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Roberto de Mattei: riflessioni di fine 2011

Qui di seguito riportiamo il Video intervento del professor Roberto de Mattei con le sue riflessioni sulla fine di questo 2011. Cari amici,
Chi avrebbe mai immaginato che il 150esimo anniversario dell’unità italiana si sarebbe concluso con un pesante esproprio di sovranità nazionale? E come immaginare che il principale artefice del commissariamento del nostro Paese da parte di “poteri forti” sovranazionali sarebbe stato quello stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, più di ogni altro, si era adoperato per celebrare la nascita dello Stato nazionale italiano?

Ma non si tratta solo di esproprio della sovranità nazionale, si tratta anche, malgrado il presidente Napolitano lo neghi, di sospensione e quindi di negazione della democrazia.

Si può pensare ciò che si vuole delle pesanti misure economiche e sociali del nuovo governo. Quel che è certo però che per la prima volta un gruppo di tecnocrati, indipendenti dal potere politico, interviene in maniera così diretta e imperativa nella vita pubblica del nostro Paese. È altrettanto evidente che questi tecnocrati, a cominciare dal sen. Monti, rispondono a club, logge, gruppi di potere, istituzioni estranee alle istituzioni rappresentative del nostro Paese.

Il Parlamento, appoggiando questo governo tecnocratico, abdica al suo ruolo: al suicidio della sovranità nazionale segue quello della democrazia politica.

httpvh://www.youtube.com/watch?v=Qbb935fLzWo

Uno dei classici slogan tecnocratici è quello del superamento della politica e delle ideologie, in nome dell’emergenza economica. Per questo i regimi tecnocratici sono preceduti da campagne di discredito della politica considerata come regno dell’incompetenza e della corruzione. I tecnocrati aspirano a guidare governi di emergenza, con leggi di emergenza. Ma in nome dell’emergenza, della Rivoluzione francese in poi, sono fatte le cose peggiori nella storia. In realtà la tecnocrazia è essa stessa un’ideologia, fondata sul primato della scienza e dell’economia.

Ma la crisi che attraversiamo, prima di essere economica, è politica, culturale, morale e anche, se non innanzitutto religiosa. Ed è impensabile pensare di risolverla con le manovre monetarie e fiscali.

Di fronte allo strapotere dei forti poteri, che accompagna e consegna alla “dittatura del relativismo”, un senso di sgomento e di impotenza assale talvolta i cattolici e gli uomini di buona volontà. Eppure la storia non è mai irreversibile e chi combatte in difesa dell’ordine naturale e cristiano può ottenere vittorie inaspettate, confidando nell’aiuto di Dio.

Ai piedi del Presepio in questi giorni di festività, moltiplichiamo le nostre preghiere, confortati dal cantico degli Angeli nel Cielo di Betlemme. “Sia gloria a Dio nell’alto dei Cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà“. Non c’è pace, né convivenza sociale possibile tra gli uomini, senza riferirsi a Dio, unico centro e fondamento, unica soluzione di ogni problema nella vita degli uomini e dei popoli. Le parole degli Angeli sono anche i nostri auguri a tutti gli amici sparsi nel mondo.