RUSSIA: Inguscezia, la strana morte di Magomed Yevloyev

Continuano le proteste nel Caucaso del Nord per l’uccisione di Magomed Yevloyev, il giornalista internet ucciso domenica 31 agosto 2008 con un colpo alla testa nelle vicinanze di Nazran, nella autoproclamata Repubblica d’Inguscezia





Continuano le proteste nel Caucaso del Nord per l’uccisione di Magomed Yevloyev, il giornalista internet ucciso domenica 31 agosto 2008 con un colpo alla testa nelle vicinanze di Nazran, nella autoproclamata Repubblica d’Inguscezia, una regione del Caucaso vicina alla Cecenia. Yevloyev è stato colpito da un «proiettile vagante» mentre era in un auto della polizia ed è morto all’ospedale di Nazran.

Il giornalista era appena sbarcato all’aeroporto di Magas da un aereo in cui aveva avuto un alterco con il presidente inguscezo, Murat Zyazikov. Secondo la testimonianza dei suoi colleghi, era stato portato via da un’auto della polizia e quindi scaricato dalla vettura con un colpo di pistola in testa. Il procuratore regionale Yuri Turygin afferma che il giornalista avrebbe tentato di sottrarre l’arma a un poliziotto e il colpo sarebbe partito accidentalmente. Spiegazione inaccettabile per gli amici del cronista.

Ai funerali del giornalista, vicino alla città di Nazran, hanno preso parte oltre 1.200 persone e alcuni hanno dato vita a una manifestazione in cui hanno chiesto le dimissioni di Zyazikov e un’inchiesta giusta sulla morte del blogger, il quale aveva più volte denunciato abusi e violenze nella regione caucasica. Il rappresentante dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) per la libertà dei mass media, Miklos Haraszti, ha dichiarato che la morte del giornalista solleva forti dubbi: «La morte di Yevloyev è il punto culminante di una campagna orchestrata dalle autorità dell’Inguscezia per ridurre al silenzio la sola voce critica nella regione […]. Come l’omicidio nel 2006 di Anna Politkovskaya, quest’assassinio rappresenta un nuovo deterioramento della libertà di stampa in Russia».

Gli Stati Uniti hanno chiesto alla Russia di indagare sulla morte sospetta del giornalista d’opposizione definita «molto inquietante» dal portavoce del Dipartimento di Stato, Sean McCormack che ha aggiunto: «I responsabili russi devono andare a fondo di questa storia. È necessario che si arrivi ai  responsabili».

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