Salute dei malati e salvezza delle anime. Chiesa e società in un periodo buio della nostra storia

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Convegno internazionale a Roma – 23 ottobre 2021

Su iniziativa di Voice of the Family si è svolto questa mattina a Roma un convegno internazionale sul tema Salute dei malati e salvezza delle anime. Chiesa e società in un periodo buio della nostra storia con la partecipazione di S. Emin. il card. Willem Eijk, arcivescovo di Utrecht, che ha svolto la relazione principale sul tema Questioni etiche sui vaccini Covid-19, del prof. Roberto de Mattei che ha parlato su La Chiesa e le epidemie. Uno sguardo storico, di padre Serafino Lanzetta che è intervenuto su La vita spirituale durante una pandemia e di John Smeaton che ha dedicato il suo intervento a L’autorità dell’insegnamento di Cristo e la battaglia per la vita. Tra i presenti numerosi sacerdoti e S. Emin. il card. Robert Sarah e il card. Francis Arinze, ambedue ex prefetti della Congregazione per il Culto Divino. Dagli interventi dei relatori è emerso un messaggio omogeneo e comune: la Chiesa cattolica oggi come sempre ha un primario scopo soprannaturale, il bene delle anime, ma non trascura la salute dei corpi, favorendo tutte i mezzi scientifici e sanitari che a questo fine possono contribuire. 

Sua Eminenza il Cardinale Willem Eijk

Sua Eminenza il Cardinale Willem Eijk, ha tenuto il discorso di apertura, approfondendo le questioni morali, sociali e scientifiche alla radice delle attuali controversie che circondano la pandemia. L’analisi di Sua Eminenza sulle questioni etiche relative ai vaccini contro il Covid-19 è stata di particolare importanza a causa della sua posizione di pastore, medico e bioeticista. Sua Eminenza ha spiegato che la controversia prevalente sulla liceità dei vaccini Covid-19 prodotti o testati con linee cellulari fetali risiede nella mancanza di una formazione morale coerente dei fedeli cattolici. “E’ vero – ha detto il card. Eijk – che i fedeli cattolici riconoscono l’insegnamento della Chiesa sulle norme assolute, in questo caso la norma relativa al divieto assoluto dell’aborto procurato, ma spesso non conoscono la casistica della teologia morale classica”.

 Il Cardinale ha proseguito spiegando come dagli anni ‘50 e dai primi anni ‘60 la teologia morale classica è stata spesso sostituita da nuove teorie teologico-morali, le quali suggerivano che un atto morale concreto non può essere oggetto di peccato mortale o che non esiste alcun male intrinseco. Queste teorie, ha spiegato Sua Eminenza, servivano inizialmente a giustificare l’uso della contraccezione. Tuttavia, la diffusione e la promozione di queste idee ha portato anche all’eclissi dei principi di casistica che la teologia morale classica usava per applicare gli assoluti morali nei casi difficili. Di conseguenza, questi principi, ampiamente sviluppati da sant’Alfonso Maria de’ Liguori nel XVIII secolo, sono sembrati superflui; spesso hanno cessato di essere insegnati e sono caduti nell’oblio. Pertanto, i cattolici di oggi, che accettano l’insegnamento della Chiesa sul male intrinseco, spesso non sono consapevoli dei principi e delle distinzioni che dovrebbero essere applicati per aiutarci ad orientarci nella situazione attuale. Nella sua presentazione, il cardinale Eijk ha dimostrato in dettaglio come dovrebbero essere applicati i principi della teologia morale classica per rispondere all’attuale pandemia e, in particolare, per valutare la liceità di ricevere i vaccini Covid-19 sviluppati o testati su linee cellulari fetali. 

Sua Eminenza ha affermato che il ricorso alla vaccinazione Covid-19 disponibili è un mezzo proporzionato per proteggere la propria vita e salute personale “I vaccini anti-Covid disponibili nel mondo occidentale – ha affermato il cardinale Eijck a conclusione del suo intervento – sono efficaci nel controllare una pandemia, che mina la vita sociale del mondo intero, nel proteggere la propria vita e quella degli altri e hanno effetti collaterali proporzionati (comunque effetti collaterali gravi rari o rarissimi). Si può giustificare la vaccinazione contro il Covid-19, anche con vaccini che sono stati realizzati utilizzando linee cellulari derivate da un feto umano decenni fa, se non sono disponibili altri vaccini, giacché questo implica una cooperazione materiale, indiretta e remota all’aborto, soprattutto per il destinatario del vaccino. La cooperazione al male è talvolta inevitabile o addirittura obbligata, per quanto contraddittorio possa sembrare. Questa è la conseguenza del vivere in un mondo sfigurato dal peccato originale. Poiché le persone, vaccinandosi, proteggono anche i loro simili e quindi mostrano rispetto per il loro diritto alla vita, si potrebbe forse anche concludere che vaccinarsi è un atto richiesto dalla giustizia. Inoltre, è un mezzo proporzionato e quindi obbligatorio per proteggere la propria vita e salute personale. Da questo punto di vista si potrebbe anche sostenere che farsi vaccinare contro il Covid-19 sia un obbligo morale. Ciò, tuttavia, non significa che sia anche un obbligo giuridico. La somministrazione obbligatoria dei vaccini non è eticamente giustificata. La decisione di essere vaccinati deve essere presa volontariamente dal destinatario del vaccino”.

