RUSSIA: rimuovere Lenin, Stalin e i suoi “manovali del terrore”

Bisognerebbe rimuovere Lenin dalla Piazza Rossa, ma anche Stalin e tutti i suoi “manovali” del terrore, sepolti sotto le mura del Cremino. Lo sostiene Arseni Roghinski, responsabile dell’organizzazione Memorial, in prima fila nelle ricerche sulle vittime del comunismo.




Bisognerebbe rimuovere Lenin dalla Piazza Rossa, ma anche Stalin e tutti i suoi “manovali” del terrore, sepolti sotto le mura del Cremino. Lo sostiene Arseni Roghinski, responsabile dell’organizzazione Memorial, in prima fila nelle ricerche sulle vittime del comunismo.

«Non propongo di dissipare al vento le ceneri dei politici carnefici – continua Roghinski – ma ci vuole una ferma volontà dello Stato: i loro resti devono essere trasferiti, dato che la piazza Rossa è frequentata da tutti i cittadini del nostro Paese e nel cuore del Paese non devono riposare solennemente i resti di persone che hanno sulla coscienza la vita di migliaia o di milioni di persone».

Anzitutto Lenin (che ha il suo mausoleo in Piazza Rossa) e Stalin «che per lunghi anni fece eliminare i propri concittadini, e non solo», poi Andrei Vishinski, pubblica accusa in tutti i principali processi contro i cosiddetti nemici del popolo degli Anni Trenta; Lev Mekhlis, capo della direzione politica del ministero della Difesa e uno degli ideologi del grande terrore; Matvei Shrikiatov, capo del Comitato per il controllo del partito, anche lui fra i fautori delle purghe staliniane. Tutti sepolti dentro le mura del Cremlino.


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