RUSSIA: l’evoluzione del processo contro il ministero degli Interni

Sergei Magnitsky, avvocato 37enne che lavorava per William Browder, è morto in prigione a Mosca la sera del 17 novembre 2009. Una morte – scrive in prima pagina il “Financial Times” del 18 novembre – destinata a riaccendere la polemica sulla guerra avviata dal governo russo contro l’Hermitage Capital Management di Browder, società di investimenti straniera che è stata esclusa dal territorio russo.


Secondo quanto reso noto dalla società di Browder, l’avvocato sarebbe deceduto nel carcere moscovita di Butyrka per le conseguenze di una infiammazione del pancreas (altre fonti parlano di infarto) cui non sono state prestate le dovute cure mediche. Sulla questione, l’avvocato incarcerato e i suoi legali avevano avviato ricorsi legali. Per Hermitage Capital, il fondo di investimenti entrato in rotta di collisione con le autorità russe, la morte di Magnitsky è stata causata dalla rottura di una membrana pancreatica, pochi giorni dopo la proroga dello stato di custodia, decisa da un tribunale moscovita malgrado le precarie condizioni di salute del detenuto. «La polizia lo ha ucciso – ha dichiarato Jamison Firestone, associato di Fireston Duncan, la società legale per cui lavorava Magnitsky –. Non so se volessero ucciderlo oppure solo fare enorme pressione su di lui, certo volevano che presentasse false prove per rafforzare il loro dossier contro Hermitage», denuncia il manager sul “Financial Times”.

Il ministero dell’Interno respinge le accuse: «il fascicolo contro Magnitsky è solido» e non ci sarebbe stato motivo di sperare nella sua morte, data l’alta probabilità di una condanna. Il caso Magnitsky rimanda direttamente al più ampio “dossier Browder”, dal nome dell’investitore che ha denunciato una dilagante corruzione nell’elite finanziaria moscovita e che dal 2005 non può più entrare in Russia per motivi «di sicurezza nazionale». Quando il fisco russo ha avviato un’inchiesta sul «fondo militante», Browder ha rilanciato con una sua propria indagine, a sostegno della denuncia di una enorme frode fiscale all’ombra dello stesso ministero dell’Interno. Magnitsky fu arrestato poco dopo la sua testimonianza sul caso. «È stato abbastanza coraggioso da puntare il dito contro la corruzione nelle file della polizia. La sua morte non può essere invano», dichiara Browder al “Financial Times”.

Donazione Corrispondenza romana