Prof. Roberto de Mattei

Nella sua relazione di carattere storico il prof. Roberto de Mattei ha spiegato che i mali fisici che affliggono il corpo umano possono essere individuali, ma anche collettivi, come le pandemie, piaga sociale che la Chiesa ha sempre considerato una conseguenza del peccato, allo stesso modo delle guerre, delle carestie e dei grandi disastri naturali. La reazione a questi mali, che accompagnano la storia dell’umanità, deve avvenire sul piano naturale, ma soprattutto sul piano soprannaturale, seguendo l’insegnamento della Chiesa e l’esempio dei santi. Nel suo intervento il prof. de Mattei ha proposto alcuni “flash” storici, riferendosi, non solo alle autorità ecclesiastiche ma a tutto il popolo cristiano che fa parte della Chiesa.

La Chiesa – ha ricordato il prof. de Mattei – ha sempre incoraggiato lo sforzo dell’uomo a dominare le forze della natura e a utilizzarle a proprio beneficio. Perciò Essa ha accolto tutti i progressi della scienza medica, a cominciare dalla vaccinazione. Nelle mani del medico, afferma Pio XII “le proprietà dei veleni più virulenti servono a preparare rimedi efficacie” e “vasti laboratori, dotati di attrezzature moderne, producono in abbondanza vaccini e sieri che forniscono all’organismo i mezzi per lottare efficacemente contro l’infezione”. 

Il progresso scientifico però non è sufficiente, perché l’uomo è un composto di anima e di corpo e nel rapporto di mutua dipendenza che le unisce, il primato spetta all’anima spirituale, che determina e governa l’unità psicosomatica dell’essere umano. “Per secoli – ha osservato il prof. de Mattei – i cristiani hanno pregato il Signore per essere liberati dai mali del corpo. Il santuario di Lourdes, con i suoi miracoli, attesta quanto il Cielo gradisca queste preghiere. Ma chi ammette che Dio possa liberare l’umanità dai mali individuali e collettivi che la affliggono, come può negare che il Signore possa servirsi di questi stessi mali per colpire e purificare l’umanità impenitente? Per questo la Chiesa ha sempre considerato le epidemie come castighi divini, al pari delle guerre, delle carestie e di altre calamità”.

In questa luce, la risposta spirituale della Chiesa alla pandemia di Covid-19 appare inadeguata, per quella mancanza di spirito soprannaturale che aiuta il cristiano a vincere la paura. Questo spirito soprannaturale va cercato innanzitutto nell’esempio di tanti santi che durante le pandemie dimostrarono il loro profondo amore al prossimo e a Dio, offrendo la loro vita, da san Luigi Gonzaga a san Damianode Veuster, l’apostolo dei lebbrosi nell’isola di Molokai.

Il prof. de Mattei ha voluto trarre l’ultimo flash della sua conversazione dal morbo della lebbra, ricordando lo spirito militante di Baldovino IV di Gerusalemme che malgrado fosse affetto da questa terribile malattia, non abbandonò il campo di battaglia. “Per combattere una guerra che non è in questo momento militare, ma culturale e morale, le nostre anime piagate hanno bisogno di un soccorso soprannaturale. Questo soccorso divino giungerà solo quando affronteremo i mali esterni e interni che ci affliggono con lo spirito militante che fu di Baldovino, il re Lebbroso. E’ anche con questo spirito che la Chiesa ha affrontato le epidemie nella sua storia”.

Padre Serafino Lanzetta

Padre Serafino Lanzetta ha diviso il suo intervento in due momenti: una riflessione sull’importanza di nutrire la vita spirituale in una situazione di calamità e una lettura della presente situazione epidemico-pandemica causata dal Covid-19, evidenziando le cause di una sì carente risposta teologico-spirituale al fenomeno.

