Rubano ostie e oggetti sacri. Ma prima insultano la croce

Termoli furto ostieTermoli. Nella Chiesa di San Timoteo, le telecamere interne hanno permesso di risalire a chi qualche giorno fa aveva rubato le ostie, per poi nasconderle in un tombino.
Sono due ragazzi di 18 e 22 anni, già denunciati, che hanno programmato il gesto con attenzione. Prima si sono infilati in chiesa fingendo di pregare. In un secondo momento si sono accaniti contro la croce con parolacce e gesti sacrileghi. “Gesti pesanti […] da configurare persino la scomunica,” assicurano da ambienti ecclesiastici.
Alla fine, il furto.
Date le modalità, non è da nascondere l’utilizzo delle ostie per riti satanici, almeno nelle intenzioni.

***
25 marzo 2013
Messe nere dietro il furto di ostie

Ripresi mentre si esibiscono in gesti volgari contro la Croce

TERMOLI Parolacce e gesti sacrileghi contro la croce, nella chiesa San Timoteo di Termoli. L’ombra dei riti satanici aleggia sul furto di oggetti sacri e delle ostie consacrate, gettate in un tombino e ritrovate dai carabinieri. Per il furto due ragazzi sono stati denunciati, identificati grazie alle telecamere che hanno immortalato le loro gesta sacrileghe. Dalla chiesa i due avevano portato via la pisside e il tabernacolo, ma prima del furto si erano lasciati andare a frasi e gesti che lasciano poco spazio all’immaginazione. A posizionare le telecamere all’interno del luogo sacro il parroco don Benito Giorgetta. L’edificio di culto, infatti, negli ultimi tempi è stato preso di mira diverse volte. I filmati, stavolta, hanno consentito di inchiodare alle proprie responsabilità i due responsabili.

Si tratta di due giovani sbandati del posto. Il loro comportamento ha creato più di qualche sconcerto non solo nell’ambiente cattolico e tra i religiosi termolesi, ma anche tra le forze dell’ordine. Non si esclude, a questo punto, la pista del satanismo per quest’ultima incursione furtiva a San Timoteo. I due, A.M. di 22 anni, e la ragazza E.B. di 18 anni, prima di mettere a segno il colpo hanno atteso diverso tempo all’interno del luogo sacro, perchè affollato, e mèta di un andirivieni di fedeli. Durante la mattinata, la giovane ha anche finto di pregare ma appena rimasti soli si sono scagliati con gesti pesanti contro la croce tali, assicurano da ambienti ecclesiastici, da configurare persino la scomunica. Una vicenda che ha gettato un’ombra sinistra sul gesto, che potrebbe non essere semplicemente legato al mondo della droga e alla necessità di raggranellare qualche soldo per comprare la dose. Il furto è stato compiuto il 21 marzo, che nel calendario satanico corrisponde alla «Seconda notte di Tregenda». Una coincidenza, certo, ma tutt’altro che rassicurante. Don Benito, dal canto suo, ha annunciato l’intenzione di voler incontrare i due ragazzi per discutere con loro su quanto accaduto e cercare di riportare le «pecorele» all’ovile. «Non bisogna condannare a priori», ha detto. Intanto gli inquirenti sono decisi a fare luce sulle reali motivazioni alla base del furto.

Antonella Salvatore

Fonte: Il Tempo

 

Donazione Corrispondenza romana