Ristampati due “catechismi” di Monaldo Leopardi

Le edizioni veronesi Fede & Cultura hanno ristampato una bella edizione di due fra i pi? importanti saggi scritti dal conte Monaldo Leopardi, saggio padre dello squilibrato Giacomo. Si tratta di due brevi ?catechismi?, nei quali il filosofo e uomo politico marchigiano illustra al grande pubblico, e specialmente ai giovani, argomenti ardui e importanti, usando il metodo pedagogico delle domande e risposte, facile da leggere e da capire. Il primo ? il Catechismo filosofico, stampato nel 1832. Esso si propone di esporre quegli elementi essenziali di filosofia e di etica sociale che dovrebbero essere insegnati in tutte le scuole per orientare i giovani verso la verit? preservandoli dagli errori rivoluzionari. Il conte afferma il carattere creaturale dell?uomo, che dipende da Dio, dalla legge naturale, dall?autorit? e dalla societ?; pertanto confuta la moderna pretesa di rendersi assolutamente indipendenti da tutto questo, ed attacca l?egualitarismo come ideologia che giustifica e propaga orgoglio e ribellione, causa quindi di disordine anche politico. Pi? in generale, egli dimostra che le errate opinioni in campo culturale, morale e religioso possono avere gravi conseguenze nella vita e nella salute dei popoli che ne restano sedotti. Resta tuttora memorabile, ad esempio, la sintetica confutazione della francese Dichiarazione dei diritti dell?Uomo. Questo volumetto ebbe un tale successo, che venne adottato in tutte le scuole del Regno delle Due Sicilie e suscit? dibattiti perfino nella Camera dei Comuni di Londra. Il secondo ? il Catechismo sulle Rivoluzioni, stampato anch?esso nel 1832. Esso si propone di dimostrare la incompatibilit? della religione e della morale cristiane con lo spirito e i programmi della Rivoluzione Francese, vista come empia rivolta contro l?ordine metafisico e sociale stabilito dalla Divina Provvidenza. Autorit?, libert? e bene comune sono le basi della vita civile dei popoli. Alle astratte ?nazioni?, inven-tate per imitare la Francia liberale, il conte contrappone le concrete ?patrie?, ereditate dalla storia e dalle tradi-zioni italiane. Egli confuta anche il falso principio secondo cui l?indipendenza nazionale sarebbe il massimo bene da conquistare, mentre la dipendenza da un sovrano straniero sarebbe il massimo male da combattere: idee fondamentali dell?allora nascente rivoluzione risorgimentale italiana. Questo volumetto fu meno noto del precedente, ma ebbe notevoli ripercussioni anche all?estero, suacitando le ire del liberale Gladstone in Inghilterra e del cattolico-liberale Lamennais in Francia. Un elogio speciale merita l?ampio saggio introduttivo al volume, curato da Lidia Zawada, che ripercorre la vita del Leopardi, ne inquadra il pensiero e l?opera politica nella sua epoca, ne sintetizza l?influenza e la fortuna. Si viene quindi a scoprire quanto egli sia stato sottostimato e frainteso, combattuto con la congiura del silenzio e della calunnia, recentemente riscoperto non solo come raffinato letterato e abile polemista, ma anche come acuto intellettuale e saggio politico. [Monaldo Leopardi, Catechismo filosofico ? Catechismo sulle Rivoluzioni, Fede & Cultura, Verona 2006, pp. 224, ? 18,00]

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