RUSSIA: un politico sospettato come mandante del delitto Politkovskaja

Al processo per l’omicidio della giornalista Anna Politkovskaja l’accusa ha indicato in un politico all’interno della Russia il mandante del delitto, compiuto come rappresaglia per le critiche contenute nei suoi articoli. La Politkovskaja venne assassinata il 7 ottobre 2006, nell’ascensore del suo palazzo nel centro di Mosca, mentre stava rincasando.

La sua morte ha prodotto una notevole mobilitazione in Russia e nel mondo, mettendo in una posizione scomoda il Cremlino: i suoi libri e i suoi servizi sulle violazioni dei diritti umani in Russia e in Cecenia l’avevano posta sotto i riflettori come nemico numero uno di Vladimir Putin. L’avvocato della difesa Murad Musayev ha anche detto che il giudice ha ordinato un’udienza aperta al pubblico, la seconda inversione di marcia e l’apertura per diversi giornalisti in aula, dopo che le porte si erano “chiuse” per offrire garanzie di «sicurezza per i partecipanti al processo e alle loro famiglie». Secondo quanto riportato dall’agenzia Ria Novosti lo scorso 19 novembre, i giurati si rifiutavano di uscire in aula in presenza della stampa.

La Procura sostiene che l’uomo accusato di aver premuto il grilletto contro la giornalista sia Rustam Makhmudov, fuggito in Europa occidentale. Gli altri imputati sono Sergei Khadzhikurbanov – un ex agente di polizia – e i fratelli Dzhabrail e Ibragim Makhmudov.

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