RUSSIA: resta libero il sicario della Politkovskaya

S’è conclusa l’indagine preliminare sull’omicidio della giornalista dissidente Anna Politkovskaya, uccisa il 7 ottobre 2006. Dei nove arrestati nell’agosto scorso, solo i ceceni sono accusati di omicidio, mentre per l’ex-colonnello dell’FSB (erede postsovietico del KGB) Pavel Riaguzov l’accusa è di abuso di ufficio ed estorsione. Stralciata la posizione del presunto killer, ora latitante, Ruslan Makhmudov.





S’è conclusa l’indagine preliminare sull’omicidio della giornalista dissidente Anna Politkovskaya, uccisa il 7 ottobre 2006. Dei nove arrestati nell’agosto scorso, solo i ceceni sono accusati di omicidio, mentre per l’ex-colonnello dell’FSB (erede postsovietico del KGB) Pavel Riaguzov l’accusa è di abuso di ufficio ed estorsione. Stralciata la posizione del presunto killer, ora latitante, Ruslan Makhmudov.

I tre che affronteranno il processo sono Sergei Khadzhikurbanov, e i fratelli Dzhabrail e Ibragim Makhmudov.

Khadzhikurbanov è un ex maggiore che si occupava dei gruppi criminali etnici presso il Ministero degli Interni. Licenziato nel 2003 per un illecito, ricevette una condanna a quattro anni, ma nel 2006 era libero e divenne, secondo l’accusa, il tramite tra i sicari e Riaguzov organizzando vari pedinamenti della giornalista vittima designata.

Le indagini sulla morte di Anna Politkovskaya si sono quindi chiuse, e restano ignoti mandanti e movente. Secondo il direttore della “Novaya Gazeta”, il giornale per cui lavorava la Politkovskaya, «l’indagine non è conclusa, dato che sia il mandante che l’esecutore materiale non sono stati assicurati alla giustizia». Anche a livello internazionale, però, non mancano osservatori che pongono in relazione la tragica fine della giornalista con le sue durissime e documentate critiche alla politica del Cremlino e del leader Vladimir Putin in Cecenia.

Donazione Corrispondenza romana