideologico alla famiglia da parte di politiche progressiste), maggiore diffusione di matrimoni misti con persone di diverso culto, secolarizzazione massiccia e dismissione della comprensione di che cosa significhi essere battezzati a causa di un’apostasia dilagante, che oggi reputa,in nome del “religiosamente corretto”, l’inculturazione (sincretismo) una condotta prioritaria rispetto alla missionarietà, comandata da Gesù Cristo agli Apostoli, del battezzare le genti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 

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