Rintocchi “fuorilegge”, multa al parroco

campane(di Mauro Faverzani) Probabilmente oggi Ernest Hemingway sarebbe costretto a mutare il titolo del proprio romanzo da Per chi suona la campana in un più probabile “Per chi tace la campana”.Il motivo lo si scopre in provincia di Vicenza. Niente da dire: prima l’esposto firmato da 112 cittadini, quindi le pressioni sul Comune affinché contattasse l’Arpav, l’organismo di controllo veneto.

Poi le prove fonometriche, la sentenza sfavorevole, il verbale e la multa da mille euro alla parrocchia di Santa Maria in San Benedetto e San Gaetano nella vicentina Malo. Tutto come da copione. Poiché, se si fa una veloce verifica sul sito dell’Uaar, l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, si può constatare come, passo passo, siano state seguite alla lettera tutte le procedure qui consigliate, per far tacere le campane della chiesa. C’è anche l’esplicito riferimento alla medesima normativa, la legge quadro 447/95, la stessa suggerita dai “senza-Dio”. Una coincidenza? Se lo è, è impressionante…

Intendiamoci: i rintocchi si susseguono da secoli, senza che alcuno abbia mai avuto alcunché da ridire. Ora la Curia pare intenda dimostrare correttezza e liceità del loro suono, ma gioca in difesa ed in punta di piedi: per non fomentar «inutili polemiche» ha bloccato una contro-raccolta firme pro campane. Tanta “prudenza” rischia d’esser letale, la premessa per una sconfitta in un Paese, come l’Italia, ove, a vincere, è sempre chi grida più forte. Gli studi condotti equiparano sostanzialmente il suono delle campane a quello di ambulanze, clacson, motociclette, treni in transito ed aerei in volo: mezzi che pure passano a tutte le ore, di giorno e di notte. Dobbiamo pertanto attenderci la loro abolizione causa uditi fini? Una multa a centauri, ospedali, ferrovie, aeroporti?

Ora tocca al Sindaco, Antonio Antoniazzi, peraltro di Centrodestra, ridurre la sanzione o meglio ancora trovare, di concerto col reverendo parroco, una soluzione almeno con lo stesso zelo con cui – per dovere d’ufficio, certo… – ha contattato l’Arpav. Tenendo conto della facoltà di procedere all’autorizzazione in deroga ai regolamenti locali per quelle fonti sonore, che si ritengano patrimonio storico e di interesse collettivo. Nonché dell’eventualità di regolare un poco l’impianto e nulla più. Per evitare almeno che le campane vengano definitivamente imbavagliate, anche qui e per sempre. Come già in altre località, tra cui Pizzoli (Aq) e Sanluri (Ca), come trionfalmente segnala – ancora una volta – il sito dell’Uaar. Un’altra coincidenza? (Mauro Faverzani)

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