San Domenico e Treviso nel nuovo numero di Radici Cristiane

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È «la santità l’unica soluzione alla crisi del nostro tempo»: ad affermarlo, è il direttore della rivista Radici Cristiane, il Prof. Roberto de Mattei, nell’Editoriale del numero di gennaio/febbraio, in distribuzione nelle case degli abbonati: «Un secolo povero di santi fu il quindicesimo e un secolo generoso fu invece il sedicesimo – si legge – un secolo avaro è stato il Novecento, con poche luminose eccezioni; sarà il ventunesimo un secolo di generosa corrispondenza alla grazia?».

La sezione Attualità propone la commovente storia di «Emmanuel, il nostro piccolo angelo», raccontata dalla madre, S.G. Ad una coppia profondamente cattolica, Dio ha donato il quarto figlio. Ma all’undicesima settimana il distacco della placenta ha provocato un aborto spontaneo. Il bambino nasce vivo. Per i medici il piccolo era semplice materiale biologico, da destinare all’inceneritore. Per i suoi genitori, no: così hanno chiesto il corpicino, lo hanno fatto battezzare col nome di Emmanuel e poi celebrare il funerale.

La professoressa Christine Sourgins, in un’intervista, parla poi del suo maestro, uno dei più accesi critici dell’arte contemporanea, nonché ideatore della mostra Inferno presso le Scuderie del Quirinale, il prof. Jean Clair, conservatore generale del Patrimonio francese, convinto che «un Dio senza la presenza della bellezza sia più incomprensibile di un Bello senza la presenza di Dio».

Ampio spazio nel Dossier alla figura di san Domenico, fondatore dell’Ordine dei Predicatori, di cui l’anno scorso sono ricorsi gli 800 anni dalla morte. I Domenicani furono, infatti, determinanti ieri e sono determinanti oggi, per la Chiesa e per il mondo. Ieri, perché il XIII secolo fu segnato da una grave crisi, che consentì il dilagare delle eresie catara e valdese. Oggi perché anche ai nostri giorni in tutto il mondo vi sono “erbacce” di errore e di eresia. Per questo la vocazione dei Padri Domenicani resta la stessa: prendersi cura del giardino della Chiesa. L’azione di san Domenico di Guzmán, che raccolse monaci preparati e determinati nella predicazione, si è rivelata e si rivela essenziale in ogni epoca per la difesa della fede e di Santa Romana Chiesa. Anche oggi, dunque, il santo ci parla e ci guida e soprattutto prega e intercede per noi in cielo. Il suo Ordine non ha esaurito la sua funzione storica, anzi oggi più che mai è araldo dell’uomo nuovo nato dal battesimo e dalla grazia di Cristo.

Secondo la tradizione, san Domenico discende dalla casata dei Guzmán da parte di padre e da quella degli Aza da parte di madre. La famiglia vanta anche due beati ovvero la madre ed un fratello. San Domenico morì nel 1221: in otto secoli di storia molte opere d’arte sono state a lui dedicate. E proprio attraverso lo sguardo degli artisti possiamo comprendere al meglio la personalità sfaccettata e complessa di questo gigante della Cristianità.

La sua eredità spirituale è contenuta nelle ultime parole da lui pronunciate: «Abbiate carità, conservate l’umiltà, possedete la volontaria povertà». Ma è nell’ambito della teologia morale che la tradizione domenicana rivela tutta la sua efficacia, anche per i contemporanei, puntando tutto sulla centralità della virtù e sull’importanza ineluttabile della fedeltà alla verità. Un insegnamento da tener presente. Tutti i giorni.

In attesa che il card. Burke si ristabilisca completamente dopo i problemi di salute della scorsa estate, Radici Cristiane ha ripubblicato un articolo apparso sul numero di marzo 2012 con importanti indicazioni per comprendere il bene immenso della Santa Messa e del rispetto della bellezza e del decoro nella sua celebrazione.

La rubrica Tesori d’Italia si occupa di Treviso. La prima comunità cristiana nel trevigiano sorse nel IV secolo d.C., ma divenne sede episcopale solo un paio di secoli dopo. Da allora a Treviso fiorirono numerosi esempi di santità tra i quali il camaldolese san Parisio, campione di longevità: visse sino a 116 anni. Proprio a Treviso, presso il monastero delle Visitandine, si trova anche il cuore, incorrotto e fonte di miracoli, di san Francesco di Sales, conosciuto come il santo del sentimento e della dolcezza, benché sia stato anche incrollabile nella difesa della fede e nell’amore esclusivo a Dio ed alla sua giustizia.

In Arte e Letture viene proposto ai lettori il piccolo quadro su rame dal titolo Madonna del cucito, realizzato da Francesco Trevisani, quadro di cui sono note varie repliche, segno del suo successo: qui l’artista ha saputo coniugare profondità di significato ad una generale serenità e semplicità di contesto. Ampio spazio viene dato anche al convegno dal titolo Salute dei malati e salvezza delle anime, svoltosi a Roma lo scorso 23 ottobre, promosso da Voice of the Family e dall’associazione Famiglia Domani per approfondire le questioni morali, sociali, scientifiche e teologiche alla radice delle controversie sorte a seguito della pandemia da Covid-19. Tra gli intervenuti, il card. Willem Jacobus Eijk, arcivescovo di Utrecht, ma anche medico e bioeticista.

Nell’articolo Nuovo umanesimo e religione dell’uomo, si analizza lo gnosticismo, purtroppo penetrato nelle fila cattoliche in nome dell’umanesimo, espressione moderna di esaltazione antropocentrica dell’uomo, faber del proprio destino. In realtà, lo gnosticismo, radicandosi in tutte le sue forme nell’idea della divinità della natura umana, si oppone irrimediabilmente al cattolicesimo, alla Rivelazione biblica ed alla dottrina della Chiesa. In quanto tale, costituisce l’essenza satanica di tutto ciò che si oppone nel mondo, nella cultura, nell’educazione, nella politica, nella società a Cristo.

Chiudono il numero di Radici Cristiane le consuete rubriche ovvero le News, L’arte racconta, le Letture consigliate, I lettori ci scrivono e L’agenda di gennaio/febbraio. Per informazioni e abbonamenti, contattare la Redazione tramite il sito www.radicicristiane.it.

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