Roma. Niente patrocinio per la “Marcia per la Vita”. Ma il Gay Pride avrà ogni genere di sostegno

MarinoOrmai siamo abituati, ma non smetteremo mai di sottolinearlo. In Italia esistono due pesi e due misure: da un lato vengono squalificate le manifestazioni a favore della vita, dall’altro viene dato pieno appoggio alle iniziative a favore degli omosessuali.
La giunta Marino ha respinto in questi giorni la richiesta di patrocinio per la “Marcia per la Vita”. La giustificazione è: mancanza di fondi. Nessun sostegno per chi difende il diritto dell’innocente, nemmeno da parte di un sindaco che si definisce cattolico. Non solo non è stato fornito nessun ausilio come wc chimici, volontari della Protezione Civile e distribuzione di bottigliette d’acqua, ma i partecipanti alla Marcia hanno dovuto anche pulire le strade.
Dopo aver negato ogni sostegno, il “cattolico adulto” Ignazio Marino ha anche dichiarato che non si sarebbe presentato alla Marcia. E così è stato.
Nonostante l’ostruzionismo, la “Marcia per la Vita” 2014 è stata comunque un successo, di molto superiore a quella dell’anno scorso.

Trattamento analogo anche per il Gay Pride del 7 giugno? Nemmeno un po’. Il Sindaco ha dato piena disponibilità sia con il patrocinio, sia con la sua presenza alla manifestazione. Per non correre il rischio di essere frainteso e di far pensare che non sia gay-friendly, dal 12 al 18 maggio saranno appese in Campidoglio le bandiere rainbow, simbolo dell’orgoglio omosessuale. L’iniziativa sarà estesa in tutte le sedi municipali come “risposta all’omofobia e all’ignoranza”.
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3 maggio 2014

Marino patrocina il Gay pride ma dice ‘no’ alla Marcia per la vita
Non si placano le polemiche sui “favoritismi” dell’amministrazione capitolina, sommersa dai debiti e dalle critiche

Altre polemiche, come se piovesse, sulla giunta Marino. Il Gay pride sì, la Marcia per la vita no. I soldi non ci sono, ma quando uno vuole li trova.

E’ polemica sulla richiesta di patrocinio respinta dal Campidoglio per “mancanza di fondi” agli organizzatori della marcia. Domani migliaia di persone sfileranno a Roma – il corteo partirà alle 9 da piazza della Repubblica, per poi concludersi alle 12 in piazza San Pietro, in tempo per l’Angelus di Papa Francesco – per “affermare il valore universale del diritto alla vita”.

I partecipanti alla marcia, però, dovranno perfino pulire le strade. E se a qualcuno scapperà un bisognino, dovrà correre in un bagno di un bar. Oltre ai wc chimici e ai volontari della Protezione civile, non ci sarà nemmeno la distribuzione delle bottigliette d’acqua. Non solo. Alla manifestazione, alla quarta edizione ormai e che in passato ha sempre ricevuto il contributo del comune, il sindaco della capitale ha già annunciato la sua assenza.

Tutt’altra storia invece per il Gay pride del 7 giugno, dove l’amministrazione comunale, oltre a patrocinare l’iniziativa, alla quale il primo cittadino questa volta non mancherà, dal 12 al 18 maggio ha previsto pure l’istallazione delle bandiere rainbow sul Campidoglio e su tutte le sedi municipali come “risposta all’omofobia e all’ignoranza”.

A chi troppo e a chi niente. A Roma funziona così.

Fonte: Il Giornale d’Italia

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