RECENSIONI LIBRARIE: un libro per i cento anni del papà di Don Camillo

Marco Ferrazzoli, con il suo Non solo Don Camillo. L’intellettuale civile Giovannino Guareschi, chiude i festeggiamenti per il centenario della nascita dello scrittore emiliano, un personaggio molto amato dalla gente comune ma duramente ignorato dall’establishment politico e dall’intellettualità di sinistra.

Ferrazzoli racconta nel suo libro come Guareschi sia stato molto amato dalla gente comune ma anche molto «odiato» da politici e intellettuali, che non tolleravano la sua straordinaria libertà di opinione e di pensiero, quella «stupida libertà di stampa», come disse lo stesso Guareschi, alla quale i suoi colleghi avevano «spontaneamente rinunciato». «Non muoio neanche se mi ammazzano» ripeteva ai suoi compagni di detenzione quando, durante il ribaltone bellico dell’8 settembre 1943, finì «resistente bianco» nei lager in compagnia di altri 750 mila IMI, internati militari italiani.

Ma se è vero che a Guareschi, grazie al personaggio di Peppone, gli riuscì il miracolo di rendere simpatico un comunista, Ferrazzoli ricorda come l’odio dei comunisti nei suoi confronti fu sempre ben vivo. Togliatti per primo, che lo definì come l’uomo più cretino del mondo. Il successo di Guareschi è una affermazione popolare. Venti milioni di libri venduti, alcuni dei quali ristampati in 5 edizioni, confermano il gradimento verso una rappresentazione dello scontro politico visto con gli occhi e con il cuore delle persone comuni anziché con i paraocchi strumentali delle ideologie e delle faziosità dei partiti: nessun cedimento all’avversario ma gran rispetto della persona.

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