Roma in marcia per difendere il valore della vita

(di Magdi Cristiano Allam su Il Giornale del 14-05-2012) Quanta gioia ho provato condividendo con migliaia di giovani la fede e la cultura dell’amore per se stessi, per i nostri figli, per il prossimo chiunque esso sia e qualunque sia la condizione in cui viene al mondo, partecipando alla Marcia per la Vita svoltasi ieri a Roma! Sono venuti da tutt’Italia per testimoniare che non si rassegnano ad una tragica realtà che fa venir meno persino la speranza di un giorno in cui potranno essere autenticamente e totalmente ciò che si sentono dentro, protagonisti del loro presente come persone, famiglia e comunità, costruttori di un futuro dove i valori non negoziabili alla vita, alla dignità e alla libertà saranno un patrimonio di certezza da trasmettere ai loro figli.

Ammettiamolo: siamo un Paese da aspiranti suicidi! Siamo destinati a declinare sempre di più come società e a scomparire come civiltà, avendo tra i più bassi tassi di natalità al mondo ed essendo più che mai ammalati di relativismo e succubi del buonismo. Ebbene, se ci volessimo del bene, se amassimo veramente i nostri figli, dovremmo promuovere la cultura della vita, difendere la famiglia naturale che è l’unica in grado di procreare, sostenere la maternità assicurando alle madri che scelgono di dedicarsi a tempo pieno alla famiglia, ai figli e alla casa un sussidio senza cui non lo potrebbero fare, aiutando concretamente i giovani affinché tramite la stabilità lavorativa siano messi nella condizione di rigenerare nuova vita.

Invece,  coloro che sostengono queste posizioni che sono pienamente fondate laicamente sul piano della ragione, al di là della fede del credente cristiano nella sacralità della vita, che s’ispirano al buon senso e al sano amor proprio, viene tremendamente bollato alla stregua di  “integralisti, negazionisti, razzisti” (dichiarazione di Dario Nanni, consigliere del Pd al Comune di Roma).

Così come il semplice fatto di affermare la verità sull’aborto, limitandosi a registrare che da quando è stata legittimata la pratica dell’interruzione volontaria della gravidanza negli ospedali pubblici,  ci sono stati solo in Italia circa 5 milioni di feti uccisi nel grembo materno, rifacendosi ai dati ufficiali del Ministero della Sanità, fa scattare la condanna di essere “un concentrato di neonazisti, antisemiti, omofobi che negano il diritto delle donne, sancito da una una legge dello Stato (la 194 del 1978) a una maternità condivisa e responsabile”.

Noi italiani rassomigliamo a chi di fronte alla casa che brucia, anziché chiamare i pompieri si rivolge all’incendiario che ha attizzato il fuoco sperando che sia lui a spegnerlo! L’Istat ci dice che nel 2050 la popolazione autoctona calerà di 5 milioni e che al tempo stesso ci saranno 6 milioni in più di ultrasessantenni, il che si tradurrà nell’inevitabile collasso del nostro sistema previdenziale e di assistenza sociale dal momento che la percentuale dei contribuenti sarà inferiore a quella dei beneficiari, eppure i nostri governanti sono del tutto sordi a questa catastrofe annunciata! La crisi demografica continua ad essere trattata come un qualsiasi servizio di cronaca ogni qual volta viene diffuso l’aggiornamento delle statistiche, anziché prendere atto che si tratta della più sera emergenza nazionale in parallelo a quella del dissesto finanziario ed economico.

Nel nostro caso l’incendiario di turno a cui ci stiamo rivolgendo con l’illusione che sarà lui a spegnere l’incendio è l’attuale capo del governo. Monti ci fa toccare con mano come la dittatura finanziaria, che lui incarna, e la dittatura del relativismo che favorisce l’invasione islamica, sono due facce della stessa medaglia.

Incontrando l’8 maggio a Roma il primo ministro turco Erdogan, Monti ha sostanzialmente prospettato che la nostra crisi demografica verrà risolta spalancando le nostre frontiere agli immigrati musulmani turchi! Dopo aver rassicurato Erdogan che l’Italia apporterà “un sostegno forte e convinto” all’adesione della Turchia nell’Unione Europea, Monti ha precisato che la Turchia potrà “portare un valore aggiunto, economico, geopolitico, strategico, culturale ad un’Europa anziana demograficamente, stanca e non piena di impulso economicamente”.

No grazie! No alla dittatura finanziaria e no alla dittatura del relativismo! Non vogliamo prostrarci né al dio euro né ad Allah! Non abdicheremo alla dignità, non svenderemo la libertà, non rinunceremo al sogno di avere figli italiani che perpetuino la nostra civiltà!

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