Sassari: storica statua della Madonna fatta in pezzi

sassari-madonna-in-pezziUn’altra statua della Madonna fatta in pezzi. Continuano, purtroppo, anche in Italia gli episodi di vandalismo nei confronti delle statue religiose. Questa volta, come riporta l’edizione locale del 22 settembre 2013 della “Nuova Sardegna“, in un articolo di Gianni Bazzoni, la triste notizia arriva da Sassari, dove la storica statua della Beata Vergine della Speranza è stata tirata giù dalla sua nicchia e ridotta in pezzi.

Cosi racconta l’episodio il quotidiano sardo: «E’ accaduto venerdì notte in viale Porto Torres, a pochi metri dal “Cafè Crem” e dal distributore di carburanti: per i vandali è stato fin troppo semplice afferrare quel simbolo indifeso e scaraventarlo a terra. Due o più persone sono scappate via dopo l’impresa, hanno lasciato a terra i pezzi della statua che era lì da quasi ottant’anni. Da quando, nel 1934, Pietrino Polo – un benefattore che aveva una parente suora impegnata nelle missioni – decise di fare realizzare la statua della Madonna e di collocarla in quella nicchia ricavata nel muro, in viale Porto Torres. Sotto una targa: “Parrocchia di San Donato, ricordo S. Missioni del 1934” ».

Dal lontano 1934  nessuno aveva mai osato oltraggiare la statua della Beata Vergine della Speranza che – con il passare del tempo – era diventata un simbolo per i residenti nel quartiere e per tanti sassaresi. Come scrive sempre “La Nuova Sardegna”, «una donna di 80 anni, ieri mattina, si è fermata in lacrime davanti alla nicchia vuota. “Era un simbolo – ha detto – noi che abitiamo qui siamo molto legati alla Madonna. Uno può anche non credere, ma deve essere rispettoso degli altri. E’ una ferita gravissima, sono mortificata. C’è qualcosa di strano, alimentata da un malessere a lungo sottovalutato”».

La polizia è intervenuta sul posto ed avviato le indagini per risalire ai responsabili di questo ignobile gesto. Nel frattempo, i pezzi della statua sono stati raccolti e sistemati in una scatola e tutto il quartiere si è subito mobilitato affinché la “sua Madonna” torni al più presto al suo posto. Ci è voluto poco tempo per trovare qualcuno che si prendesse cura del suo restauro: Maria Graziella Dettori, della Soprintendenza ai beni archeologici di Sassari, si è offerta, gratuitamente di riparare la statua con le proprie mani,.

L’oltraggio alla statua della Beata Vergine della Speranza di Sassari è il quarto episodio di vandalismo religioso in meno di un mese, dopo Bari, Bologna e Reggio-Emilia e dimostra in maniera evidente il preoccupante e crescente malessere anti-cristiano nella nostra società. (L.G.)

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