La vita spirituale del cristiano – ha spiegato padre Lanzetta – è la vita nello Spirito, che consiste nel far sì che per mezzo della grazia santificante, lo Spirito Santo ci radichi in Cristo e ci trasformi in Lui. Questa vita divina in noi è ancor più necessaria in un tempo di pandemia o in generale di calamità, quando le certezze tecnico-scientifiche si affievoliscono e l’unica vera luce risulta quella della fede che vede oltre. È necessario però nutrire questa vita nello Spirito con la fede, la speranza e la preghiera, così che tutte e tre queste virtù alimentino la carità. Tra le preghiere più preziose che alimentano le virtù teologali della fede e della speranza, in tempo di angustia e di dura prova come quella di una pestilenza o di una pandemia, va annoverata quella liturgica e in particolare la Messa votiva di liberazione dalla morta in tempo di pestilenza, presente nel Messale del 1962 ma scomparsa nel Nuovo Messale di Paolo VI. Questa Messa di liberazione è arricchita da una solida teologia del Dio Provvidente che castiga per salvare. 

Purtroppo – ha affermato padre Lanzetta – allo smarrimento sociale e alle nuove paure insorte a causa del Coronavirus non è seguita una risposta davvero cristiana, né tantomeno i Pastori hanno saputo indirizzare i fedeli con sapienza soprannaturale. La speranza si è mondanizzata, o osannando il vaccino quale unico rimedio necessario o ritenendolo la più grande congiura per l’assopimento delle coscienze. “Tutto ciò produrrà da un lato posizioni anche complottiste che vedono nell’alleanza tra vaccino e pontificato di Francesco un modo per far scomparire il genere umano avendo già decretato in qualche modo la scomparsa della Chiesa; dall’altro un no secco a tutto quanto viene prodotto dal Vaticano sotto il pontificato di Francesco, perfino a quel poco in termini di principio morale reiterato, quale ad esempio la Nota sulla moralità dell’uso di alcuni vaccini anti-Covid-19. Il problema risulta solo di ordine sanitario: morale in quanto funzionale al sanitario e non viceversa (come dovrebbe essere), mentre Dio che guida la storia e gli eventi sembra assente, lasciandosi sfuggire un’occasione propizia per evangelizzare il mondo. “La regola cristiana della vera fede – secondo padre Lanzetta potrebbe essere compendiata nel noto motto certosino: Stat Crux dum volvitur mundi: nelle convulsioni del mondo la Croce rimane. La Croce di Cristo è l’incrocio della Provvidenza di Dio, del suo Amore che mai finisce, con la sofferenza dell’uomo, le sue prove, la sua colpa. Nella Croce di Cristo c’è il perché, c’è la risposta ai problemi del nostro tempo”.  

John Smeaton

John Smeaton, uno dei principali attivisti britannici pro-life da 50 anni, co-fondatore di Voice of the Family, ha quindi parlato dell’autorità dell’insegnamento di Cristo e della lotta per la vita. Mentre la Chiesa a Roma è preoccupata per una consultazione di due anni sulla sinodalità e altre questioni, ha detto, abbiamo un ordine mondiale che è caratterizzato dall’omicidio sistematizzato di bambini e di altri esseri umani vulnerabili sostenuto e finanziato praticamente da ogni governo nazionale sulla terra. Il movimento pro-life, che ha svolto un ottimo lavoro e salvato molte vite, chiaramente non può vincere da solo la più grande guerra contro l’umanità della storia. La mancanza di formazione da parte della Chiesa ha portato alla confusione del popolo di Dio su concetti morali fondamentali come “male intrinseco” e Covid-19 e i programmi di vaccinazione del governo hanno approfondito questa confusione e creato divisione tra i fedeli laici che rischiano perdere il senso delle priorità. L’aborto e la corruzione dei bambini attraverso l’educazione sessuale a scuola sono i più grandi mali sociali e morali del giorno tranne nessuno che distrugge cinquanta milioni di vite all’anno e corrompe un’intera generazione di bambini. Il messaggio evangelico completo sulla verità e sul significato della sessualità umana e sulla santità della vita umana, insegnamento che fa parte anche della legge naturale scritta su tutti i cuori umani, non è espresso in modo più completo che nell’insegnamento della Chiesa. I pastori cattolici devono insegnare ai fedeli con il coraggio del cardinale von Galen, il grande vescovo tedesco che denunciò il disprezzo del regime nazista per la vita umana e i valori della famiglia, e devono essere preparati a essere insultati dal mondo per questo.  

Il convegno ha riscosso grande successo anche perché è stata una delle prime iniziative internazionali in presenza tenutasi a Roma per approfondire una tematica attuale e di impatto a livello mondiale.

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