Saluto nazionalsocialista, basta fondi pubblici all’Hellfest

HellfestIn Italia non se ne è parlato, ma anche all’estero la notizia è circolata per lo più sui canali specializzati. Invece, è bene che si sappia…

Il nuovo presidente della regione francese dei Paesi della Loira, Bruno Retailleau, ha cancellato qualsiasi sovvenzione all’Hellfest. Ma la vera notizia non è questa: la vera notizia è che, fino ad oggi, questa manifestazione avesse percepito soldi pubblici, vale a dire di tutti i contribuenti: 20 mila euro per ogni edizione, non spiccioli… Anzi, a dire il vero, c’è una notizia nella notizia, ancor più clamorosa: il Consiglio regionale, in realtà, quasi scusandosi, ha precisato che i fondi avrebbe anche fatto a meno di azzerarli, se solo gli organizzatori dell’evento avessero accettato di far saltare la data di tale Phil Anselmo, definito un “artista” (benché con un’esistenza “estrema” e per niente raccomandabile alle spalle), e del suo gruppo, i Down. Ma gli organizzatori non hanno accettato, piuttosto han preferito rinunciare ai soldi. E così è stato.

Cosa può aver mai combinato di tanto grave, Phil Anselmo? E’ stato colto in fragrante saluto nazionalsocialista, una volta giunto a Clisson, sede del festival. Inoltre, pare abbia rilasciato – e ripetutamente – dichiarazioni razziste, suscitando l’indignazione della comunità Metal sui social network e convincendo anche gli organizzatori del FortaRock Festival olandese a cancellare la sua esibizione.

I motivi di una decisione, che si sarebbe dovuta prendere in realtà molto prima, sono ben altri: il fatto, ad esempio, che questa manifestazione heavy metal sia esattamente ciò che dice il nome ovvero una «festa», un’esaltazione «dell’inferno», un grande assembramento satanico, dove capita di dar spazio a gruppi, che dicono di aver incendiato chiese e che spronano il pubblico a fare altrettanto, altri che sprizzano odio religioso da tutti i pori… Nel silenzio più totale da parte dei tutori dell’ordine. Ad esempio, gli Btbam, esibitisi all’Hellfest nel 2008, nel 2010 e nel 2013, nel loro album Between the Buried and me, cantano allegramente versi da piromani incalliti: «Vi controllerò ad ogni istante – “cinguettano” sul palco – finché non sia bruciata l’ultima chiesa, finché i colpevoli non muoiano annegati nel sangue. Noi li seguiremo fino al loro ultimo respiro. Spargeremo il loro sangue, finché il cielo non abbia ad arrossarsi».

Il presidente Retailleau ha dichiarato di aver assunto la decisione di tagliare i fondi allo spettacolo perché «pubblico ufficiale» ovvero in quanto amministratore; ma tanto è bastato per scatenare la scomposta reazione delle Sinistre, i quali ancora una volta hanno agitato l’indignato spauracchio della vilipesa “libertà d’espressione”, che in realtà non c’entra alcunché, ma fa sempre presa e “paga” alle urne, specie sui media e nell’immaginario collettivo: «Sono assolutamente scandalizzato dall’atteggiamento della Sinistra – ha dichiarato Retailleau – perché agita una polemica patetica sullo sfondo di una vendetta elettorale». Ciò che davvero è scandaloso è, invece, che sia stato necessario il saluto nazionalsocialista per chiudere i rubinetti dei fondi di fronte a questo abominio. Cosa sarebbe accaduto, se nelle loro canzoni se la fossero presa con le sinagoghe o con le moschee? Quanti secondi sarebbero intercorsi, prima che scattasse l’allarme sociale? Ma qui se la prendono con le chiese cattoliche, per questo lo spettacolo può continuare. Senza soldi pubblici, ma può continuare. Nel silenzio generale. Ed è questo ad essere veramente vergognoso, anzi vomitevole. Che cioè una manifestazione di questo tipo continui ad essere autorizzata.

Unica voce di protesta, fuori dal coro, quella dell’istituto cattolico Civitas, levatasi già nel lontano 2009. Ma nessuno lo ha ascoltato. Almeno fino a questo momento. Ora pare che la reazione stia montando, anche a livello politico. Ci sarà la forza (ma soprattutto la volontà) per por fine a questo scempio? (fonte: Corrispondenza Romana)

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