RECENSIONI LIBRARIE: un opuscolo sul “caso Galilei”

Gli Studi apologetici “Joseph oboedientissimus” (legati al cammino de I Tre Sentieri) hanno pubblicato un opuscolo sul “caso Galilei” (Corrado Gnerre, La verità sul “caso Galilei”, Studi apologetici “Joseph oboedientissimus”, Benevento 2008, pp. 26), che ha come indicativo sottotitolo: … a proposito del Papa che non ha potuto parlare all’università “La Sapienza”e di tante sciocchezze che si dicono sul processo allo Scienziato pisano.

 L’autore è Corrado Gnerre. Il triste episodio de “La Sapienza” ha riportato alla ribalta il caso Galilei… e si sentono rievocare i soliti luoghi comuni. Personalmente, non riesco a fare a meno di quanto mi venne insegnato alle elementari, da una buona, ma non coltissima maestra: «Per le sue teorie eliocentriche, Galileo fu punito dall’Inquisizione e fu costretto a guardare con il suo cannocchiale il sole per qualche ora. Per questo divenne cieco».

Ma come davvero andarono le cose? Questo libretto si rivela utilissimo a tutti quei cattolici che non sanno rispondere a tante false accuse che si rivolgono alla Chiesa quando si fa riferimento a quell’avvenimento, elencando, dopo una breve introduzione, sette importanti verità:

1) La Chiesa non aveva paura della teoria eliocentrica;

2) i problemi di Galileo furono invece legati a motivazioni epistemologiche, ovvero alla filosofia della scienza;

3) le posizioni dello scienziato pisano non gli avrebbero causato alcun problema se egli si fosse limitato a presentare le sue teorie come semplici ipotesi;

4) infatti Galileo non portava vere e proprie prove per suffragare le proprie tesi;

5) la condanna non fu affatto eclatante, anzi…;

6) l’intero processo deve essere collocato nel clima del XVII secolo;

7) infine, del “caso Galilei” è stato fatto, soprattutto negli ultimi secoli, un uso ampiamente strumentale.

In conclusione l’opuscolo offre una serie di citazioni da uno scritto del filosofo della scienza Paul Feyerband, che pur essendo anarchico e agnostico, afferma che nel processo a Galilei la ragione era dalla parte degli accusatori.

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